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Cucinato lo spezzatino dello Stelvio: Galletti benedice la Sfasciaparchi
Vittorio Emiliani
www.emergenzacultura.org, 31/03/2017

Pi deboli le proteste delle associazioni ambientaliste che, per le loro gestioni, ricevono finanziamenti dal governo e dalla Regioni. Ma si sapeva.

La legge definita dai naturalisti e dagli ambientalisti pi agguerriti Sfasciaparchi in discussione alla Camera. Il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, aveva giurato che le peggiori nefandezze sarebbero state eliminate, ma, tranne poche eccezioni, il testo rimasto integro, cio nefasto. Una pietra tombale, secondo Fulco Pratesi. A Montecitorio tuttavia si acceso su di essa un dibattito vivace animato, anche in una conferenza stampa, soprattutto dallon. Serena Pellegrino di Sinistra Italiana. Anche altri si stanno impegnando per evitare le falle pi disastrose che la legge Caleo, voluta da tutto il Pd prima della scissione, apre nella valida legge-quadro approvata nel 91 e firmata, non a caso, da Antonio Cederna (Sinistra Indipendente) e da Gianluigi Ceruti (Verdi). Con un governo ecologista? Era un pentacolore Andreotti-Martelli. Ministro, vero, Giorgio Ruffolo. E questo dato fornisce la misura esatta della regressione culturale e politica dal 91 ad oggi.

I Verdi non sono pi in Parlamento dopo la cura-Percoraro Scanio. Unico Paese: in Olanda, in Francia o in Germania rappresentano una forza pi che ragguardevole. Da noi zero. E si sente. Contro la legge Lupi per lurbanistica, il senatore verde Sauro Turroni fece ostruzionismo da solo, con successo. Chiedetegli una consulenza. Ma anche le associazioni per la tutela della natura e del paesaggio hanno perso forza, smalto, incisivit. Alcune addirittura approvano la sostanza della legge Caleo criticandola appena. Purtroppo succede cos ogni volta che una associazione non vive di solo tesseramento e volontariato ma di progetti e di gestioni economiche finanziate dallo Stato o dalle Regioni. Si stabilisce inevitabilmente un grado di dipendenza che abbassa in modo oggettivo il livello della critica e della denuncia. N pu essere diversamente. C chi lo chiama ironicamente il parastato ambientalista. Nella Sinistra, molto frastagliata, si oscilla fra il sostegno ideologico radicale ai NO TAV e latitanze frequenti sul piano del contrasto a legge come lo Sblocca-Italia, o altre che abbassano controlli, verifiche, garanzie.

Il ministro dellAmbiente, Gian Luca Galletti, fautore della legge Caleo, stato del resto di una linearit assoluta. I Parchi italiani non possono essere pi visti come i luoghi della conservazione: devono mettersi in gioco nella grande sfida di sviluppo sostenibile del nostro Paese. In parole povere devono rendere produrre affari, sviluppo, profitti, devono procurarsi royalties (come la legge prevede) da cavatori, petrolieri, metanieri, costruttori di sciovie, ecc. Intanto la legge mette nei Consigli di Amministrazione gli agricoltori come categoria, neanche quelli gi da tempo integralmente biologici. Una prima lobby, poi si vedr.

Ancora Galletti: Un quarto di secolo fa lo sviluppo sostenibile non era declinato come lo oggi in ogni settore delleconomia. Ve ne siete accorti voi? Noi no. Ci saranno verifiche strategiche ovviamente sui progetti per i Parchi Nazionali. Peccato che la stessa Associazione dei dirigenti dei Parchi faccia notare che i rappresentanti del Ministero nei Consigli direttivi, che per legge dovrebbero essere esperti di ambiente e biodiversit sono invece quasi sempre politici locali dellUdc. E i direttori dei Parchi Nazionali? Sempre Galletti precisa che in politichese che viene introdotto un nuovo metodo di selezione, la governance sar aperta alle espressioni del territorio. Ci vuol dire che qualunque dirigente pubblico locale da almeno cinque anni (alla Asl, in Comune, alla Agenzia delle entrate) potr essere direttori Parco Nazionale.

Del resto lo stesso ministro andato nel luglio scorso a Bormio a cucinare di persona lo spezzatino dellormai ottuagenario (pensate) Parco Nazionale dello Stelvio diviso in tre porzioni, una alla Lombardia, una alla Provincia Autonoma di Bolzano e unaltra a quella di Trento, con un ruolo importante per i Comuni in modo di essere pi vicini agli abitanti. E magari ai cacciatori. Nessuno ne dubita. Intanto per, mentre da noi si fanno a pezzi i Parchi nazionali, lEuropa progetta un Parco europeo delle Alpi Centrali. Insomma facciamo proprio ridere. O piangere. Dopo essere stati allavanguardia in materia di aree protette negli anni 90 e oltre creando ben 18 nuovi Parchi Nazionali, presieduti e diretti da esperti e scienziati veri dal 91 al 2007. Specie coi governi Andreotti, Ciampi, Amato e Dini. Tutti rivoluzionari rispetto a Renzi e a Gentiloni. La rivoluzione verde non abita pi qui.



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