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I Verdi bocciano il Dpef presentato dal governo. "Debito in aumento, nessun cenno alla sostenibilit della crescita e poco o nulla sui problemi ambientali"
Redazione Econews, 28/07/2005



Crescita zero per il 2005, nessun cenno alla sostenibilit della crescita e rischio di nuovi condoni. I Verdi bocciano il Dpef presentato dal governo, il documento che definisce le cinque linee di intervento per il Paese, dalle infrastrutture alla libert di impresa e alla riduzione della burocrazia, dal minore carico tributario, alla difesa del potere d'acquisto e al risanamento dei conti pubblici.



Solo propaganda, ha commentato il senatore dei Verdi Natale Ripamonti durante il suo intervento a Palazzo Madama sul documento di programmazione economica e finanziaria. I conti pubblici sono fuori controllo ha detto -, il deficit sopra il 5 per cento e il debito - dopo anni di discesa, seppure lenta - ha ripreso a salire.



Il Paese, continua Ripamonti, si impoverito, c' un clima di sfiducia generale nelle famiglie e nelle imprese, il Paese ha perso competitivit. Secondo quanto emerge dalle stesse tabelle riportate nel Documento di programmazione economico - finanziaria le esportazioni in questi anni sono calate pi del 30 per cento.



La Commissione europea, ricorda Ripamonti, ha previsto l'apertura di una procedura di infrazione nei nostri confronti per deficit eccessivo. E la dimostrazione che il Governo ha mentito in questi anni".



Dal punto di vista ambientale, i Verdi denunciano come anche il rischio di condoni possa riemergere, nonostante gli annunci del ministro Siniscalco, che alla stampa ha escluso che il governo possa farvi ancora ricorso. Nella prima versione del Dpef dice Ripamonti - vi era un esplicito richiamo all'abbandono, richiamo che scompare nell'ultima versione.



Strutturato anche il documento critico sul Dpef elaborato dallUfficio legislativo del gruppo dei Verdi al Senato. In esso si sottolinea la crescita zero prevista per il 2005 e il maggior fabbisogno, risultato delle fantasiose coperture delle precedenti manovre finanziarie. La minore crescita del Pil, che per il 2005 passer dal 2,1 previsto allo 0 (e si potrebbero raggiungere anche valori negativi) deriva dalla sistematica sovrastima delle variabili di crescita economica.



Ripamonti ricorda poi il problema della sostenibilit, che fattore di qualit, di sviluppo e di competitivit. Avete dimenticato il Protocollo di Kyoto", dice riferendosi alle poche righe dedicate dal documento al protocollo, che l'Italia ha ratificato e che entrato in vigore nel febbraio di quest'anno. Puntando sul rispetto di Kyoto e sugli interventi ambientali, ricorda Ripamonti, "si crea sviluppo, lavoro, occupazione e crescita del Paese.




Redazione
27 luglio 2005





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