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RIMINI-La guerra sul faro di Mussolini.Non riaccendete quella ferita
Gabriele Martini
la Stampa, 24/02/2017

Predappio, la Provincia d via libera: Sar visibile da Rimini, porter turisti Anpi e comunit ebraica insorgono. I nipoti del partigiano ucciso: uno sfregio



I calzini neri con la faccia di Mussolini costano 3 euro. Se ne compri cinque c lo sconto. Ne servono 15 per aggiudicarsi la felpa con leffigie della Decima Mas.
Il ragazzo romano, barba curata e scarpe griffate, opta per uno scaldacollo con la scritta me ne frego e un manganello. A noi!, urla uscendo dal negozio. Appeso alla parete, tra souvenir di dubbio gusto, spicca un quadro che ritrae un faro. La firma in basso a sinistra, ben leggibile: Romano Mussolini, quarto figlio di Benito e donna Rachele. Il prezzo non trattabile: 600 euro. Il faro quello che sorge a quattro chilometri da qui, sulla collina che domina Predappio. il faro del Duce. Durante il Ventennio segnalava quando Mussolini soggiornava in Romagna. E ora c chi vuole riaccenderlo.
Il castello di Rocca delle Caminate, nel territorio del Comune di Meldola, era la residenza estiva del capo del fascismo. Oggi propriet della Provincia di Forl. Nel 1927 in cima alla torre venne installato un faro che emetteva un fascio di luce tricolore visibile a oltre 60 chilometri di distanza. Il 28 settembre 1943, in questo edificio circondato da pini e cipressi, si tenne il primo consiglio dei ministri di quella che sar la Repubblica Sociale Italiana. Nei mesi precedenti la Liberazione le segrete del castello furono luogo di indicibili torture nei confronti di partigiani e antifascisti. Come quelle che portarono alla morte di Antonio Carini, nome di battaglia Orsi, uno dei cinque membri del Comando generale delle Brigate Garibaldi, ucciso il 13 marzo 1944.
Ma la memoria, in questa fetta dAppennino, slitta in secondo piano. Vogliamo riaccendere il faro per attrarre turisti, spiega Gianluca Zattini, sindaco di Meldola. Sar visibile da Imola a Rimini e richiamer quass un bel po di gente. Stiamo definendo le pratiche per affidare la gestione, ci sar anche un ristorante. Il pericolo, ribattono dal neonato comitato anti-faro, che Rocca delle Caminate diventi luogo di pellegrinaggio del turismo nero. Nero, rosso, bianco, io non ne faccio una questione di colore. Chiunque vorr visitare il faro sar il benvenuto, svicola il primo cittadino: Chi si oppone fa una battaglia culturale di retroguardia. La Provincia di Forl ha dato via libera, la proposta stata approvata con voti bipartisan. La rocca ha una storia millenaria, i nostalgici saranno una minoranza, dice il presidente dellente Davide Drei. Ma il Pd diviso: il deputato catanese Giuseppe Berretta ha presentato uninterrogazione al ministro dellInterno sostenendo che la riaccensione del faro apologia di fascismo. Il collega di partito forlivese Marco Di Maio definisce le accuse ridicole e ribatte che lobiettivo valorizzare un luogo straordinario, senza scordare la storia.
Anche allinterno dellAnpi le posizioni sono sfumate. Tamer Favali, presidente della sezione di Forl, mette i paletti: Riaccendere il faro si pu, ma allora diventi il faro della pace, questa la nostra proposta. La coordinatrice regionale Anna Cocchi meno accomodante: Se rimasto spento finora, deve continuare a esserlo. Laccensione era legata alla presenza di Mussolini, che non merita certo di essere ricordato. Il faro rievoca la sua persona e lAnpi non dimentica. Giorgio Frassineti, sindaco Pd di Predappio, spalleggia invece liniziativa dellomologo del Comune confinante: Voglio restare fuori da questa polemica, premette. Poi sgancia il siluro: Nel 2017 bisognerebbe interrogarsi su che senso abbia lesistenza dellassociazione partigiani. Sinceramente credo che lAnpi abbia esaurito il suo compito anni fa.
La comunit ebraica preoccupata. Qui c la tendenza a nascondere le malefatte del regime, lamenta Luciano Caro, rabbino di Ferrara. A Predappio ci sono clamorose celebrazioni del fascismo: busti, bandiere, gadget, reliquie. Riaccendere il faro significa aggiungere ulteriore squallore. Ma gli amministratori locali non sembrano intimoriti dalle polemiche. Stime ufficiose calcolano che il turismo nero porti in paese almeno 40 mila presenze allanno tra neofascisti in camicia nera e parate cialtronesche. Un business di cui la citt non sembra intenzionata a privarsi. Al cimitero il viavai incessante. Nella cripta che conserva le spoglie di Benito Mussolini i turisti si inginocchiano e lasciano dediche sul quaderno: Il nostro onore si chiama fedelt, la storia ti dar ragione. Fino alla macabra preghiera di tale Giuseppe Pellegrini da Viterbo: Fa che muoiano i clandestini, non tutti, vedi tu, basta che in Italia non vengano pi.
Contro la riaccensione del faro si schierano anche i nipoti di Antonio Carini, comandante della Resistenza catturato il 6 marzo del 1944 e sottoposto alle torture pi efferate proprio a Rocca delle Caminate. Il partigiano Orsi, ormai in fin di vita, fu legato ad unauto, trascinato per vari chilometri fino a Meldola, pugnalato e poi buttato gi da un ponte. In quel luogo nostro zio stato trucidato e ucciso, riaccendere quel faro sarebbe una profanazione. uno sfregio alla sua memoria e a quella degli altri antifascisti imprigionati, dicono Dirce Pedrini, Cesare e Libero Carini. Liniziativa della Provincia una vergogna, speriamo cambino idea. Ma a Predappio trovare qualcuno che si opponga allaccensione del faro unimpresa. A met pomeriggio un gruppo di anziani ciondola fuori dal bar a pochi metri dallex Casa del Fascio, dove dovrebbe sorgere il museo del fascismo: Da queste parti abbiamo un detto che recita cos: Mussolini non ci ha fatto paura da vivo, non ce ne far da morto.



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