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Ambiente, arriva la guardia hi-tech
Eleonora Bertolotto
la Repubblica, Napoli, 26/7/2005

Stati generali nel castello di Ottaviano che fu di Raffaele Cutolo. In Campania l'iniziativa pilota da 20 milioni di euro

Il progetto è ambizioso e il luogo da cui parte la sfida altamente simbolico. Lo dice il ministro Altero Matteoli che partecipa al primo convegno ("Ambiente è sviluppo") organizzato nel Palazzo Mediceo di Ottaviano così tenendo a battesimo il ritorno alla legalità di quello che fu il castello del boss Raffaele Cutolo: «Il significato vero della giornata è questo: lo Stato è presente, lo Stato vince contro la criminalità». E il progetto che il ministro viene a illustrare vuole appunto essere un contributo concreto alla lotta contro chi l'ambiente oltraggia e deruba. Si tratta del piano nazionale di sorveglianza del territorio, ad alta tecnologia, per prevenire e combattere gli eco-reati, una sorta di guardiano hi-tech, un occhio elettronico che ha lo scopo di scrutare il territorio giorno e notte per metterlo al sicuro dai crimini contro l'ambiente, dall'abusivismo edilizio fino allo sversamento illecito dei rifiuti.
La criminalità cambia, diventa meno "romantica" e più tecnologica, talvolta meno sanguinaria ma certo non meno agguerrita. «Il nostro impegno - spiega il ministro di fronte a una platea autorevole di relatori - deve fare i conti con una malavita organizzata sempre più invasiva, che usa le nuove tecnologie e gli strumenti di mercato come una vera e propria società per azioni. Contro questa criminalità è necessario utilizzare strumenti sofisticati. Il progetto di sorveglianza del territorio ad alta tecnologia ci permetterà indubbiamente di fare un salto di qualità».
Il guardiano hi-tech, realizzato in collaborazione con i carabinieri per la Tutela dell'ambiente, prevede un sistema di postazioni, mobili e fisse, che trasmettono le immagini ventiquattro ore su ventiquattro a una "cabina di regia" allestita al Ministero e al Comando dei Noe attraverso una rete di ponti radio digitali. Due milioni di euro è il primo finanziamento ministeriale per la tranche, destinata a tutelare le aree marine protette, di un disegno che andrà gradualmente ad estendersi alle aree ritenute "critiche" sul piano delle illegalità ambientali e dunque soggette a bonifica. La Campania è una delle quattro regioni (le altre sono Sicilia, Veneto e Piemonte) che hanno già sottoscritto una convenzione, con un finanziamento complessivo di circa 20 milioni. L'occhio elettronico, come ha detto il generale Raffaele Vacca, comandante dei carabinieri per la Tutela dell'ambiente, sarà la chiave di volta per cambiare strategia: non solo repressione «che in questi anni è stata imponente», ma soprattutto prevenzione.
I reati ambientali rappresentano oggi un flagello per l'Italia, e per la Campania in particolare. «L'ecomafia spa da decenni ha stabilito la sua sede sociale nella nostra regione - denuncia Michele Buonomo, presidente di Legambiente - e il suo business potenziale, tra mercato illegale e investimenti a rischio, supera di gran lunga i sei milioni di euro, spartiti tra 67 clan». Sono ben dodici su 32 condotte in Italia le inchieste che vedono coinvolti i tenitori di Napoli, Nola, Santa Maria Capua Vetere. Tanto che Adolfo Izzo, capo della Procura di Nola, da sempre impegnato su questo fronte, lancia un appello ai sindaci: «Bisogna andare oltre il patto per la legalità – tuona - creando squadre di vigilantes. Altrimenti difficilmente usciremo vincitori dallo scontro». Le cifre gli danno ragione, se è vero - come sostengono i carabinieri del comandante Vacca - che tre controlli ogni dieci eseguiti negli ultimi tre anni hanno rivelato un illecito. La hit parade è guidata dall'inquinamento del suolo (discariche e sversamenti illeciti), dell'acqua (scarichi abusivi, depuratori mal funzionanti), dell'edilizia selvaggia che colpisce luoghi di pregio e non risparmia neppure i Parchi. In quello del Vesuvio, saccheggiato senza risparmio negli anni passati - come ricorda il presidente Amilcare Troiano - grazie a un finanziamento ministeriale di 3 milioni e mezzo «sono stati demoliti 32 manufatti per 25.342 metri cubi, e abbiamo acquisito 17.950 metri quadrati di aree di sedime. Su questo terreno siamo comunque in piena attività: due edifici sono stati appena abbattuti ed altri due lo saranno nei prossimo giorni»,
Altamente simbolico, si diceva, il luogo dell'annuncio: vent'anni fa il Palazzo Mediceo era il quartier generale della criminalità organizzata, oggi la splendida villa che guarda dall'alto Ottaviano è irriconoscibile: sottoposta a un restauro per cui è stato speso più d'un milione di euro, è acquisita dal Comune e ospiterà, tra l'altro, gli uffici del Parco del Vesuvio.



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