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Napoli. Tutela del portone Diomede Carafa, chiesto il vincolo alla Soprintendenza
Natascia Festa
Corriere del Mezzogiorno 21/2/2017

Spinosa: Raro esempio rinascimentale anche se rimaneggiato nellOttocento, va portato a Castel Nuovo. De Divitiis (Fai): No, insegniamo il rispetto alla gente

Napoli. Si apre tutte le mattine da 557 anni in via San Biagio dei librai e il caso che lo riguarda non ancora chiuso. Anzi. partita, infatti, domenica scorsa la richiesta di un vincolo per il portone di Palazzo Diomede Carafa.

Dopo lintervista del Corriere del Mezzogiorno a Marina Colonna, presidente della sezione campana dellassociazione Dimore Storiche che dei preziosi battenti ha promosso il restauro, Italia Nostra ha inviato alla Soprintendenza ai Beni architettonici unistanza per ottenere una tutela specifica. Bench il palazzo sia gi sottoposto a vincolo - dice Guido Donatone, presidente napoletano dellassociazione ambientalista - abbiamo ritenuto opportuno sollecitarne uno ad hoc per il manufatto ligneo. E questo alla luce degli esiti della diagnosi investigativa sul portone in base ai quali, come riportato dal vostro giornale, lultimo riassemblaggio di pezzi di varia epoca risalirebbe allOttocento, fatta salva la datazione delle formelle che rimane fissata al 1460. Ci siamo mossi con urgenza per un timore: qualcuno potrebbe ritenere che il valore del portone sia diminuito e per questo si decida di lasciarlo dov. I battenti, sia pure rimaneggiati nel tempo, rimangono un esempio unico da tutelare e conservare magari a Castel Nuovo come indicato sul Corriere da Nicola Spinosa. E proprio lo storico dellarte che da queste pagine aveva denunciato la necessit di un imminente restauro e della sua successiva musealizzazione, commenta le nuove scoperte: Apprendo con molta soddisfazione la notizia del recupero promosso dallorganismo presieduto da Marina Colonna e leggo con interesse lesito di questa indagine. Quando ero soprintendente e portai avanti il primo tentativo di salvare il portone, non fu possibile fare un esame perch, detto francamente, i condomini non ci fecero nemmeno avvicinare. Nonostante le prevedibili manipolazioni, i battenti rimangono di grande pregio. Il fatto poi che lultimo riassemblaggio risalga allOttocento non ne diminuisce affatto il valore. LOttocento un periodo importante per Napoli ed gi storicizzato. Se si restaura la fontana di piazza Trieste e Trento cosiddetta del carciofo che del 1950, figuriamoci quale riguardo dobbiamo avere per unopera dartigianato rinascimentale. E ribadisco la mia posizione: il portone, dopo il restauro encomiabilmente promosso, va sostituito con una copia o un altro pi semplice e loriginale va sistemato a Castel Nuovo, affianco ai battenti di questultimo che sono coevi. Non vogliamo mica lasciarli in balia di noi napoletani? Potrebbe accadere quello che successe dopo il recupero dellarco dello stesso Maschio Angioino che, fresco di recupero, fu deturpato con pittura rossa. Ben venga il vincolo della Soprintendenza che poi dovr decidere per, anche nel rispetto di chi ha raccolto i fondi, di metterlo in salvo. Le ipotesi di tutela in loco, ricoprendo ad esempio le formelle con un cristallo, non sono convincenti perch si creerebbe un danno ulteriore: si produrrebbe una condensa che lo farebbe marcire.

Maria Rosaria de Divitiis, presidente del Fai Campania, di portoni (e non solo) se ne intende visto che lassociazione che presiede ha appena realizzato il ripristino dei battenti del Museo Filangieri: Seguo da anni le vicende di Palazzo Diomede Carafa - dice - da quando con le Assise di Palazzo Marigliano, presiedute da Gerardo Marotta, riuscimmo a far liberare il piano nobile occupato da una scuola elementare, dove presto si trasferir la Soprintendenza Archivistica. Gi da allora, con la funzionaria Gemma Cautela, si pose il problema della musealizzazione del portone. Il mio parere , per, diverso: preferirei che rimanesse dov per non depauperare ulteriormente il centro antico. cos bello vedere risplendere il portone Filangieri al suo posto, perch non auspicare una sorte analoga a quello Diomede Carafa sebbene assai pi antico? Anche lassemblaggio ottocentesco, infatti, di pregio considerando il valore che ha un lavoro ebanistico di quellepoca. Non possiamo mettere in un museo tutto il centro storico. Bisogna combattere perch questa citt rispetti i suoi monumenti l dove sono.



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