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Pilotta, il neo direttore Verde: "Parma, molto pi di una piccola Parigi"
Raffaele Castagno
La Repubblica - Parma 10/2/2017

Intervista allo storico dellarte. Tra le priorit il restauro dello scalone imperiale, la riapertura del Cortile del Guazzatoio e luso dei Voltoni. Innovazione: cantieri sperimentali per startup e giovani. No alla "Disneyland" dei beni culturali

Dalle sabbie del deserto alla nebbia di Parma, come gli ha suggerito qualche amico. Il nuovo "superdirettore" del Polo museale della Pilotta, lo storico dellarte Simone Verde, sar presto in citt, per affrontare la sfida del rilancio del complesso monumentale, scrigno dei tesori ducali.

Pilotta che dovr vedere la riqualificazione dello scalone imperiale, la riapertura imperativa del Cortile del Guazzatoio e luso dei Voltoni.

Parte di una strategia pi ampia, dove ci saranno occasioni per le startup innovative e i giovani, aprendo cantieri sperimentali, in cui realizzare progetti per migliorare la fruizione del patrimonio culturale. Un polo che possa essere porta di accesso alla citt, restando al tempo stesso un centro scientifico e intellettuale vivace, per non cedere a quella che il docente definisce la disneylandizzazione dei beni culturali.

Da Parigi alla petite Paris, che effetto fa? Cosa pensa di Parma?
"Pi che da Parigi, rientrer da molto lontano, da Abu Dhabi, negli Emirati, il che rende lesperienza personalmente ancora pi significativa. Qualche amico spiritoso sostiene che passer dalle sabbie alle nebbie, ma Parma molto pi di una piccola Parigi. Lo per via della sua unicit storica e civile. Per la densit del suo tessuto intellettuale, e per una creativit che la rendono unica da sempre. Quando nel 1771 Goya partecip al concorso dellAccademia, ottenne un secondo premio che sottoline la sintonia con la citt e la sua arte: il superamento dellestetica barocca in una delle capitali del Neoclassicismo, in competizione virtuosa con Napoli, e stimolata dagli scavi di Velleia".

In citt si parla del polo della Pilotta come una sorta di Louvre di Parma. Al di l del paragone con il grande museo parigino, pu essere un modello?
"Come ho raccontato in un libro, Cultura senza Capitale, il Louvre di Parigi, il suo progetto e la sua struttura sono figli di unidea geniale e visionaria, tutta italiana. Quello del museo come istituzione identificativa della modernit, poi come servizio pubblico finalizzato allemancipazione e alla creativit. Questa storia, andata da Roma, Firenze, Parigi e da qui al mondo, passata anche per Parma. I numerosi capitoli scritti dalla citt meritano ora di essere riscoperti e valorizzati sul piano scientifico e dellimmagine internazionale".

Oggi larea del Polo della Pilotta e il complesso sono un luogo che vive delle difficolt. Da dove si pu partire per un rilancio? Ha gi qualche idea da poter mettere in campo? Cosa penda dell'ipotesi di dare vita a una grande porta daccesso per i turisti, con servizi e informazioni la convince?
"Il palazzo della Pilotta, lacerto dellimmenso complesso ducale il cuore storico e civile della citt, su questo non c dubbio e la lungimiranza della riforma, accorpando gli istituti in cui era smembrato, permette di restituirgli la sua unit intellettuale. Mi sono presentato alla Commissione del ministero con un piano complesso di rilancio che andr discusso in citt e con i futuri organi collegiali. Quello che posso dire che lapertura del Cortile del Guazzatoio, luso dei Voltoni sono degli imperativi, cos come fare del palazzo il punto di accesso al patrimonio urbano unottima idea, che va calata allinterno delle necessit di un museo che attrae visitatori solo quando funziona come centro scientifico e intellettuale vivace, che non cede alla disneyland' dei beni culturali".

Parma una citt di cultura e culture. Oltre al patrimonio del polo museale, ci sono i musei civici, istituzioni culturali come i teatri e tante realt interessanti anche in provincia. Pensa sia possibile costruire un dialogo e arrivare a formulare proposte culturali, costruendo percorsi e iniziative comuni?
" assolutamente necessario pensare a sinergie a ogni livello, in particolare nella condivisione dell'infrastruttura dei servizi. Ci sono citt che sono state capaci di esprimere coerenti opzioni di civilt e di consegnarle alla storia. Parma una di queste, il che ne ha fatto una delle capitali dellEuropa moderna. Attorno alla constatazione di questo dato sono sorte numerose iniziative recenti, dal punto di vista accademico e non solo. Penso, per fare solo un esempio, allintuizione che vide la nascita di un Centro studi dellEuropa delle Corti (una libera associazione che raggruppa studiosi e istituzioni culturali italiane e straniere ndr). Tutti i pezzi della luminosa avventura esistenziale parmense vanno ricomposti, nel senso di un'infrastruttura, per ricostruire l'unit originaria, anche a stimolo della creativit contemporanea".

Linnovazione in questi anni, sia attraverso le startup che lateneo, ha giocato un ruolo importante a Parma. Il polo potr rappresentare unopportunit di lavoro per quei tanti giovani e imprese innovative che hanno scelto di continuare a scommettere sulla cultura, realizzando sia app che nuovi modi per fruire il patrimonio culturale?
"Assolutamente s. Faccio un esempio: lItalia indietro, molto indietro nella mediazione museale, in particolare nella mediazione interattiva. Non c dubbio che andranno aperti cantieri sperimentali per superare questo ritardo e, se possibile, offrire delle prospettive dinnovazione ispirate dalla sensibilit dei giovani intellettuali e studenti di cui piena la citt per spingere di nuovo il paese allavanguardia".

Lei ha lavorato allestero in prestigiose istituiti culturali. Che cosa porter di quellesperienza in citt e pi in generale in Italia?
"Porter con me unapertura al mondo e alla globalizzazione che lItalia ha smarrito. La nostra penisola, protesa per secoli nel Mediterraneo fiorita finch stata terra di scambi e di sintesi culturali. Si appassita quando, dimentica di questa sua vicenda globale, si rinchiusa in unidea asfittica di tradizione contraria alla filologia della sua storia. Da capitali, le nostre citt sono state vissute come provincie e le loro ramificazioni con il resto del mondo si sono spezzate. anche il caso di Parma, crocevia culturale e dinastico legato con le maggiori corti europee. Questi fili vanno ora riannodati a partire dalla Pilotta che, gi nella sua architettura porta i segni visibili di incroci che nello spazio si spingono fino allEscorial".

Creare il polo museale in Pilotta non stato semplice. Su queste nuove istituzioni, da parte di alcuni studiosi, non sono mancate perplessit. In particolare c chi ha puntato il dito contro i rischi di logiche esclusivamente orientate al marketing e al turismo, a discapito della tutela. Pi in generale in Italia si fatta sempre fatica ad innovare nel campo dei beni culturali, e quando ci si riusciti, non sempre i risultati sono stati positivi. Con i Poli si potr scrivere una storia diversa?
"In Italia vige unidea del patrimonio scissa in un binomio innaturale: tutela e valorizzazione. un binomio in realt derivato dal fascismo che ha concepito un sistema privo di autonomie in cui le attivit dovevano essere ben separate dalla conservazione per devolverle alla propaganda. Se si guarda a medio e lungo periodo, non esiste differenza fra i due aspetti, poich unistituzione attrattiva unistituzione che esprime unidentit culturale e non uno svago turistico. Questo, invece, tipico di boom momentanei che prima o poi finiscono, lascia rovine come dimostra la vicenda attuale di molte citt italiane, per esempio Roma. Ci detto, unopzione culturale che non sia capace di comunicare, non adempie alla sua missione di servizio pubblico. Che che se ne pensi, il pubblico pretende qualit altissima, che sempre contraddistinta da un'estrema comprensibilit dei contenuti di cui sono maestri gli anglosassoni. Senza questi elementi, le persone si spostano forse una volta, ma poi non tornano. Insomma, come dimostrano anche gli studi scientifici legati alla fruizione o alleconomia della cultura, i termini del dibattito vanno normalizzati secondo logiche internazionali".

Come nuovo direttore, quale sar la sua prima
scelta?
"Unistituzione come quella della Pilotta non permette di concentrarsi solo su un aspetto. La cura dovr essere sin dallinizio trasversale, a partire dalla qualit della conservazione . La prima scelta politica, per, sar senzaltro di riqualificare lo scalone imperiale per restituirgli il ruolo di ingresso scenografico allunit del sapere, cos come pensato dai Farnese".



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