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La ricetta dell'archeologo Kockel "Scavi cambiati, sogno il museo"
ANTONIO FERRARA
01 febbraio 2017 la repubblica





POMPEI un caso unico. Conservare una rovina una cosa difficilissima. pi facile avere i fondi per fare nuovi scavi e scoperte piuttosto che spenderli per conservare. E a Pompei con il Grande progetto e con Osanna stato fatto molto . Valentin Kockel, 68 anni, uno dei pi importanti archeologi tedeschi. Dall'Universit di Augsburg continua a studiare e seguire Pompei, cos come Ostia antica. Kockel sar domani pomeriggio al Museo archeologico nazionale (ore 17) per la presentazione del suo volume "Le case e i monumenti di Pompei di Fausto e Felice Niccolini", pubblicato da Taschen, e scritto assieme a Sebastian Schtze. Un libro di grande formato, 600 pagine, che ripropone tutte le circa 500 litografie realizzate tra 1854 e 1896 su domus ed edifici degli scavi. Disegni straordinari, in molti casi uniche testimonianze di affreschi nel frattempo perduti.

Professore Kockel, che pensa delle polemiche sull'ultimo crollo di Pompei nella domus del "Pressorio di terracotta" nella Regio I?

S, ho letto di questo muretto, mi sembrano pettegolezzi. Certo, ogni muro che crolla un male, ma quella casa fu scavata nel 1860, ai tempi di Niccolini, e risult gi danneggiata dal terremoto del 62-63 dopo Cristo che colp Pompei prima dell'eruzione. Quei pochi marmi che conservava furono sottratti gi in antico. La casa fu danneggiata anche dal terremoto del 1980. Insomma, non mi sembra una catastrofe. Il compito di Osanna salvare quello che c', sta operando bene, una persona molto energica. Certo, meglio nessun crollo.

Come cambiata Pompei rispetto alle sue prime visite?

Studio Pompei dal 1974, ho scritto la mia tesi di laurea sulle necropoli pompeiane nel 1979. Studio l'architettura, il Foro. Ho conosciuto almeno cinque soprintendenti che non potevano fare tutto quello che volevano. Ora c' il Grande progetto che si propone di amministrare bene il sito e riaprire le domus chiuse. La situazione decisamente migliorata. Ho ancora negli occhi la Pompei recintata e negata subito dopo il terremoto del 1980, una tragedia... .

Nessuna meraviglia per i crolli, allora?

Guardi, ho studiato la storia degli scavi, e gi a fine Settecento si legge nelle relazioni: "Ieri ha fatto freddo, crollato un muro". Agli inizi dell'Ottocento troviamo notizie sui soldati francesi o austriaci che da turisti volevano portare via pezzi di mosaico. La storia si ripete. Conservare una rovina difficilissimo, serve la manutenzione. Ma mi pare che sia stato fatto molto...

Professore Kockel, il libro suo e di Schtze in inglese, francese e tedesco. Perch?

L'editore Taschen ha voluto fare un prodotto rivolto al pubblico internazionale. Le persone vengono a vedere Pompei dal Giappone come dalla California. Il volume una delizia per l'occhio: abbiamo riprodotto tutte le 500 litografie a colori che i fratelli Niccolini realizzarono nel corso di 42 anni. Ed singolare che l'opera, enormi volumi, sia passata dai Borbone ai Savoia indenne. Anche se non sappiamo chi la finanzi, n come veniva distribuita. certo che i reali ne facessero dono alle case regnati di tutta Europa. La nuova edizione un libro per l'occhio, molto voluminoso, pesa sei chili, costa 150 euro, ha 600 pagine. Ma Pompei lo merita .

Cosa sogna ancora per gli scavi pi noti d'Italia?

Mi piacerebbe molto vedere in questa vita un museo a Pompei. L'Archeologico a Napoli una meraviglia, ma per i turisti sarebbe bello vedere direttamente a Pompei i reperti. C'era un progetto su un edificio di piazza Anfiteatro, ma non ho saputo pi nulla. S, un museo a Pompei resta il mio sogno....



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