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Applichiamo larticolo 42 della Costituzione?
Alessandro Mortarino
Salviamo il Paesaggio, 13/01/2017

Cera chi voleva modificare 47 articoli (su un totale di 139), vale a dire un terzo della Costituzione in vigore, ma i cittadini italiani non lo hanno permesso.

E c, invece, chi vorrebbe che almeno un articolo della vigente Costituzione (larticolo 42) venisse applicato in maniera corretta, secondo le interpretazioni suggerite da Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale. E negli ultimi mesi questo invito inizia ad assumere i contorni di una prassi corrente, che utile conoscere e sostenere.

Sono almeno tre i casi concreti su cui possiamo poggiare le nostre tesi e sospingere una new age che potrebbe sconvolgere in positivo labitudine di dichiarare la priorit della tutela del Bene Comune sotto il profilo della pura teoria, salvo relegarla a un ruolo inattivo.

Gli stimoli che giungono, ora da Napoli, da Ciampino e da San Giorgio di Pesaro sono segnali importanti di una marea che si sta alzando e che possiamo contribuire a trasformare in unonda lunga.

NAPOLI

Nel 2014 la giunta del Comune di Napoli aveva varato due delibere, dedicate al riutilizzo a fini sociali dei beni abbandonati, individuando i beni del patrimonio immobiliare inutilizzati o parzialmente utilizzati, ma percepiti dalla comunit come beni comuni e suscettibili di fruizione collettiva, attraverso una specifica mappatura analitica.

Siamo nel cuore del problema: il tema tocca infatti il nervo del rapporto tra propriet collettiva e propriet privata, indicando un principio gi felicemente applicato in alcuni paesi scandinavi.

Nel maggio 2016 una nuova delibera fa un passo avanti: Villa Medusa e lex Lido Pola a Bagnoli, lex Opg (ex Monastero S. Eframo nuovo) e il Giardino Liberato (ex Convento delle Teresiane) a Materdei, lex Conservatorio di Santa Fede (Liberata) e lo Scugnizzo Liberato (ex carcere Filangieri, ex Convento delle Cappuccinelle) nel centro storico, insieme alla ex Schipa di via Salvator Rosa, vengono riconosciuti come spazi che per loro stessa vocazione (collocazione territoriale, storia, caratteristiche fisiche) sono divenuti di uso civico e collettivo, per il loro valore di beni comuni e quindi restituiti alla vita quotidiana e alla citt intera per tutelarli, scongiurare che possano essere alienati e consentire che vengano amministrati in forma diretta da collettivit/comunit di riferimento, senza lucro privatistico e al fine esclusivo di indirizzarli al soddisfacimento dei diritti dei cittadini.

Esemplare lesempio dellex Asilo Filangieri edificio storico patrimonio Unesco nel cuore di Napoli e anche demanio comunale, abbandonato dopo il terremoto del 1980 che dal 2 marzo 2012 si trasformato in uno spazio aperto dove si va consolidando una pratica di gestione condivisa e partecipata di uno spazio pubblico dedicato alla cultura, in analogia con gli usi civici: una diversa fruizione di un bene pubblico, non pi basata sullassegnazione a un determinato soggetto privato, ma aperto a tutti quei soggetti che lavorano nel campo dellarte, della cultura e dello spettacolo e, in maniera partecipata e trasparente, attraverso unassemblea pubblica, condividono i progetti e coabitano gli spazi.

Grazie al provvedimento della giunta comunale, attraverso il regolamento per la gestione dei beni comuni pubblici, lAsilo da luogo occupato ora luogo di cultura aperto a tutti, di sperimentazione comunitaria e unimportante esperienza pilota, riconosciuta dalla delibera comunale per lalto valore sociale e economico generato dalla partecipazione diretta dei cittadini alla rifunzionalizzazione degli immobili.

CIAMPINO

A Ciampino (Comune di oltre 38 mila residenti), invece, un folto gruppo di associazioni, comitati e semplici cittadini su proposta di Ciampino Bene Comune, una delle oltre mille organizzazioni aderenti al Forum nazionale Salviamo il Paesaggio si fatto portavoce di uniniziativa per la tutela dellarea della Tenuta del Muro dei Francesi, in stato di abbandono e soggetta a continui crolli.

Nellottobre 2016 stato notificato al Sindaco linvito perentorio a iscrivere formalmente larea al patrimonio comunale, in quanto bene abbandonato, ricordando al Primo cittadino il suo dovere di intimare ai proprietari la richiesta di indicare la propria disponibilit a riattivare, entro 150 giorni, la funzione sociale dei beni abbandonati ed in parte crollati; in caso di mancata risposta o di rifiuto, il Sindaco potr quindi procedere alliscrizione di quei beni al patrimonio comunale.

Lintimazione fa riferimento al comma 2 dellarticolo 42 della Costituzione secondo il quale la propriet privata riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti, e alla funzione sociale non assicurata dai proprietari che, contravvenendo al loro dovere, li hanno abbandonati facendo venir meno la tutela giuridica dei loro preesistenti diritti proprietari sicch questi beni medesimi non hanno pi un titolare e, ai sensi dellarticolo 827 del codice civile, in combinato disposto con il citato articolo 42 della Costituzione, sono tornati nella propriet collettiva del Popolo di Ciampino.

Al momento non si registrano reazioni da parte del Sindaco, ma i cittadini sono allerta e pronti a ricorrere al TAR del Lazio in caso di sua inottemperanza.

SAN GIORGIO DI PESARO

A San Giorgio di Pesaro (piccolo Comune di poco meno di 1.400 abitanti), nel febbraio 2016 il consiglio comunale ha approvato una delibera per fronteggiare il preoccupante fenomeno degli edifici abbandonati nel territorio, cio quegli immobili che si trovano in grave stato di degrado urbano, di incuria volta a determinare pericolo per la sicurezza, la salubrit e lincolumit pubblica e che non siano mantenuti e utilizzati da pi di 10 anni.

Si tratta di un regolamento mirato allacquisizione al patrimonio comunale, alla riqualificazione e al riuso, anche attraverso la cessione a terzi, di beni in stato di abbandono e, anche in questo caso, si rapporta alle norme del codice civile sulla propriet subordinate alle norme di ordine pubblico economico immediatamente percettive degli articoli 41, 42 e 43 della Costituzione che sanciscono la prevalenza dellutilit sociale e della funzione sociale della propriet sullinteresse privato.

Con lespressione beni comuni la delibera considera quei beni a consumo non rivale, ad uso non esclusivo ma esauribile, che esprimono utilit funzionali allesercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo dei cittadini che possono formare oggetto di fruizione collettiva.

Poche settimane fa il sindaco di San Giorgio di Pesaro, Antonio Sebastianelli, ha emesso tre ordinanze: se non otterranno risposta, dopo 120 giorni scatter lacquisizione per fini pubblici e il Comune provveder dufficio ad eseguire gli interventi necessari con spese a carico dei proprietari o aventi diritto. In caso di mancanza delle risorse finanziarie necessarie a coprire i costi di intervento coattivo, attestato dal responsabile del settore contabile, il Comune avr la facolt di imprimere allimmobile una destinazione duso pubblica ai fini della conseguente acquisizione al patrimonio dellEnte.

Tre casi indubbiamente differenti ma con una matrice profondamente solida e unificante, che danno la misura di una possibilit applicabile ovunque: nelle grandi citt metropolitane, in Comuni di media dimensione, in ognuno dei circa 6 mila municipi del nostro Paese al di sotto dei 5 mila abitanti (che rappresentano il 72 % dei Comuni italiani). Senza dimenticarci una proposta di legge presentata dalle Onorevoli Chiara Di Benedetto e Claudia Mannino del Movimento 5 Stelle: Disciplina della funzione sociale della propriet, in attuazione dellarticolo 42 della Costituzione (n 2805, presentata l8 gennaio 2015).

Possiamo ora attendere gli sviluppi che, nelle prossime settimane, si registreranno a Napoli, Ciampino e San Giorgio di Pesaro.

Oppure possiamo immaginare un diverso futuro per tutti quegli immobili pubblici e privati che popolano la citt o il Comune in cui siamo residenti e dare il via a una nuova azione (proprio a casa nostra ), che funga da effetto moltiplicatore e trasformi in un potente strumento civico un fondamentale articolo della Costituzione, mai purtroppo correttamente applicato.

A noi e a voi il compito di cogliere lattimo: il cambiamento, ora, decisamente un affare nostro

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/01/applichiamo-larticolo-42-della-costituzione/


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