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Il processo per le tele rubate. Van Gogh, condannati i boss. "E ora mostra a Capodimonte"
di DARIO DEL PORTO
20 gennaio 2017 LA REPUBBLICA

Van Gogh, condannati i boss. "E ora mostra a Capodimonte"
I due Van Gogh ritrovati da un'indagine della Guardia di Finanza coordinata dal pm Vincenzo Marra, al centro della foto
I due quadri di Van Gogh sequestrati al boss del narcotraffico saranno esposti al Museo di Capodimonte per due settimane. Con la sentenza emessa ieri dal giudice Claudia Picciotti, che ha chiuso ieri con otto condanne il processo celebrato con rito abbreviato nei confronti dei protagonisti principali dellinchiesta che ha portato al ritrovamento dei due capolavori rubati ad Amsterdam nel 2002, si sblocca anche liter del progetto, anticipato da Repubblica, che sta molto a cuore al procuratore Giovanni Colangelo e al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Il gip ha ordinato la restituzione dei dipinti al museo olandese, rappresentato in aula dallavvocato Carel Raymakers, che dopo il verdetto commenta: Ci sono gi stati i primi contatti fra il museo di Capodimonte e quello di Amsterdam. Si sta discutendo per organizzare questa mostra che potrebbe durare anche due settimane. La volont c. Lobiettivo di allestire lesposizione entro la prima met del mese di febbraio.


Alludienza conclusiva del processo, istruito dai pm Vincenza Marra, Stefania Castaldi e Maurizio De Marco, che con il procuratore aggiunto Filippo Beatrice e il pm della Direzione nazionale antimafia Maria Vittoria De Simone hanno coordinato le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, erano presenti anche il magistrato olandese di collegamento in Italia, Hester Van Bruggen, e il suo collaboratore Peter Hemmes. Il museo di Amsterdam - commenta lavvocato Raymakers - esprime gratitudine alla magistratura italiana e alla Guardia di finanza per come hanno seguito il caso e per essere riuscite a chiudere il processo in tempi brevi. Mi occupo di questa vicenda - commenta il professionista olandese - da unora dopo il furto dei due quadri. I ladri furono arrestati velocemente e condannati. Per tanto tempo invece non abbiamo saputo nulla della sorte dei quadri.

I dipinti, La Spiaggia di Scheveningen, del 1882, e la Chiesa di Nuenen, del 1884, al museo olandese, erano stati acquistati dal re dei narcos Raffaele Imperiale con cinque milioni di euro prelevati dalle casse dellorganizzazione malavitosa e versati in cinque tranches di un milione ciascuna.

stato lo stesso Imperiale, tuttora latitante a Dubai e ieri condannato alla pena di 18 anni di reclusione, a spiegarlo ai magistrati in una memoria depositata agli atti del rito abbreviato con la quale mette a disposizione dellautorit giudiziaria un complesso immobiliare composto da tredici ville a schiera costruite a Terracina, dieci ville a Giugliano, addirittura una montagna con casolare antico ristrutturato nella zona di Pianura.
Prima di Imperiale era stato il suo socio in affari, Mario Cerrone, condannato adesso a 14 anni di reclusione e da un paio di mesi agli arresti domiciliari, a fornire una serie di ammissioni (pur senza assumere la veste di collaboratore di giustizia) e soprattutto a rivelare ai finanzieri guidati dal colonnello Giovanni Salerno, che hanno condotto le indagini con la squadra mobile, che il clan capace di invadere di cocaina la provincia di Napoli aveva nella sua disponibilit due quadri di valore inestimabile.

A settembre, i capolavori sono stati ritrovati dalla Finanza nellintercapedine del tinello della casa dei genitori di Imperiale a Castellammare di Stabia. Una svolta clamorosa, che ha fatto il giro del mondo. N Imperiale n Cerrone hanno spiegato come lorganizzazione sia entrata in possesso dei quadri e gli inquirenti continuano la caccia ai tesori accumulati dal gruppo di narcotrafficanti con la gestione a livello internazionale dellaffare della droga.

Con la sentenza del giudice Picciotti sono stati condannati a ventanni di reclusione ciascuno Carmine Amato ritenuto esponente del gruppo camorristico di Secondigliano e Vincenzo Scarpa, considerato il referente dei clan della zona vesuviana, mentre dieci anni sono stati inflitti a
un fedelissimo di Imperiale, Gaetano Schettino, mentre tre imputati sono stati condannati a otto anni di reclusione ciascuno. Hanno scelto il rito ordinario altri sei imputati. La difesa prepara ricorso in appello. Nel frattempo, grazie a questa indagine, Napoli potr ospitare una mostra con questi due quadri straordinari. Alla prima giornata potrebbe presenziare lavvocato Raymakers: Ma so gi che questa una citt bellissima, dice



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