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Roma. Nicolini, lui s che aveva capito tutto
Emilia Costantini - Sergio Rizzo
Corriere della Sera - Roma 6/1/2017

Luca Bergamo spiega il Capodanno senza concerto con i dati dellEurobarometro: A Roma un cittadino su due non si fida del prossimo.

Terribile. Ma che centra questo con il primo dellanno sui ponti?

Chi c stato ha vissuto una situazione che mancava da tantissimo tempo. Ha visto una citt che riconquista lo spazio fisico come luogo di socializzazione attraverso la cultura.

Al prezzo di 500 mila euro, se non andiamo errati. Con quei soldi si poteva fare un fior di concerto, no?

Eccome. Ma quando fai il concerto al Circo Massimo, il Circo Massimo scompare, perch guardi il palco.

Non una buona ragione per non fare i concerti.

Quelli si continueranno a fare ma quello di cui ha bisogno oggi la citt interpretare la vita culturale come ricostruzione dei rapporti sociali.

E un concerto secondo lei non questo. Eppure i rapporti sociali di intere generazioni si sono saldate grazie ai concerti rock, ancor prima di Woodstock.

Renato Nicolini si invent lestate romana nel 77 perch con il clima plumbeo prodotto dalle manifestazioni dei sabati si era perduto il senso dello spazio pubblico.

Abbiamo capito. Dobbiamo forse aspettarci unestate romana alla Nicolini?

Non voglio una replica di quellesperienza, ma c un concetto fondamentale da tener presente. La partecipazione alla vita culturale sta nellarticolo 27 della dichiarazione dei diritti umani perch uno strumento di emancipazione umana. Non un veicolo per passare il tempo libero e basta. Noi oggi abbiamo il problema di una societ che molto pi disgregata rispetto ad allora. In cui la riconquista degli spazi pubblici non pu essere limitata agli spazi centrali. Il che non significa perdersi, ma cominciare a percorrere questa via. Lesito delle feste di Capodanno dimostra che questa strada percorribile.

Ci spieghi larcano. Perch chiamare lassessorato alla Crescita culturale?

Perch crescita culturale vuol dire dotare ciascuno degli strumenti necessari per essere cittadino in una societ che cambia. C bisogno di ricostruire un modello di sviluppo con paradigmi basati su competenze culturali mai implementate negli anni passati.

Scendiamo sulla terra. Dove prende i soldi perch queste non restino soltanto belle parole?

Il problema esiste. Ma ora pi del denaro mi preoccupa francamente limbragatura delle norme. Roma ha un immenso potenziale di attrazione di risorse private che fa fatica a dispiegare anche perch ogni volta resti incastrato per secoli in impicci amministrativi, regolamenti bizantini, microconflitti. Metteteci anche il fatto che la citt non ha avuto per un periodo lunghissimo una strategia di sviluppo chiara

Ne sa qualcosa il mecenate giapponese che voleva contribuire al restauro della piramide Cestia. Per mesi non ha saputo a chi dare i soldi.

Quando entri ai Fori e c un cancello in mezzo, e devi pagare due biglietti, come se fossimo vittime di una coazione a legarci mani e piedi da soli. Sarei felice se ne potessimo uscire. Perch se ne pu uscire.

Piuttosto ottimista, vicesindaco. Ma torniamo ai soldi.

Intanto bisogna impiegarli molto meglio. Qui sono stati spesi in modo vergognoso. La giunta Raggi ha appena riconosciuto 113 milioni di debiti fuori bilancio che galleggiavano dal 2008. Questo Comune ha una storia di gestione indecorosa della spesa pubblica. Ma da l se ne pu venir fuori solo un poco alla volta.

Il Teatro Stabile della Capitale ha risorse di gran lunga inferiori, per esempio, a quelle che vengono erogate al Piccolo Teatro di Milano. Risorse che sono molto inferiori anche a quelle assegnate al Teatro dellOpera (15 milioni). Non una situazione un poco sbilanciata ?

Si deve riequilibrare, ma occorre trovare la strada giusta per farlo. Con il Teatro di Roma stiamo facendo, insieme al direttore Antonio Calbi, un lavoro serio. Non si tratta di investire maggiori risorse, ma di affidare allo Stabile il compito di coordinare altre realt teatrali, e cio i teatri di cintura, il Teatro Torlonia e anche un supporto al Globe Theatre, pur rispettando lautonomia delle varie direzioni artistiche. una distribuzione diversa, non un aumento del budget. Per creare sinergie in una logica di sistema omogeneo. Insomma, lo Stabile ha il compito di aprirsi sempre di pi verso lesterno e di essere meno centralizzato su di s.

E del Teatro India che ne facciamo? Ci sono capannoni abbandonati e poi manca il parcheggio, un bar, una linea di autobus...

Vero. Se per il rifacimento delle poltrone allArgentina stiamo valutando di coinvolgere sponsor privati, anche lIndia, dove Calbi sta svolgendo una programmazione intelligente, ha una parte da ristrutturare, una linea di mezzi pubblici morta... Quel teatro ha un valore incredibile, perch risponde a una domanda culturale in un territorio che ne sprovvisto. Spero che nellarco della stagione 2018-19, lIndia torni a essere un polo teatrale ben vissuto dal pubblico. Ci vogliono soldi.

Per la prima volta stato pubblicato un bando per il consiglio di amministrazione del Teatro di Roma. Qualcuno sospetta che serva a far saltare il presidente Marino Sinibaldi.

Macch. Il consiglio scade il 13 gennaio. Se vuole, Sinibaldi pu ripresentare la propria candidatura. Ma da ora in poi si deciso che per gli enti partecipati si proceder sempre con bandi pubblici.

E con quali criteri saranno scelti i vertici futuri?

Grande autorevolezza. Ma soprattutto che non si mettano in conflitto con la direzione artistica, uno dei problemi che spesso si verifica.

Lei aveva preso anche limpegno di riaprire quanto prima il Teatro Valle. Uno scandalo che va avanti da cinque anni: tre di occupazione e due di chiusura totale.

Ci troviamo in una prima fase che consiste nella valutazione dello stato di fatto, dunque, quali i lavori da fare e quali di questi sono vincolanti per un uso, sia pure parziale, del Teatro. In questa fase, che durer circa cinque mesi, abbiamo la possibilit di fare una manutenzione ordinaria, che spero ci possa consentire una riapertura. Poi faremo la gara per i lavori pi importanti: la parte pi delicata, per esempio, la messa a norma antincendio, ma ci sono anche altri problemi....

Non avevamo dubbi. Sempre la stessa storia della burocrazia, no?

I cambiamenti delle norme di sicurezza spesso si scontrano con la struttura di un teatro storico come quello di cui stiamo parlando.

Il commissario Tronca aveva gi affidato anche il Valle al Teatro di Roma.

In questa fase la questione della direzione artistica ancora non si pone. Comunque fra una gestione pubblica e una privata scelgo senzaltro la prima. Quale poi sia il modello di gestione e la sostenibilit economica da verificare, perch dipende pure da quanto pubblico, dopo il definitivo restauro a norma, il Valle potr ospitare.

Ma le spine dei teatri romani non finiscono qui. Il direttore dellEliseo, Luca Barbareschi, laccusa di boicottaggio: dice che deve avere ancora un bel po di quattrini da Comune e Regione.

LEliseo ha gi ricevuto 600 mila dallo Stato. Il Comune ha gi stanziato in bilancio mi pare 102 mila euro, una cifra che per era subordinata allapprovazione del Fus, che avvenuta di recente. Barbareschi pu stare tranquillo: il contributo verr erogato a breve. Fossero solo questi i problemi... Se penso alle Scuderie del Quirinale.....

Le brucia ancora, vero?

Se negassi mentirei. La decisione del Quirinale di toglierci la gestione per darlo ai Beni culturali un bello schiaffo che abbiamo preso ancor prima di arrivare.

Non si finisce mai di imparare. Con Franceschini perdete sempre: prima le Scuderie, poi il Colosseo...

No comment.



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