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VILLAGRAZIA DI Carini. Nuove sorprese dall'ipogeo-Dentro le catacombe scoperto un prezioso affresco sotto strati di terra
Vincenzo Prestigiacomo
La Sicilia.it, 23 LUGLIO 2005


Ci riserva continue sorprese il territorio palermitano, ricco di pietre significative, testimoni che parlano in silenzio delle varie genti succedutesi nel tempo. Per l'ipogeo paleocristiano di Villagrazia di Carini, ricco di una vasta rete di gallerie con arcosoli e loculi, dopo cinque campagne di scavi e una di studio, tempo di bilanci.
A parlarne la professoressa Rosa Maria Bonacasa Carra, responsabile scientifica dei lavori in corso. Risale al 2000 l'avvio della campagna, promossa dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo, che si avvalsa del sostegno, anche finanziario del comune di Carini, in stretta collaborazione con l'Universit di Palermo e con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. L'ipogeo - spiega la prof. Bonacasa Carra - era gi noto dal lontano 1899, quando il barone Starrabba, in occasione di alcuni lavori di scavo per la realizzazione di un acquedotto, riconobbe il sito dell'antico cimitero. L'ipotesi sensata del barone venne subito recepita da Antonio Salinas, direttore del museo di Palermo, che diede l'avvio alle prime esplorazioni archeologiche, partendo dalla propriet Monterosso, dove era stato individuato un accesso. Il Salinas mirava a trovare gli arredi funerari, ma i primi sterramenti nell'antica Hykkara non produssero molto. Cos, per mancanza di fondi a disposizione, lo studioso si dovette fermare, suo malgrado. Il Salinas sapeva bene che con l'affermarsi del Cristianesimo (IV e V secolo) non erano state pi utilizzate le antiche necropoli pagane, ma si erano sviluppate delle chiesette ipogeiche sepolcrali e, successivamente, ampie catacombe degne del massimo interesse.
E quella di Villagrazia di Carini - continua la Bonacasa Carra - risulta essere la pi monumentale e la pi vasta della Sicilia occidentale.
Molto interessanti alcuni graffiti e un loculo per bambini, che ne aveva contenuto ben nove. E' l'unica tomba indagata scientificamente e con uno studio molto corretto. La caratterizza un affresco murale di buona qualit. Siamo tra la seconda met del IV secolo e l'inizio del V. Poi, sono stati portati alla luce diversi reperti come macine, alcune brocchette, lucerne, anforette, un anellino di bronzo, uno spillo di osso per capelli. Con un po' di fantasia possiamo immaginare che si potrebbero trovare piccoli edifici sacri a forma di tempietti, i famosi Naiskos. Andando pi a fondo non sarebbe difficile che saltasse fuori qualche importante corredo funerario. Tutto possibile. E' vero che si tratta di un insediamento di carattere rurale ma i loro abitanti cristiani sembra che stessero finanziariamente bene. Si evince da alcuni frammenti di ceramica di buona fattura.









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