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Terremoto 2016, per favore usateci. Firmato "i volontari"
Rossella Muroni
Pubblicato: 02/11/2016

*Presidente Nazionale di Legambiente




Crolla l'Italia dei piccoli comuni lungo la dorsale appenninica. Crolla con tutto il suo tesoro fatto anche di chiese, monumenti, monasteri. Il sisma che nei giorni scorsi ha colpito Norcia e i centri limitrofi si portato dietro quella scia devastante provocata dal terremoto di Amatrice: a cader gi non sono solo le case e i tanti edifici, ma anche chiese, musei, palazzi storici che custodiscono storia e bellezza di questi piccoli borghi italiani. Il crollo del Duomo di Norcia, di cui rimane solo la facciata trecentesca circondata da un cumulo di macerie, il simbolo di quanto rischiamo di perdere in termini di identit, di storia ma anche di futuro.

Perch se naturalmente vero che la priorit va data alla sicurezza delle persone e alla ricostruzione, anche vero che nessuna ricostruzione ha senso se fatta in un territorio che nel frattempo ha perso la sua storia e la sua possibilit di futuro fatte anche di beni culturali. , infatti, difficile immaginare Norcia senza la sua basilica; cos come gli altri piccoli paesi, diventati tutti una zona rossa, senza le loro bellezze artistiche-storiche. Come salvare allora l'ingente patrimonio artistico e culturale rimasto nelle aree terremotate? Come ridare vita a questi borghi?

Siamo di fronte a un'emergenza, quella in cui si dibattono Umbria, Marche e Lazio forse in parte paragonabile solo a quella che segu l'alluvione del 1966 a Firenze quando migliaia di quelli che furono chiamati allora "angeli del fango" intervennero in maniera spontanea per salvare i tesori culturali sommersi. Noi di Legambiente siamo convinti che oggi, come allora, il volontariato specializzato possa dare un contributo prezioso alle autorit competenti che, a due mesi dal primo sisma e dopo le ultime violente scosse di fine ottobre, si trovano a fronteggiare un'emergenza che non ha uguali nella storia.

Normalmente l'intervento sui beni architettonici viene realizzato - sotto la direzione e il coordinamento delle soprintendenze - con l'ausilio dei vigili del fuoco e degli ordini professionali degli ingegneri e degli architetti. Il lavoro che si porta avanti complesso e specialistico: si valutano i danni subiti dal bene e si realizzano opere provvisionali d'urgenza per evitare che la struttura crolli, come, per esempio, puntellamenti, cerchiature dei campanili, etc.

Operazioni complesse che devono essere pianificate e realizzate da professionisti, ma le soprintendenze nell'ambito del coordinamento delle unit di crisi e dopo la direttiva ministeriale che ha riorganizzato l'attivit del MiBACT per affrontare le emergenze, in caso di necessit possono attivare anche le squadre di volontari specializzati, di cui si avvale la protezione civile. Tra queste ci sono anche quelle di Legambiente, attive dal 1997. Ma a oggi tutto tace e nella partita dell'emergenza terremoto il volontariato specializzato sembra essere stato "accantonato".

Eppure questi volontari da anni sono inquadrati nel sistema di protezione civile, ne conoscono funzionamento, regole e procedure. Competenze e conoscenze che possono essere utili alle soprintendenze per capire come e dove trovare gli altri soggetti con cui collaborare nelle operazioni di messa in sicurezza, come reperire i materiali e i mezzi necessari a tali interventi.

Ma al momento nessuno sembra volere l'aiuto di queste squadre, a eccezione dei sindaci dei comuni terremotati che hanno chiesto a gran voce un aiuto anche dal basso. Ci sono centinaia di quadri, statue, crocifissi, organi, cimeli da recuperare e mettere in sicurezza. I volontari specializzati sanno farlo e possono essere usati nell'intervento di messa in sicurezza dei beni mobili dalle chiese e dai musei colpiti dall'evento calamitoso; come supporto nella ricerca, nell'allestimento e nella gestione di un magazzino temporaneo per il ricovero delle opere delocalizzate dalle chiese e dai musei; per l'acquisizione, lo stoccaggio, la gestione e la distribuzione alle squadre dei materiali necessari per intervenire; nella gestione dei database e con funzioni organizzative, amministrative e logistiche.

L'intervento delle squadre di volontari nell'opera di messa in sicurezza, sempre sotto la direzione della soprintendenza, pu riguardare inoltre interventi di protezione in loco per preservare l'opera d'arte senza spostarla (coperture provvisorie, impermeabilizzazione, etc.); pu riguardare anche la semplice schedatura dell'opera senza che essa venga spostata. Ma gli interventi possono comportare anche operazioni particolarmente complesse (smontaggio di organi, di altari, movimentazione di opere di grandi dimensioni, etc.).

Siamo, dunque, convinti che il volontariato specializzato possa dare nei primi giorni dell'emergenza un supporto prezioso per salvare l'arte ferita e sfregiata da questo sisma che sembra non volersi arrestare. La stessa Legambiente con le sue squadre di volontari specializzati negli ultimi 20 anni ha dimostrato pi volte una capacit operativa notevole intervenendo in tutti i grandi disastri: dal terremoto del 1997 nelle stesse zone, a quello de L'Aquila al pi recente in Emilia Romagna.

L'associazione ambientalista ha, solo nelle zone marchigiane colpite dal sisma, ha ben 120 persone pronte e gi formate per intervenire in emergenza ma, al contrario di quanto avvenne a L'Aquila dove le nostre squadre recuperarono oltre 4mila beni culturali mobili da sotto le macerie a partire dal Gonfalone della citt, nessuno sta dando il via alle operazioni necessarie per il nostro coinvolgimento.

Perch come abbiamo detto prima, spetta alle soprintendenze (nell'ambito del coordinamento delle unit di crisi e dopo la direttiva ministeriale che ha riorganizzato l'attivit del MiBACT per affrontare le emergenze) attivarci in caso di necessit. E cos nell'attesa che si smuova qualcosa e sperando che non si ripetano pi altre violente scosse, continuano le richieste di aiuto da parte di parroci, direttori museali e sindaci che invece vogliono un nostro intervento, loro s memori del ruolo che abbiamo avuto negli anni passati.

A queste richieste di aiuto abbiamo dovuto rispondere che per noi impossibile operare senza un'attivazione diretta dell'unit di crisi regionale, del quale siamo un supporto tecnico che non pu operare in autonomia. A queste richieste si sono sommate le critiche dei 120 volontari formati con il vostro valido ausilio, nell'ambito del protocollo sulla messa in sicurezza e recupero dei beni culturali in emergenza, che osservano inermi le immagini televisive sapendo di essere un valido e competente supporto fino a oggi non attivato. Sono due mesi che chiediamo di essere utilizzati. Per favore, fatelo adesso!

http://www.huffingtonpost.it/rossella-muroni/terremoto-2016-volontari-_b_12768602.html


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