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Caro Montanari, non facciamo polemiche strumentali sul disastro del patrimonio culturale
Giuliano Volpe*
Pubblicato: 31/10/2016

*Archeologo, presidente del Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBACT




Mentre il bilancio dei danni al patrimonio culturale di aggrava di ora in ora (drammatica l'immagine della basilica di San Benedetto di Norcia, di cui si stava risistemando il tetto, ora crollata), a seguito delle ultime violente scosse (che per fortuna non hanno provocato vittime), non fa piacere leggere, anche in uno dei blog di questa stessa testata, un intervento (ovviamente immediatamente ripreso dal sito web Emergenza cultura per garantirne ancora maggiore diffusione), da parte di uno storico dell'arte, come al solito polemico, strumentale, che pare attribuire tutte le responsabilit del disastro all'attuale ministro dei beni culturali Dario Franceschini, definito il "vicedisastro". "Ecco il frutto avvelenato dello smantellamento delle soprintendenze voluto da Renzi ("soprintendente la parola pi brutta del vocabolario della burocrazia", ha scritto) e attuato da Franceschini, che ha investito tutto sulla (pessima, peraltro) riforma commerciale dei supermusei".

Insomma - pare di capire - se non ci fosse stata la recente riforma del MiBACT ora tutti i monumenti sarebbero in piedi, quelli lesionati sarebbero stati gi tutti gi puntellati, anzi gi restaurati e resi antisismici!

Prima era tutto perfetto, tutto funzionava al meglio, le soprintendenze (ricordiamolo, tre diverse, una ai beni archeologici, una ai beni architettonici, una ai beni artistici, spesso in conflitto tra di loro e in sovrapposizione di competenze: chi avrebbe dovuto occuparsi degli interventi, visto che ogni monumento al tempo stesso architettura, arte, archeologia?) funzionavano alla perfezione!

Si dimenticano anni di tagli, di mancate assunzioni, di disinteresse, di totale marginalizzazione della cultura. Si dimentica che il bilancio del ministero era arrivato nel 2014 ai minimi storici, solo un miliardo e mezzo (sinceramente mi vergognavo nel valutare e approvare le programmazioni economiche nel Consiglio Superiore Beni Culturali e Paesaggistici la distribuzione tra tutte le soprintendenze di soli 39 milioni di euro).

Da un paio di anni la situazione andata progressivamente migliorando, i fondi sono andati aumentando (ma molto di pi servirebbe, soprattutto per il funzionamento ordinario), in corso un concorso per 500 nuovi tecnici-scientifici, che si conta di portare a 1000 con la prossima legge di stabilit. I problemi sono tutti risolti?

No, certo, c' moltissimo da fare, servono pi risorse, pi mezzi, pi personale. Ma serve soprattutto una visione nuova del patrimonio culturale. Era necessaria una vera rivoluzione per evitare il collasso! Non pi solo restauri ma manutenzione programmata, non pi frammentazione disciplinare ma strutture uniche interdisciplinari a base territoriale, non pi musei inospitali ed "elitari" ma servizi pubblici per tutti, anche per garantire lavoro qualificato, sviluppo sostenibile, economia sana.

Nei prossimi programmi del MiBACT l'attenzione ai borghi, alle aree interne, ai centri "minori", ai territori marginali ritenuta strategica (come anche su La Repubblica del 30 ottobre in una intervista di F. Erbani ha reso noto il ministro). Su questo sar necessario un impegno forte, con risorse e tempi certi.

assolutamente legittimo avere opinioni diverse sulle riforme in atto. E chi scrive non ritiene certo di possedere "la verit", n si nasconde le difficolt nell'attuazione di una riforma cos complessa e i tanti problemi ancora irrisolti (esito di decenni di sistematico sfascio delle strutture di tutela nel nostro Paese).

Ma cosa c'entra questo con il disastro del terremoto? Perch fare polemiche strumentali sui danni al patrimonio culturale che rappresentano una perdita gravissima innanzitutto per le popolazioni colpite dal sisma, per tutti gli italiani (che in queste occasioni sanno trovare le ragioni di una unit nazionale e dimostrare passione e competenza, come fanno i tanti tecnici del MiBACT impegnati nei territori terremotati e in ogni parte d'Italia) e per il mondo intero?

Che la polemica strumentale sia fatta da politici come la senatrice Blundo del M5S, con le sue infelici parole, pur essendo triste, appare quasi fisiologo, almeno per chi intenda la politica solo come slogan e polemiche.

Ma che queste strumentalizzazioni a fini politici e personali vengano da chi si atteggia a intellettuale, uomo di cultura e tecnico crea non poche perplessit. Chiudo allora con le stesse sagge parole di Enrico Mentana, riportare sull'Huffington Post: "Crollano meraviglie della nostra storia, si temono perdite umane, centinaia di migliaia di persone non dormiranno pi a casa loro per chiss quanto tempo. Le fesserie possono attendere, se proprio non si riesce a farne a meno".

http://www.huffingtonpost.it/giuliano-volpe/cultura-sciacallaggio-terremoto_b_12715242.html?utm_hp_ref=italy


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