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CNR ITALIA - Rinasce il Museo di Baghdad (virtuale)
WWW.CNR.IT, 18/07/2005


Una ricostruzione informatica - promossa dal Ministero degli Esteri e coordinata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - restituir allumanit uno dei patrimoni culturali e archeologici pi importanti al mondo, danneggiato e disperso durante le drammatiche vicende irachene

Le teche del Museo di Baghdad, saccheggiate nel 2003 e danneggiate dagli eventi bellici, presto torneranno a catturare, con i loro preziosi reperti, lattenzione dei cultori e degli appassionati dellarcheologia e della civilt mesopotamica, grazie ad un progetto tutto italiano di ricostruzione virtuale. Liniziativa presentata in coincidenza con la visita in Italia del ministro per gli Affari culturali iracheno - un progetto tutto italiano, primo passo di un pi ambizioso programma del nostro Governo, teso a ripristinare unistituzione fondamentale per la comprensione della nascita della civilt occidentale che ancora versa in gravi condizioni. Il patrimonio del museo, tra i pi importanti al mondo (conserva tra le altre testimonianze di immenso valore, i primi testi scritti dellumanit), stato infatti salvato solo in parte.

Promotore del progetto il ministero degli Affari Esteri (attraverso la direzione generale Mediterraneo-Medio Oriente task force Iraq), mentre il coordinamento scientifico affidato al Consiglio nazionale delle ricerche per le sue molteplici competenze e per la sua collaudata esperienza nella ricostruzione virtuale di monumenti, beni artistici e siti archeologici (David di Michelangelo, Cappella degli Scrovegni, Appia Antica, Tomba di Nefertari, citt di Axum, monumento funebre di Arrigo VII, Duomo di Pisa, abitato di Muro Leccese, Tomba di Pilastro Egnazia, etc). Ma altri soggetti e istituzioni concorreranno allimpresa: il ministero per i Beni e le attivit culturali, il Comando dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, il Comando operativo di vertice interforze dello Stato maggiore della Difesa, le universit di Roma-La Sapienza, di Torino e di Udine, il Centro ricerche archeologiche e scavi e il Museo Egizio di Torino, lIstituto italo-iracheno per il restauro.
Prima che il Museo di Baghdad possa tornare agibile e visitabile occorrer del tempo spiega Roberto de Mattei, vicepresidente del Cnr, per questo il Governo italiano intende con il Museo Virtuale concorrere, dintesa con le autorit irachene, a renderne fruibile in rete linestimabile patrimonio. Uniniziativa di alto significato simbolico e culturale, nel momento in cui lattenzione internazionale centrata sullIraq dove lItalia fortemente impegnata nella ricostruzione del Paese, che evidenzia la sensibilit italiana per la salvaguardia e tutela dei beni e delle identit culturali, presupposto di ogni dialogo, prospettiva di crescita e sviluppo sociale ed economico. Un intervento non estemporaneo, dunque, ma esemplare di una visione ampia e universale di cooperazione e ricostruzione.
In attesa del ritorno alla normalit, il Museo virtuale raccoglier ed esporr i reperti ancora disponibili e quelli andati purtroppo perduti. Tra gli altri, il vaso e la dama bianca di Uruk (ambedue in alabastro), l'elmo d'oro del re Meskalamdug e il pugnale d'oro e di lapislazzuli provenienti dal cimitero reale di Ur, i leoni in terracotta di Tell Armal, le sculture e i bassorilievi dell'antica Khorsabad, gli avori di Nimrud, le statue partiche di Hatra (reperti tutti restaurati dall'Istituto Centrale del Restauro di Roma), e poi minbar (nicchia che indica la direzione della preghiera nelle moschee), gli stucchi di Samarra e sarcofagi lignei. Grazie alla realt virtuale sar possibile un tour nelle grandi civilt del passato testimoniate da questi preziosi oggetti.
A questobiettivo di breve periodo, potr far seguito una seconda fase che punta ad ampliare il Museo virtuale includendovi una rilevantissima parte dei tesori iracheni esposti in altri Paesi, principalmente Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Turchia. Alle previste sale virtuali se ne potrebbero poi aggiungere altre per la documentazione dei restauri in corso, per lesposizione dei pezzi recuperati dalle forze dellordine e per esposizioni temporanee. Come tutti i moderni musei, infine, anche quello di Baghdad avr un bookshop per gli acquisti di merchandising tramite web.
Nei primi sei mesi di lavoro finanziati dal Ministero degli Esteri sono contemplate quattro fasi di lavoro: uno studio di fattibilit che prevede la classificazione, la ricognizione iconografica e lelaborazione di un ipertesto delle componenti storico-artistiche-culturali; la stesura dellarchitettura del Museo Virtuale; la prima formazione del personale iracheno; la realizzazione di un prototipo dimostrativo relativo a una porzione delle prime sale e dei loro manufatti che esemplifichi lapproccio comunicativo e le funzionalit del sistema.
Poco noto al grande pubblico poich chiuso a causa dei danni subiti dopo la prima guerra del Golfo, il Museo fu progettato nel 1937 dallarchitetto tedesco Werner March e ufficialmente inaugurato il 9 novembre 1966. Originariamente la parte dedicata allesposizione occupava unarea di 4.700 mq. sui 45.000 delledificio. Prima della guerra del Golfo diverse opere furono portate nei magazzini o nei caveaux della banca centrale e non sono pi state esposte. Inoltre, il catalogo ufficiale al quale possono essere affiancate altre pubblicazioni per lo pi monografiche o di mostre - risale al 1975-1976. Dopo quella data non se ne registrano aggiornamenti. La realizzazione del Museo virtuale, conclude de Mattei, rappresenta un significativo gesto di amicizia e di considerazione dellItalia nei confronti dellIraq e della sua cultura, un gesto concreto per rafforzare la cooperazione e la collaborazione tra i due Paesi.
E disponibile per la stampa materiale video e fotografico

Roma, 18 luglio 2005

La scheda
Che cosa: Progetto Iraq - Museo Virtuale di Baghdad
Chi: Ministero degli Affari eEsteri e Consiglio nazionale delle ricerche
Per informazioni: dr.ssa Silvia Chiodi, Istituto di studi sulle civilt italiche del Mediterraneo antico (Iscima) del Cnr, tel. 06/49933357, e mail sm.chiodi@libero.it, smchiodi@mlib.cnr.it

Ufficio Stampa Cnr: Sandra Fiore, tel. 06/49933789-3383, e mail: sandra.fiore@cnr.it



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