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DELEGA AMBIENTALE: Lambiente: delega, laltro modo di dire decido io
di Valerio Calzolaio
Avvenimenti, 15-21 luglio 2005

Che fine ha fatto la delega ambientale? Allinizio della legislatura, come scusa per non fare niente, il governo Berlusconi chiese al Parlamento una delega a riscrivere tutte le leggi in materia ambientale. Nellattesa il ministro Matteoli impose al personale del suo ministero di attendere, astenendosi da ogni attivit in vista delle future norme. Per oltre tre anni si sono annoiati. La delega al governo per il riordino, il coordinamento e lintegrazione della legislazione in materia ambientale giunta infine, nel dicembre 2004.


Il 27 gennaio 2005 il ministro contro lambiente ha insediato la Commissione per la stesura dei testi. La Commissione composta da 24 membri scelti dal ministro, scade nel gennaio 2006, deve predisporre almeno sette decreti legislativi: rifiuti, acque, difesa del suolo, aree protette, danno ambientale, valutazioni dimpatto, aria. Nella prima riunione, secondo il resoconto ufficiale, la commissione ha individuato una metodologia di lavoro e ha attivato un apposito sito internet. Controllate: sei mesi dopo scopriamo che la metodologia non stata rispettata (nessuno ancora conosce gli ambiti delle sette materie dei decreti) e che nel sito c solo la composizione della commissione (e non stato aperto il previsto forum di discussione). Controllate: basta leggere la lettera del ministro alle commissioni parlamentari del 10 maggio o cliccare su www.comdel.it. Dopo linsediamento si sono svolte due sole riunioni della commissione, il 7 febbraio e il 21 marzo. Poi pi nulla. Nella prima riunione sarebbero state costituite nove sottocommissioni con il compito di predisporre nove relazioni ricognitive (normativa, giurisprudenza, bibliografia, problemi attuativi). Nella seconda nessuna relazione sarebbe giunta a compimento e si sarebbe verificato lo stato di avanzamento. Tre riunioni preliminari in due mesi, nessun documento, nessuna conclusione dellistruttoria, niente; poi quattro mesi di totale vuoto, almeno finora. Per il ministro informa che un gruppo di coordinamento (5 dei 24) sta gi predisponendo le prime bozze dei decreti legislativi attuativi. Il gruppo non era previsto dalla legge, n annunciato. Invece far tutto, presente anche il capo di gabinetto del ministro (mai citato nella legge, che pure segnala il capo dellufficio legislativo a coordinatore della segreteria tecnica). Ora chiaro: cos si fanno le leggi. Ma quale Costituzione, quale Parlamento, quale funzione legislativa! Quali audizioni, quali articolati, emendamenti, resoconti stenografici, lavori preparatori! Il ministro teneva nel cassetto qualche norma, n generale n astratta, scritta magari da qualche gruppo dinteresse o su ordine del capo di gabinetto; la inserir in una cornice che riprende testi gi esistenti, proporr la definizione pomposa di testo unico e tenter di far approvare qualcosa. Forse nemmeno tutti i decreti elencati. Certo, credo che si scontrer con la dignit professionale o personale di qualche commissario. Ma, come si decide in una commissione di esperti che sostituisce il Parlamento? Si vota a maggioranza? E se ci sono emendamenti? E se passano? E se non passano? Se la sente chi vota di assumersi il risultato di qualsiasi voto? Oppure si media, e in base a cosa se non c la politica, i gruppi parlamentari, i programmi di governo? Lalibi sar che la delega al governo, che responsabile sar il governo. Capisco. Tuttavia la commissione terminer i lavori a fine gennaio, pi o meno quando la legislatura chiuder (febbraio probabilmente). I concerti (di altri ministeri) e i pareri (di conferenza unificata e commissioni parlamentari) saranno chiesti in una fase di transizione da una legislatura allaltra, da un governo allaltro. E il nuovo ministro dellambiente, il nuovo governo avranno due anni di tempo per emanare disposizioni integrative o correttive dei decreti. Insomma la fase di incertezza e confusione continuer a lungo. Sarebbe bene che Prodi, lUnione, il centrosinistra confermino subito che ripristineranno molti testi e che attiveranno rapidamente vere politiche ambientali, quelle dimenticate o annullate da Berlusconi e Matteoli.



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