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ARTE CONTEMPORANEA Artissima, un modello vincente per promuovere Torino nel mondo
MARCO TRAVERSO
14/07/2005 Giornale Piemonte



Un modello vincente, che ha contribuito a fare di Torino la capitale dell'arte contemporanea. Ar-tissima giunge quest'anno alla dodicesima edizione e si presenta ai blocchi di partenza con rinnovate ambizioni. Ambizioni come quelle che il suo creatore, Roberto Casiraghi aveva nel 1994 quando per la prima volta Artissima faceva capolino nella scaletta delle rassegne torinesi. Dopo dodici anni tante cose sono cambiate. Il marchio divenuto propriet degli Enti locali e la fiera ormai internazionale: a non cambiare l'entusiasmo di Casiraghi che continua a ricoprire l'incarico di direttore della fiera.
Qual stata la parabola di Artissima dal 1994 fino ad oggi?
All'inizio si trattava di una fiera di arte moderna e contemporanea italiana. Negli anni si invece orientafa sul contemporaneo e la percentuale di gallerie straniere, un tempo assenti, ora sfiora il 60 per cento. Artissima, dopo il salone dell'automobile, stata la prima fiera ad aggiudicarsi la qualifica di internazionale, concessa dal Ministero attivit produttive e oggi, insieme al Salone del libro e a quello del Gusto, rappresenta un autentico fiore all'occhiello. Tale stato il successo che Regione, Provincia e Comune di Torino, nel 2004, hanno deciso di rilevare il marchio riconoscendolo come patrimonio del territorio. Poi gli Enti locali hanno affidato la fiera alla Fondazione Torino Musei che ha poi chiesto all'associazione Artissima di continuare a occuparsi dell'organizzazione.
Ora state gi occupandovi a pieno regime dell'edizione 2005?
La fiera una macchina talmente complessa che richiede un impegno di 365 giorni all'anno da parte di una struttura dedicata appositamente a questo. Tra sabato e luned saranno a Torino tutti i comitati della fiera, ovvero una ventina di galleristi, collezionisti e direttori di museo tra i pi importanti al mondo. Un fatto molto importante per la citt in quanto questi personaggi rappresentano dei formidabili megafoni di promozione di Torino nel mondo.
Che ruolo avranno per Artissima questi esperti di fama mondiale?
Verranno a selezionare le gallerie che faranno parte di Artissima 12. Un compito difficile perch quest'anno abbiamo avuto moltissime richieste di partecipazione. Inoltre gli esperti selezioneranno le opere che parteciperanno alle sezioni speciali della fiera e definiranno gli aspetti culturali legati ai convegni e alle discussioni.
Quali le novit dell'edizione 2005? Per quanto riguarda le gallerie una maggiore apertura al mercato americano sia della costa est che ovest. Espositori di prim'ordine, che danno la misura dell'importanza della fiera oltre oceano e che offriranno ai collezionisti e ai visitatori un punto di vista dettagliato del panorama artistico statunitense.
Avete previsto uno spazio adeguato anche per i giovani artisti emergenti?
La vocazione della fiera legata ai giovani artisti. Per questo abbiamo sempre cercato di privilegiare la ricerca sui materiali e sulle nuove forme di espressione. Negli anni Artissima si avvicinata ai giovani privilegiando il contemporaneo a discapito dei grandi maestri e delle opere pi storicizzate.
La fiera nasce con due vocazioni: culturale e commerciale. Crede che con la crisi che sta vivendo l'economia mondiale l'investimento nell'arte contemporanea possa rappresentare una valida opportunit?
Certamente e la prova sta nel fatto che tutti i pi importanti gruppi bancari si sono attrezzati per aprire una divisione legata agli investimenti in arte, cosa che all'estero si fa da decenni. Un esempio: l'associazione Artissima negli anni ha fatto donazioni alla Gam e al Castello di Rivoli di opere per 700mila euro. Nel 2003 abbiamo chiesto ai galleristi a quale prezzo sarebbero stati disposti a ricomprare le stesse opere e siamo arrivati a 2 milioni e lOOmila euro. Inverstire in arte pu essere molto conveniente, basta farlo con attenzione e senza avventurarsi in pericolose strade alternative al mercato ufficiale.



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