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Banche con responsabilit sociale
di GIUSEPPE ZADRA*
Il Sole 24 Ore, 13-07-2005





Cresce anche in Italia l'attenzione e l'interesse per la responsabilit sodale d'impresa, la corporate social responsibility (Csr).
L'idea di partenza che l'impresa al centro di una costellazione di interessi di cui parte, visto che vive all'interno di una rete di relazioni con molti e differenti portatori di interessi, gli stakeholders. Con l'impresa si relazionano ovviamente gli azionisti, ma anche i finanziatori, i lavoratori e i collaboratori, i clienti, le comunit locali. Gli stakeholders hanno specifiche aspettative verso le imprese, con reciproche influenze ed effetti anche sul successo dell'impresa, sulla sua resistenza a lungo termine e sulla sua reputazione. Queste correlazioni sono evidenti anche sui mercati, dove l'offerta di servizi di asset management inizia sempre pi a integrare nell'analisi finanziaria classica, variabili sociali e ambientali in grado di esaminare, con ulteriori chiavi di lettura, le performance e le prospettive delle aziende.
La Csr un volano importante della competitivit delle imprese, del posizionamento nel mercato, dell'affermarsi e accreditarsi presso i clienti, i dipendenti, il territorio. Ma non solo. anche un elemento strategico per promuovere la competitivit dei singoli Paesi. Non a caso si cominciano
ad analizzare le correlazioni tra lo sviluppo della Csr e la competitivita delle nazioni, sottolineando come la Csr sia un driver importante, insieme ad altri fattori come la tecnologia, il capitale umano, le istituzioni, le infrastrutture. La Csr produce i suoi effetti oltre le imprese, coinvolge societ civile, governi, istituzioni nazionali e sovranazionali in politiche comuni, verso obiettivi di sostenibilit economica.
Questi temi, su cui l'Associazione bancaria italiana (Abi) impegnata da tempo, saranno affrontati domani durante la prima conferenza nazionale di EconomEtica, il centro interuniversitario per l'etica economica e la responsabilit sociale di impresa. Sar presentata la Guida critica alla responsabilit sociale e al governo d'impresa, promossa dall'Abi, edita da Bancaria Editrice. L'incontro vuoi essere l'occasione per soffermarsi sui modelli d'impresa e le nuove prospettive della corporate governance, sulla Csr come modello di governo dell'impresa e sui confini tra regolamentazione e autoregolamentazione. Gli aspetti che saranno affrontati riguardano anche gli incentivi economici e le motivazioni individuali, sino a toccare le analisi sulla globalizzazione e i modelli di capitalismo sostenibile.
La Guida critica alla responsabilit sociale e al governo d'impresa raccoglie i contributi di 40 autori con competenze diverse giuridiche, manageriali, etico-filosofiche, sociologiche con l'obiettivo di fornire una sintesi delle diverse prospettive della responsabilit sociale: si parte dagli scenari della globalizzazione, si analizzano i modelli economici, giuridici, manageriali di impresa e di governance, le diverse nozioni di responsabilit, l'etica degli affari, gli incentivi e le motivazioni economiche che spingono i diversi soggetti all'attuazione della Csr, le aree e le problematiche interessate, le forme di autoregolamentazione, gli strumenti per la sua gestione. L'Abi ha voluto promuovere il lavoro in una prospettiva di carattere generale.

L'Abi e le banche sono impegnate sulla responsabilit sociale in uno scenario vivace di iniziative nazionali e internazionali. Da un lato, l'Abi contribuisce a sviluppare il dibattito e la diffusione del tema nella comunit bancaria; dall'altro, fornisce ai propri associati gli strumenti necessari per integrare nel proprio business strategie di Csr. Questa attivit stata svolta creando un luogo
dedicato di confronto e discussione, costituendo dal 2001 uri gruppo di lavoro con banche che rappresentano l'82% degli sportelli e oltre l'80% del totale attivo di sistema. L'industry bancaria italiana si dimostrata anni molto attiva anche pei la rendicontazione sociale: nel 2003 hanno redatto un bilancio sociale banche che rappresentano il 54% del totale attivo e il 57,4% degli sportelli.
Le prime banche a partire dai Monti di Piet nascono per rispondere a una domanda di finanziamento che arriva da nuclei familiari e produttivi per promuovere la crescita de! territorio; proseguendo poi con le esperienze di successo del secolo scorso. A ci si sommf la funzione tipica della bana che, nel ruolo di intermediazione tra l'offerta e la domanda di denaro, ha un impatto significativo sulla societ, come motore di crescita, sviluppo e benessere collettivo. Ne emerge che l'attivit bancaria particolarmente legata alla capacit di instaurare rapporti costruttivi, ripetuti e duraturi. Insomma la banca esprime quasi una "socialit" implicita e intrinseca nel senso di vicinanza alla societ, agli stakeholders che ha molto a che fare con la responsabilit d'impresa.
Oggi l'elaborazione teorica della Csr soprattutto nella sua prospettiva di gestione orientata a un modello multistakeholder dell'impresa offre alle imprese bancarie l'opportunit di rileggere la propria storia e definire la propria strategia utilizzando strumenti concettuali aggiornati e coerenti con le esigenze del mondo contemporaneo.
* Direttore generale dell'Abi



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