Mostra con tele false: arrestati tre galleristi Rosaria Capacchione Il Mattino 9/7/2005
Nella Sala Bianca della Reggia avevano "esposto una novantina di tele, il meglio dell'arte pop firmata Mario Schifano. C'erano i cieli stellati e i campi di grano, le biciclette e gli smalti su carta da pacco con il logo della Coca Cola, la frutta stilizzata della serie «Acerbo» e le querce. Un'antologica che era il piatto forte della prima Biennale delle arti dell'Unità d'Italia, una mostra aperta al pubblico dal 12 al 26 dicembre - appena sei mesi fa - curata da Giancarlo Iosimi, importante gallerista romano che di Schifano - era stato amico ed estimatore. Così diceva e raccontava, così forse era stato un tempo, prima che le opera del maestro, morto nel 1996, non diventassero uno dei più grandi affari del mercato dell'arte contemporanea. Quelle tele furono sequestrate la mattina del 27 dicembre, dopo un esposto alla Procura di Santa Maria Capua Vetere della «Fondazione Mario Schifano» che accusava gli organizzatori dell'evento di essere dei falsali. Accusa che si è rivelata fondata. Dopo sei mesi di indagini (effettuate anche con le intercettazioni telefoniche) e di consulenze tecniche, i carabinieri del Reparto tutela del patrimonio di Roma e Napoli, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Albano e dal pm Donato Ceglie, hanno arrestato il gallerista romano, il figlio e il titolare di un esperto d'arte milanese, che aveva curato il catalogo della mostra. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al falso, alla truffa e alla ricettazione. È firmata dal gip Silvio Marco Guarriello l'ordinanza di custodia cautelare con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari per Giancarlo losimi, 73 anni, romano; per il figlio Daniele, di 46 anni, che gestisce con il padre la galleria «Cortina» in via Gesù e Maria, a Roma; per Giovanni Schubert, 71 anni, titolare della galleria «Arte Borgogna», in via Umberto Visconte di Modrone, a Milano. Con lo stesso provvedimento il gip ha disposto il sequestro preventivo delle due gallerie; di tutte le opere d'arte esposte nelle due case d'arte o nelle abitazioni degli indagati; della casa editrice «Arte Cortina editore» utilizzata per la produzione dei cataloghi; del sito internet della «Cortina», rintracciabile all'indirizzo web www.geocities.com/galleriacortina.it e di cui è stato ordinato l'oscuramento. Tra le opere sequestrate ben 85 portano la firma di Schifano. Non si tratta di copie ma di produzioni «originali» ricon-ducibili a serie piuttosto note dell'artista romano (come quelle ispirate al marchi pub-blicitari) e autenticate dai galleristi indagati. Trovate anche dieci tele, sempre false, di Mario Sironi. Gli originali hanno quotazioni sul mercato che superano i cinquantamila euro. Il giro d'affari staimato dai carabinieri si aggira intorno ai tre milioni di euro. Già in passato Giancarlo losimi, che era membro del comitato tecnico della mostra organizzata alla Reggia, era già stato coinvolto in vicende analoghe. E le opere contraffatte che vendeva nella sua galleria o di cui curava la pubblicazione sui cataloghi erano sempre state attribuiti a Schifano e Sironi. A certificare la falsità delle tele sequestrate sono stati Arturo Carlo Ottaviano Quintavalle e Maria Stella Margozzi, storico dell'arte e funzionario della Galleria nazionale di arte moderna di Roma.
Il racconto del pittore Gaspari Il racconto-confessione di Emidio Gaspari, pittore per diletto, casa e studio sull'Aurelia, porta la data del 15 marzo scorso, quando confermò ai carabinieri di essere l'autore di almeno 30 delle opere sequestrate alla Reggia di Caserta. Ha negato, però, di essere un falsario. «Tra il '90 e il '97 - ha detto Gaspari - ho dipinto una trentina di quadri nello stile di Mario Schifano. Me li commissionava Giancarlo losimi, per ciascuna opera mi pagava dalle 150 alle 250 mila lire». Tutte opere non firmate. Ma qualche tempo dopo Gaspari aveva scoperto che i suoi quadri erano stati venduti e spacciati per autentici. Alcuni erano finiti anche sui cataloghi.
|