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Una diga sul Tigri, sparir l'antica Assur
Viviano Domenici
Corriere della Sera 8/7/2005

Allarme rosso per uno dei siti archeologici pi importanti del mondo: il governo iracheno ha deciso di costruire una diga sul fiume Tigri e il lago che si former sommerger gran parte dei resti dell'antica Assur, la capitale degli Assiri. La notizia stata data da John Curtis, uno dei responsabili del British Museum, da poco rientrato dall'Iraq dove ha visitato la zona che verr interessata dai lavori.
L'annuncio, pubblicato da The Art Newspaper, ha colto di sorpresa anche gli specialisti di civilt mesopotamiche. Sono sconcertato, ma non pi di tanto dice Giovanni Pettinato, assiriologo dell'Universit La Sapienza di Roma, da anni impegnato nella decifrazione delle tavolette cuneiformi del museo di Bagdad . Solo pochi mesi fa i nostri rappresentanti per i beni culturali in Iraq sono riusciti a bloccare un progetto simile, sempre sul corso del Tigri, che avrebbe sommerso i resti dell'antica Ninive. Evidentemente, la bocciatura ha spinto i promotori della diga a scegliere un altro obiettivo, col risultato che i danni saranno ancora pi gravi. Mi domando se questa decisione sia davvero del governo iracheno o non sia piuttosto un "suggerimento" dei consiglieri internazionali.
Il motivo di questa enorme diga? L'Iraq avrebbe deciso di costruirla perch la vicina Turchia sta prendendo sempre pi acqua dalla fonte del Tigri e molte aree del Paese sono a rischio siccit.
I resti della citt di Assur si trovano su uno sperone roccioso che domina il Tigri e proprio sulla sommit di questa rocca naturale venne costruito il tempio del dio Assur (protettore della citt che dette il nome al popolo e all'intera Assiria), la massima divinit degli Assiri. Il luogo, oggi chiamato Qalat Shergat, venne abitato fin dalla met del terzo millennio avanti Cristo e nel XIV secolo a.C. la citt divenne la capitale di un regno che si estendeva dall'Eufrate alle montagne dell'Iran. Solo nel IX secolo avanti Cristo, la capitale venne spostata a Kalakh (Nimrud), ma Assur mantenne il ruolo di principale centro religioso dell'impero assiro, tanto che i sovrani si fecero spesso seppellire nel luogo del grande palazzo reale ritrovato dagli archeologi.
I primi a occuparsi del sito di Assur furono gli archeologi tedeschi che iniziarono gli scavi nei primissimi anni del Novecento. Individuata la doppia cinta muraria che cingeva l'abitato situato nell'ansa del fiume, gli archeologi scavarono lunghe trincee attraverso tutto il sito riuscendo cosi a capire che i grandi palazzi e templi erano quasi tutti situati nella parte settentrionale della citt, in prossimit del fiume. Qui vennero infatti scoperte le tombe reali, il grande palazzo dei sovrani, il tempio di Ishtar dea della fertilit, una grande ziqqurat (piramide a gradoni), il tempio del dio Assur, quello di Shamash, dio del sole. La maggior parte dei reperti che vennero rinvenuti in quelle campagne di scavo sono ora conservati a Berlino. Missioni archeologiche tedesche sono tutt'oggi impegnate nella zona di Assur e, se il progetto della diga dovesse procedere, dovranno impegnarsi con tutte le loro forze per salvare il salvabile prima che le acque dell'invaso sommergano tutto.
La storia degli Assiri suddivisa in tre periodi (Paleoassiro, 1950-1365 a.C.; Medioassiro, 1365-932 a.C; Neoassiro, 932-612 a.C.), l'ultimo dei quali vide l'apogeo della potenza assira basata su una fitta rete commerciale e un potente esercito che conquist i regni di Babilonia, Urartu, Fenicia, Palestina e si spinse fino in Egitto dove, nel 643 a.C, il re Assurbanipal (il Sardanapalo dei Greci) conquist e saccheggi la citt di Tebe. Dopo questa vittoria, per, il sogno dei sovrani assiri di creare un impero universale venne infranto dagli eserciti dei Medi e dei Babilonesi che nel 612 invasero l'Assiria e distrassero Ninive. Con questa sconfitta gli antichi signori della guerra uscirono dalla storia, ma il loro sogno dell'impero universale sopravvisse e venne ripreso dai grandi re persiani e da Alessandro Magno, per poi sopravvivere tragicamente fino ai giorni nostri.
La potenza e la ferocia delle armate assire splendidamente rappresentata nei bassorilievi rinvenuti a Ninive e a Nimrud, dove le pareti dei palazzi erano coperte da immagini di scene di guerra, sfilate di prigionieri, mucchi di corpi fatti a pezzi, citt messe a ferro e fuoco. Vere im-
magini di propaganda destinate a celebrare la potenza dei sovrani assiri e impressionare gli ambasciatori stranieri che frequentavano i palazzi reali di Assur e Nimrud.
Ora, una diga minaccia i resti della loro pi antica capitale, e di almeno altri cento siti archeologici nella stessa area. Per ridurre il danno, gli archeologi hanno proposto due soluzioni. Costruire un cofano protettivo che isoli dall'acqua l'intera Assur, ipotesi subito scartata perch troppo costosa; oppure ridurre la capienza del bacino artificiale. In questo modo Assur non verrebbe sommersa, ma secondo i responsabili del progetto una diga pi bassa risulterebbe antieconomica.
La durata prevista dei lavori di cinque anni. Ma c' da sperare che le immense difficolt che l'Iraq deve affrontare in questi tempi finiscano per dissuadere le autorit iracheneforse in combutta, secondo la supposizione dell'italiano Pettinato, con i loro consiglieri internazionali, da un simile progetto che cancellerebbe un tassello fondamentale della storia mesopotamica. Purtroppo l'esperienza ci dice che quando si sbandierano - pi o meno legittimamente esigenze economiche e sociali, il patrimonio culturale quasi sempre destinato a essere distrutto, come se non fosse vera ricchezza.



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