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Competitivit, piano straordinario per le grandi opere
Massimo Giannini
05/07/2005 La Repubblica



Il Tesoro vuole aggiungere alla manovra anti-deficit sgravi Irap per 1,5 miliardi e infrastrutture per 5

Un piano per le grandi opere - Siniscalco lo concorda con Fazio

Pranzo in Banckitalia, la Finanziaria sale a 16 miliardi di euro



Questo ``piano straordinario`` per le infrastrutture che implicitamente sancisce il fallimento dei progetti faraonici disegnati da Berlusconi sulla lavagna di Bruno Vespa - e` dunque il colpo a effetto del Dpef che sta per arrivare. Ed e` il piatto forte della colazione di lavoro che ha visto protagonisti, ieri, il ministro del Tesoro e il governatore della Banca d`Italia. Quasi due ore di colloquio.

Fazio ha tracciato il punto sulla situazione della congiuntura. Siniscalco gli ha spiegato i punti-cardine del Documento di programmazione economica.

Insieme, si sono confrontati sulle misure del piano di rientro della prossima Legge Finanziaria. Nella foresteria di Via Nazionale, Siniscalco e Fazio hanno gettato le basi per rimettere in piedi quell`asse istituzionale che Giulio Tremonti aveva spezzato, e che in momenti di difficolta` come questo, e in vista di un tormentatissimo anno elettorale di fine-legislatura, e` l`unico ancoraggio possibile per un governo che ha perso consensi presso la sua base sociale (da Confindustria e Confcommercio) e vede sgretolarsi la sua base politico-parlamentare (dopo lo strappo al congresso del l`Udc e la tregua armata dentro An).

Una mossa quasi disperata, per certi aspetti. Ma anche obbligata, forse per entrambi. Il governatore ha parlato per primo, chiedendo indicazioni al ministro, prima di tutto sulla composizione della manovra che sara` indicata nel Dpef. E a partire dall`imperativo che lui stesso aveva dettato nelle Considerazioni finali del 3 maggio: L`azione correttiva deve fondarsi su riforme strutturali. Siniscalco ha confermato questa impostazione: Il mio impegno e` esattamente questo. Faremo una manovra tra i 14 e i 16,5 miliardi di euro, coperta grosso modo con 5 miliardi di nuove tasse, 5 di tagli alla spesa e 5 di lotta all`evasione. Quanto ai contenuti, 10 miliardi sara` l`aggiustamento che ci chiede la Ue, poi ci saranno all`incirca altri 5/6,5 miliardi, tra Irap (che il primo anno vale solo 1,5 miliardi) e investimenti. Ma non e` l`entita` delle cifre che conta: io sto cercando di mettere tutto il governo di fronte al fatto che non importa se queste cifre siano troppo alte o troppo basse. Quello che conta e` che questa Finanziaria sia veramente strutturale....

Musica per le orecchie del governatore. Che pero` non ha rinunciato a suonare il suo ``spartito``: Dove troverete le risorse? Il risanamento degli anni `90 e` stato raggiunto grazie all`aumento della pressione fiscale, e in questi ultimi anni grazie alle una tantum. E` chiaro che cosi` non potete andare avanti.... Siniscalco lo sa bene. E ha voluto sgombrare il campo dagli equivoci: Non faremo misure sull`Iva, ne` ovviamente sulle imposte sui redditi.... Fazio l`ha interrotto: E state attenti anche ad agire sulle rendite finanziarie: qualunque intervento in quell`area puo` comportare squilibri nell`allocazione degli investimenti, che al di la` dei possibili danni sui mercati finirebbero per annullare anche l`effetto positivo sul gettito. Il ministro ha preso atto. E ha chiarito: Lei ha ragione, del resto nel governo ci sono molte perplessita`. Troveremo altri modi per allargare la base imponibile. Del resto lo abbiamo gia` fatto l`anno scorso, quando varammo una manovra con 5 miliardi di tasse, senza incidere sulla carne viva della gente. Il governatore e` tornato a toccare un tasto che, da sempre, gli e` molto caro: Quello che serve - ha detto - e` anche una decisa lotta all`evasione. E anche su questo, la sintonia con l`ospite e` stata totale: Sfonda una porta aperta - ha spiegato l`inquilino di via XX settembre - gli studi di settore stanno dando ottimi risultati. L`andamento eccellente dell`autotassazione di giugno viene tutta da li`: dalla riforma dell`Ires, e poi dagli studi di settore. Certo, potremmo fare anche di piu`. Ma quello e` un sistema su base concertativa: se fissiamo gli studi di settore a un certo livello abbiamo il consenso della categoria, se andiamo oltre gli autonomi non ci stanno, e smettono di applicarli.

Ma il tema che stava piu` a cuore ai due commensali era soprattutto un altro: il rilancio della crescita, il sostegno agli investimenti e ai redditi. E proprio su questo, forse, e` arrivata la novita` piu` rilevante. Fazio ha esordito snocciolando gli ultimi dati sulla congiuntura: ``La caduta del Pil sembra essersi fermata - ha chiarito - e non e` irrealistico immaginare che nel prossimo trimestre il Prodotto lordo potrebbe registrare una crescita tra lo 0,2 e lo 0,3%. Certo e` ancora poco...``. Poi e` tornato sui rilievi che aveva gia` mosso all`assemblea di Bankitalia: La crescita italiana resta la piu` bassa in Europa. E gli investimenti in opere pubbliche sono rimasti agli stessi livelli di un anno fa. Non c`e` stato quel rilancio di attivita` che tutti si aspettavamo, con la legge-obiettivo e con le gare d`appalto.... Siniscalco non ha potuto che condividere. Ma ha calato il suo asso: E` vero, ma ho in testa un`idea: forse, lavorando sul bilancio, riusciamo a trovare le risorse per un ``piano straordinario di rilancio delle opere pubbliche``.... il Ponte sullo Stretto?, ha buttato li` Fazio. No - ha risposto il ministro, perche` prima che lo vedremo, quel Ponte, saremo gia` tutti vecchi. No, io penso a un piano che convogli tutte le risorse disponibili sui cantieri gia` esistenti. Al governatore, ovviamente, l`idea e` piaciuta molto: Magari ci riuscite... Ma quanti soldi pensa di poter indirizzare a questi investimenti?. Siniscalco si e` sbilanciato: Io spero almeno 5 miliardi di euro. Sono tanti. Forse troppi, per essere veri e per una finanza pubblica squilibrata e sotto stretta osservazione come quella italiana. Ma su questo punto il ministro e il governatore hanno tratto una conclusione comune: Non abbiamo alternative. Non ci resta che tornare al buon vecchio Keynes...

Dunque, domanda pubblica. Per quel poco che si puo`. Per ridare una prospettiva alle imprese private. Per alimentare un minimo di fiducia per le famiglie. A questo proposito - ha aggiunto ancora il padrone di casa di Palazzo Koch, evocando nuovamente le sue considerazioni finali - sarebbero veramente indispensabili politiche fiscali che possano risollevare le condizioni delle famiglie meno agiate... Di nuovo, Siniscalco ha annuito: Anch`io vorrei farlo. Purtroppo i soldi sono pochi. Mi piacerebbe, per esempio, sgravare gli affitti per le famiglie al di sotto di tiri certo livello di reddito. A seconda della soglia che si fissa, si potrebbe fare una cosa seria e dignitosa con un costo di 7/800 milioni di euro. Vedremo. Sentiro` le forze della maggioranza e le parti sociali. Se ci riusciamo, possiamo mettere lo sgravio in Finanziaria.

Ultimi due capitoli affrontati a fine pasto: privatizzazioni e banche. Sul primo punto, Siniscalco ha ribadito: Andiamo avanti. A partire dalle Poste, mentre siamo costretti a rallentare sulle Fs: collocare le Ferrovie, con quei livelli tariffari, non si puo` ancora.... Sul secondo punto, Fazio ha annunciato: Ho ricevuto la sua proposta di ordine del giorno, per il prossimo Cicr sulla situazione delle banche e sulle fusioni. Tra un paio di giorni convochero` la riunione.... Su questa promessa il pranzo e` finito. Mai come in questo momento, tra conti pubblici fuori linea e avvisi di garanzia alla vigilanza di Via Nazionale, il ministro e il governatore hanno bisogno l`uno dell`altro. Ma due debolezze riusciranno a fare una forza?






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