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Questa villa un bene della citt
Patrizia Soffientini
Libert, 06/07/2005

Scatta un secondo ricorso al Tar contro l'occupazione d'urgenza

Amaro destino di un territorio costretto a scegliere tra bellezza e inquinamento. Tra il proteggere un prezioso sito storico dentro la campagna e il liberarsi di camion e smog. Ma certo, di fronte alle prodigiose evoluzioni architettoniche della villa Nicoli Scribani, oggi villa Serena, progettata da Giuseppe Cozzi e che Vittorio Sgarbi non esita a definire la pi bella del Settecento piacentino,'vale la pena di fermarsi a pensare. Nel caso, di fare un passo indietro. Basta varcare la soglia dell'edificio e-legante e geometrico - e ieri le proprietarie hanno aperto le porte ai giornalisti - per restare senza parole. Un gioco speculare di scale, nervose come tendini e libere nell'aria, si diparte dal basso verso l'alto, dando all'edificio la leggerezza di un ricamo, togliendo anche il peso delle pareti divisorie, che pure ci sono.
Sono molto dispiaciuta per come stanno le cose, noi contestiamo la bretella tra la Tangenziale Sud e via Einaudi - riassume Maria Angela Lillo, la proprietaria - che passerebbe a 200 metri da casa, tagliando una strada, un vialetto segnalato sulle mappe gi dal Settecento. E c' timore di veder il contesto verde intorno ancor pi urbanizzato, vedremo crescere capannoni sempre pi a ridosso della villa. Mi sembra assurdo far passare qui il tracciato quando si pu collocarlo altrove senza danneggiare nulla. Sarebbe ben accetta una soluzione che passasse nell'area retrostante o l'allargamento di via Veggioletta, soluzioni pur vagliate e poi lasciate cadere.
Il passante da costruire, lungo meno di un chilometro e largo una quindicina di metri, corredato da pista ciclabile, inevitabilmente porter traffico sostenuto e forse nuovi insediamenti, mentre gi, poco lontano in linea d'aria, si intravede una seconda lottizzazione commerciale alla Veggioletta. Ma i proprietari sono decisi a fare il possibile per conservare se non intatta perlomeno non del tutto compromessa la qualit di questo tessuto rurale dominato dalla villa e per il quale Vittorio Sgarb ha rivolto una lettera aperta al ministro dei beni culturali Rocco Buttiglione. E difatti verr presentato un nuovo ricorso al Tar contro la procedura di occupazione d'urgenza (per il cantiere che dovrebbe partire a giorni) notificata dal Comune, intenzionato a deviare il traffico pesante dalla citt. L'avvocato della propriet, Danilo Biancospino, anticipa che verr chiesta una sospensiva contro un atto teso ad affrettare i tempi dell'esproprio. Mentre gi in essere un altro ricorso per l'annullamento di tutti gli atti urbanistici di Comune e Provincia che, nel corso degli ultimi anni, hanno dato via libera al progetto viabilistico con una soluzione ritenuta non ragionevole.
Peccato che la riservatezza della famiglia, che detiene l'immobile e le pertinenze, tra cui una piccola chiesa, dal 1911, non abbia mai concesso di aprire, seppur saltuariamente, questo bene al pubblico godimento. Ma oggi vogliamo farla conoscere, sicuramente ne parleremo con Domenico Ferrari, capodelegazione del Fai. E sabato alle 17 convocata una tavola rotonda a Villa Serena dove si riuniranno perlomeno alcuni dei firmatari di un appello in difesa del luogo steso da Anna Maria Matteucci, docente di Storia dell'Arte all'Universit di Bologna e da Bruno Adorni, ordinario di Storia dell'Architettura, Giuliana Ricci (Politecnico di Milano), Carlo Mambriani (Universit di Ferrara), Domenico Ferrari, Francesco Valenzano, presidente di Italia Nostra Piacenza e Marco Horak, presidente dell'Associazione palazzi storici.
Anche questa campagna di tutti, come la cintura verde intorno alla citt, una via cos vicina alle case porter un traffico imponente, il tracciato doveva essere pensato pi largo, gli spazi ci sono prosegue la signora Lillo che allude alle soluzioni originarie, poi tramontate, senza che i proprietari sapessero dell'ultimo tracciato.
Il sindaco parla di una soluzione gi approvata dalla Soprintendenza, ma a quanto sappiamo questa non ha dato il suo parere rincalza l'avvocato. Rinnovato il vincolo del 1937 sull'edificio, oggi si chiesto al nuovo soprintende di Parma e Piacenza, Luciano Serchia, di considerare anche il contesto e di preservare l'insieme. E' mancata invece, a suo tempo, un'osservazione alla variante proposta dagli uffici comunali, ma la famiglia attraversava un momento delicato, la variante sfuggita. Cos si arrivati un po' in extre-mis.
Ringrazio pubblicamente Sgarbi che si subito attivato ed interessato - sottolinea Maria Angela Lillo - come cultore dell'arte, del bello, ha subito capito quando venuto da noi che l'ambiente circostante doveva essere preservato. Oggi forte il senso di assedio di villa Serena. Per mantenerla? Ci impegniamo con tempo, dedizione, sacrifici e denaro. Mio padre nato qui, io pure, il nostro cuore qui.

patrizia.soffientini@liberta.lt



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