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WWF: "Cos il Demanio non pi bene pubblico fruibile"
Documento del WWF, a cura di Valentino Tosatti
Posta della Redazione

IL 5 LUGLO IN AULA ALLA CAMERA LA NORMA SCEMPIA SPIAGGE
MEGA STRUTTURE SULLE SPIAGGE, A RISCHIO LA SARDEGNA

Approda in Aula alla Camera marted 5 luglio la norma che d il via allo scempio dello spiagge del disegno di legge sulla competivit, ispirata dal ministro Tremonti, contenuta nel testo elaborato dalla I (Affari costituzionali) e la V (Bilancio) Commissioni della Camera riunite.

Anche se nel testo attuale non c pi lobbrobrio della concessione novantennale, con lart. 14 del Ddl che va oggi in discussione in Aula a Montecitorio si apre il demanio marittimo alla costruzione di grandi strutture e infrastrutture turistiche stabili (che impieghino non meno di 250 persone!).

Ci significa che con una procedura accelerata e semplificata, che si conclude perentoriamente in 4 mesi (165 giorni), le Regioni, con lavallo del Governo, potranno definire Accordi di programma che coinvolgano i comuni interessati che si potranno concludere con il silenzio assenso, senza alcun potere di veto da parte delle amministrazioni competenti in materia ambientale e paesaggistica.

Al solito per Governo e maggioranza conta il precedente: aver violato lintangibilit del demanio, quale bene/area pubblica fruibile dove porre solo leggere strutture precarie, quando sarebbe naturale che tali interventi fossero compiuti fuori delle spiagge in terreni privati o pubblici.

Ci aspettiamo dalla minoranza e dai deputati pi sensibili della maggioranza che non si accontentino di un maquillage che non pu cambiare il volto di una norma impresentabile, commenta Gaetano Benedetto, segretario aggiunto del WWF Italia

Il WWF Italia ricorda che questa norma, se approvata, metterebbe a rischio regioni come la Sardegna, dove la amministrazione autonoma ha resistito nel tempo, tutelando con una legge regionale la fascia costiera (facendo riferimento alla LR 23/1993 stato introdotto, con la Legge Salvacoste n. 8/2004 della Giunta Soru, un vincolo permanente di inedificabilit entro la fascia dei 300 metri ed un vincolo transitorio, in attesa della nuova pianificazione paesistica, nella fascia tra i 300 m e i 2 km, attraverso), opponendosi cos alle speculazioni di multinazionali e colossi nazionali del mattone.

Con lart. 14 introdotto nel testo base approvato dalle Commissioni parlamentari competenti del DDL recante Disposizioni urgenti nellambito del piano dazione per lo sviluppo economico sociale e territoriale (AC n. 5736) in discussione a Montecitorio stato dapprima stabilito che si potessero concedere concessioni novantennali e consentire la costruzione sul demanio marittimo di strutture e infrastrutture per insediamenti turistici di qualit.

La norma, in parte corretta (non prevede pi lampliamento abnorme del tempo della concessione, oggi quadriennale, a 90 anni), contiene comunque la possibilit di ottenere lautorizzazione a costruire grandi insediamenti turistici di qualit (che occupino perlomeno 250 persone!) con una procedura semplificata e accelerata che vede le Regioni compiere una prima valutazione dei progetti dei proponenti, che poi estesa a tutte le amministrazioni competenti anche attraverso un accordo di programma, per poi chiudersi, perentoriamente nellarco di 165 giorni, con lapplicazione del meccanismo del silenzio/assenso, mitigato dal fatto che i progetti devono essere corredati pro forma da uno studio di fattibilit ambientale e che restano ferme le tutele previste dal Codice Urbani.


Documenti allegati alla Comunicazione del WWF

DDL recante
Disposizioni urgenti nellambito del piano dazione
per lo sviluppo economico sociale e territoriale
(AC n. 5736)

Testo emendato dalle Commissioni I e V riunite della Camera dei Deputati

Art. 14.

(Insediamenti turistici di qualit).

1. Al fine di promuovere lo sviluppo del turismo di qualit, i soggetti di cui al comma 4, di seguito denominati promotori, possono presentare, congiuntamente, alla regione interessata, al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, proposte relative alla realizzazione di insediamenti turistici di qualit, di interesse nazionale anche tramite concessione di beni demaniali marittimi di durata massima di novanta anni ed anche mediante la riqualificazione di insediamenti e impianti turistici e alberghieri preesistenti.

2. Ai canoni di concessione per gli insediamenti di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400. La misura del canone determinata dall'atto di concessione. Una quota degli introiti dei canoni attribuita, nella misura del 10 20 per cento alla regione interessata e nella misura del 20 per cento al comune o ai comuni interessati, proporzionalmente al territorio compreso nell'insediamento. Per quanto non determinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 36 e seguenti da 36 a 49 del regio decreto 30 marzo 1942, n. 327.

3. Gli insediamenti turistici di qualit sono caratterizzati dall'elevato livello dei servizi erogati e di soddisfazione degli utenti, della qualit ambientale, dell'integrazione con il tessuto storico culturale del territorio circostante, dalla idoneit ad attrarre flussi turistici internazionali. La realizzazione e la gestione degli insediamenti per il turismo di qualit effettuata secondo le procedure di cui ai seguenti commi. Gli insediamenti turistici di qualit, di cui al presente articolo, sono caratterizzati dalla compatibilit ambientale, dalla capacit di tutela e di valorizzazione culturale del tessuto circostante, nonch dei beni presenti sul territorio, dallelevato livello dei servizi erogati, dalla idoneit ad attrarre flussi turistici anche internazionali. In ogni caso gli insediamenti turistici di cui al presente articolo devono assicurare un ampliamento della base occupazionale mediante lassunzione di un numero di addetti non inferiore a 250 unit.


4. Possono presentare le proposte di cui al comma 1, realizzare e gestire gli insediamenti turistici di qualit gli enti territorialmente competenti, anche associati, nonch i soggetti di cui all'articolo 10 della legge n. 109 del 1994, associati con gestori di servizi ed eventualmente consorziati e associati con enti finanziatori, nonch i soggetti dotati di idonei requisiti tecnici, organizzativi, finanziari e gestionali, definiti da apposito regolamento da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle attivit produttive e il Ministro dell'economia e delle finanze . dal Ministro delle attivit produttive, di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti , il Ministro dellEconomia e delle Finanze e il Ministro dellAmbiente e della Tutela dei territorio.


5. Le proposte dovranno comprendere devono comprendere lo studio di fattibilit ambientale, il piano finanziario degli investimenti, l'adeguamento del sistema complessivo dei servizi che interessano l'area, in particolare nel settore della mobilit, nonch la previsione di eventuali infrastrutture ed opere pubbliche connesse, e sono redatte secondo modelli definiti dal regolamento di cui al comma 4. La realizzazione di infrastrutture e servizi connessi pu essere affidata allo stesso soggetto realizzatore dell'insediamento turistico e titolare della concessione. In tal caso si applicano le disposizioni di cui all'articolo 104, comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.

6. Le proposte sono valutate dalla regione sotto il profilo della fattibilit e della qualit costruttiva, urbanistica ed ambientale, nonch della qualit progettuale, della funzionalit, del costo di gestione e di manutenzione, dei tempi di ultimazione dei lavori per la realizzazione degli impianti e delle infrastrutture e opere pubbliche connesse. Sono comunque valutate in via prioritaria le proposte che prevedono il recupero e la bonifica di aree compromesse sotto il profilo ambientale e di impianti industriali dismessi.

7. La regione, entro trenta giorni dalla presentazione, verifica l'assenza di elementi ostativi e, esaminate le proposte stesse anche comparativamente, sentiti i promotori che ne facciano richiesta, provvede, entro i successivi sessanta giorni, ad individuare quelle che ritiene di pubblico interesse e a trasmetterne documentazione ai comuni e alle province competenti per territorio, al Ministero dell'economia e delle finanze, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministero delle attivit produttive, al Ministero dellAmbiente e della tutela del territorio al Ministero per i beni e le attivit culturali e a tutte le ulteriori amministrazioni competenti a rilasciare permessi ed autorizzazioni di ogni genere e tipo.
8. Le amministrazioni interessate rimettono le proprie valutazioni alla regione, al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della documentazione relativa alla proposta, ovvero, in caso di procedura di evidenza pubblica ai sensi del successivo comma 10, entro trenta giorni dalla aggiudicazione. Entro lo stesso termine le amministrazioni interessate possono presentare motivate proposte di adeguamento o richieste di prescrizioni. Le proposte e richieste sono acquisite dalla regione, dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che promuovono La Regione promuove, entro i successivi quarantacinque giorni la stipula fra le amministrazioni interessate di un accordo di programma, ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. La mancata presentazione, entro il termine previsto, di osservazioni o richieste di prescrizione ha l'effetto di assenso alla proposta.

9. La stipula dell'accordo di programma, sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominato e consente denominato, consente la realizzazione e l'esercizio di tutte le opere, prestazioni e attivit previste nella proposta approvata, ed ha leffetto di determinare le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e di sostituire le concessioni edilizie, nel rispetto delle condizioni di cui al citato articolo 34 del decreto legislativo n. 267 del 2000 anche in deroga alla normativa vigente, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento e delle normativa comunitaria, ivi compresa l'eventuale realizzazione di case da gioco. Gli enti locali provvedono all'adeguamento definitivo degli elaborati urbanistici di competenza ed hanno facolt di chiedere al soggetto realizzatore dell'insediamento, titolare della concessione di beni demaniali di porre a disposizione gli elaborati a tale fine necessari. Restano comunque ferme le disposizioni di cui al Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

10. Nel caso di pi proposte relative alla stessa concessione di beni demaniali la regione, prima della stipula dell'accordo di programma, indice una gara da svolgere con il criterio dell'offerta economicamente pi vantaggiosa, ponendo a base di gara la proposta presentata dal promotore, secondo le procedure di cui all'articolo 37-quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109.

10 bis Per promuovere la realizzazione degli insediamenti di cui al presente articolo, i comuni interessati possono prevedere l'applicazione di regimi agevolati ai fini del contributo di cui allarticolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380, nonch lesenzione, ovvero lapplicazione di riduzioni o detrazioni dallimposta comunale sugli immobili di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 504.

Art. 10 bis (dovrebbe per essere ter) Con decreto del Ministero dellAmbiente e della Tutela del territorio, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui allart. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281, sono individuati tre siti di preminente interesse paesaggistico in cui sono ubicati insediamenti industriali dimessi, nei quali effettuare un intervento integrato di recupero e bonifica ambientale e di realizzazione di un insediamento turistico di qualit, secondo le modalit del presente articolo, sulla base di un concorso di idee, ai sensi dellarticolo 17, comma 13, della legge 11 febbraio 1994, n. 109. Per lattuazione del presente comma autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per lanno 2005. Al relativo onere si provvede a valere sulle risorse di cui allarticolo 5, comma 1, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005 n. 80.































ESTRATTO SINTETICO
DEL NUOVO TESTO DELLART. 14 DEL DDL COMPETIVITA

Nella sostanza con le modifiche allart. 14 del DDL Competitivit.

a) si apre il demanio marittimo a grandi insediamenti e infrastrutture turistiche di qualit di interesse nazionale come dimostra il fatto che gli insediamenti turistici di cui al presente articolo devono assicurare un ampliamento della base occupazionale mediante lassunzione di un numero di addetti non inferiore a 250 unit. (vedi comma 3);

b) si cattura la benevolenza delle Regioni aumentando la loro quota di introiti dal canone dal 10 al 20%, mentre i Comuni hanno confermato la loro quota del 20% (vedi comma 1)

c) per quanto riguarda gli aspetti ambientali e paesaggistici nellattuale versione dellarticolo in questione si stabilisce che i progetti devono:

1) letterale: essere caratterizzati dalla compatibilit ambientale, dalla capacit di tutela e di valorizzazione culturale del tessuto circostante (vedi comma 3)

2) essere corredati da uno studio di fattibilit ambientale (vedi comma 5);

3) prevedere che nellaccordo di programma che ha leffetto di determinare le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e di sostituire le concessioni edilizie () Restano comunque ferme le disposizioni di cui al Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (vedi comma 9);

4) essere realizzate in via prioritaria le proposte che prevedono il recupero e la bonifica di aree compromesse sotto il profilo ambientale e di impianti industriali dimessi (vedi comma 6)

d) per quanto riguarda liter autorizzativo:

I) Le proposte sono valutate dalla regione sotto il profilo della fattibilit e della qualit costruttiva, urbanistica ed ambientale, nonch della qualit progettuale, della funzionalit, del costo di gestione e di manutenzione, dei tempi di ultimazione dei lavori per la realizzazione degli impianti e delle infrastrutture e opere pubbliche connesse (vedi comma 6);
II) La regione, entro trenta giorni dalla presentazione, verifica l'assenza di elementi ostativi e () entro i successivi sessanta giorni, individua le proposte che ritiene di pubblico interesse e trasmette la documentazione ai comuni e alle province competenti per territorio, al Ministero dell'economia e delle finanze, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministero delle attivit produttive, al Ministero dellAmbiente e della tutela del territorio al Ministero per i beni e le attivit culturali e a tutte le ulteriori amministrazioni competenti a rilasciare permessi ed autorizzazioni di ogni genere e tipo (vedi comma 7)
III) Le amministrazioni interessate rimettono le proprie valutazioni alla regione, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della documentazione relativa alla proposta entro trenta giorni dalla aggiudicazione e infine: La Regione promuove, entro i successivi quarantacinque giorni la stipula fra le amministrazioni interessate di un accordo di programma, ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. La mancata presentazione, entro il termine previsto, di osservazioni o richieste di prescrizione ha l'effetto di assenso alla proposta


COMMENTO DEL WWF ITALIA

Secondo le prime valutazioni del WWF Italia ci troviamo di fronte a: A) un immenso pasticcio il cui vero scopo aprire il demanio marittimo a insediamenti di grandi se non grandissime dimensioni (unattivit con 250 addetti una media azienda industriale); B) lo si fa facendo riferimento a un presunto interesse nazionale alla realizzazione dellinvgrastruttura turistica (!?!), quasi ci trovassimo di fronte a indispensabili infrastrutture energetiche o di trasporto; C) con un accordo di programma in cui si prevedono interventi consistenti in aree quali quelle del demanio marittimo di pregio dal punto di vista ambientale e paesaggistico, facendo riferimento formale alla normative ambientali e paesaggistiche che viene richiamata solo come elemento caratterizzante la qualit degli interventi e non come elementi condizionanti le scelte di intervento rispetto alla qualit del territorio sul quale questi dovrebbero essere realizzati; D) lo si fa con una procedura semplificata e accelerata, che si conclude in 165 giorni (poco pi di 4 mesi), nonostante la maggiore tutela cui dovrebbe essere sottoposto il bene demaniale, applicando ancora una volta la formula del silenzio/assenso, senza fare alcuna eccezione riguardo alle amministrazioni competenti in materia ambientale e paesaggistica, anche se pro forma resta fermo (e non si sa cosa questo significhi) quanto stabilito dal Codice Urbani e con la sola cautela in campo ambientale dello studio di prefattibilit a corredo del progetto.

Pi in generale c inoltre da aggiungere le seguenti considerazioni.

Tutta la norma, anche se ora si riconosce il ruolo delle Regioni, sembra invadere ed essere in palese contraddizione con le competenze proprie del governo del territorio ed in materia urbanistico/edilizia trasferite appunto, alle stesse Regioni (anche ai sensi del nuovo Titolo V della Costituzione), e quelle sulla tutela paesaggistico/ambientale, esercitate per delega dello Stato in base allart. 5 c. 6 e agli artt. 135 e sgg. del nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Tornando al problema: vendita o concessione? sembra emblematico il lapsus dello stesso vicepresidente del Consiglio Tremonti, che, dapprima aveva parlato di vendere le spiagge tout court, e poi di fronte alle proteste aveva precisato di intendere solo le concessioni di lunga durata.

Ma proprio questo che rivela il grave rischio ingenerato da qualsiasi proposta del genere: il solo fatto di usare indifferentemente termini antitetici come vendita e concessione duso dimostra che si smarrito il senso del demanio come bene pubblico da utilizzare liberamente, e prima di tutto in difesa dellambiente, e che la volont politica liquidatoria.

In conclusione secondo il WWF Italia il concetto di bene demaniale dovrebbe invece essere assai diverso: occorrerebbe realizzare le costruzioni e i manufatti stabili e di grandi, grandissime dimensioni ben al di fuori della fascia pubblica (che come si detto in genere assai ristretta), ed in questultima ubicare semmai solo le attrezzature balneari indispensabili e di facile rimozione. I grossi edifici e gli impianti costruiti finora sul demanio (sovente con procedure di dubbia legalit, se non del tutto abusivamente), a cui si pensa di destinare di mutui per il miglioramento e la ristrutturazione, dovrebbero essere semmai demoliti o spostati al di fuori dellarea demaniale.



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