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EMPOLI - La tavola d'oro "riaccende" il Museo, Empoli riabbraccia il suo tesoro rubato
12 marzo 2016 IL TIRRENO

La Crocifissione attribuita a Niccol di Tommaso, del valore di centomila euro, stata restituita alla citt dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio

EMPOLI. Il piccolo tesoro rubato nel 1985 e ritrovato dopo trentanni tornato nella sua Empoli. E ora lauspicio che con la sua bellezza e il suo valore accenda le luci sul Museo della Collegiata.
Si tratta di una tavola su fondo doro che raffigura una Crocifissione attribuita a Niccol di Tommaso, pittore vissuto intorno alla met del Trecento. Il piccolo capolavoro alto 54 centimetri per 24 di larghezza, era stato trafugato gi nel 1922 dal Museo della Collegiata. E venne riportato a Empoli nel 1925. Poi di nuovo la triste sorte nel 1985. Sabato 13 marzo stata restituita alla citt durante una cerimonia con il sindaco Brenda Barnini, il parroco don Guido Engels, il comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze, Lanfranco Disibio e la funzionaria della Soprintendenza Cristiana Gnoni, sotto gli occhi, tra gli altri, dellassessore regionale Vittorio Bugli e dellonorevole Dario Parrini.

Lopera del valore di centomila euro - stata ritrovata a fine dellanno scorso grazie al lavoro certosino dei carabinieri del nucleo tutela e patrimonio culturale di Firenze. Era esposta alla mostra biennale internazionale dellAntiquariato di Firenze e il 30 settembre scorso part il sequestro della tavola, con cuspide, in uno stand di un importante antiquario fiorentino che laveva messa in vendita. Lopera era stata sottoposta al controllo dellufficio Esportazione oggetti dantichit e arte della Soprintendenza perch era stato richiesto lattestato di libera circolazione. Come avviene di routine, gli investigatori del nucleo di Firenze avevano verificato i vari oggetti in vendita nelle giornate precedenti allapertura della Biennale.

Come spiegato dai carabinieri, la banca dati dei beni culturali rubati ha consentito di accertare la provenienza illecita dellopera e di risalire al furto avvenuto nel marzo del 1985 nel museo empolese che ha poi permesso di procedere al sequestro. Lantiquario stato ritenuto possessore dellopera in buona fede e ha consegnato la tavola ai carabinieri. Da quanto si appreso loggetto era stato ereditato dal padre, anche lui antiquario a Firenze che lavrebbe acquistato incautamente tra il 1985 e il 1990, poco dopo il furto dunque. Successivi accertamenti allarchivio storico della Soprintendenza fiorentina, alla fototeca informatizzata del catalogo della Fondazione Zeri e allarchivio dellistituto tedesco di storia dellarte di Firenze, con la collaborazione di funzionari dellarte e docenti universitari, hanno permesso di appurare che la tavola era gi stata rubata una prima volta nellaprile del 1922 insieme ad altre tre opere, tutte successivamente recuperate. Lautorit giudiziaria fiorentina ha convalidato il sequestro e disposto la restituzione del bene culturale al museo ecclesiastico.


Lopera risulta catalogata nella pubblicazione del Museo della Collegiata, redatta da Antonio Paolucci nel 1985, come tavola numero 3. E lo storico dellarte empolese Alessandro Naldi spiega: Era entrata nel museo nel 1863 con la soppressione del convento delle Benedettine che si trovava in piazza XXIV Luglio, dove ora situato ledificio dellex Sert. Una costruzione che era del Cinquecento. La tavola era stata riferita a vari pittori fino allattribuzione nel 1981 a Niccol di Tommaso. Poi nel 1985 la sparizione quando il sovrintendente Paolucci stava lavorando al catalogo. La notizia del furto venne tenuta segreta anche perch allora mancava un impianto di allarme capace di garantire la sicurezza per tutte le opere esposte. Soprattutto per quelle pi piccole come questa e come unaltra tavola, la numero 4, trafugata sempre nel 1922. Mini-capolavori, questi, che si potevano portare via anche utilizzando un semplice giubbotto. Tra laltro, dopo il furto, il museo della Collegiata venne chiuso per un periodo di tempo. Poi il rientro a Empoli, in piazza Farinata degli Uberti.

La soddisfazione dle sindaco Brenda Barnini: "Questoggi un piccolo tesoro ritorna a casa e viene restituito alla comunit, tornando ad arricchire il patrimonio artistico della nostra Empoli e di questo scrigno che il Museo Civico della Collegiata: custode di rarit che ne fanno uneccellenza in Toscana. Questo museo nato nell800 per volont dei cittadini di Empoli. E uno dei pi importanti musei civici italiani, pur essendo un museo di arte sacra la sua costituzione frutto dei moti risorgimentali e della volont di mantenere da parte degli empolesi il proprio senso identitario. E anche per questo la riconsegna di unopera che mancava da oltre 30 anni diventa un momento in cui i rappresentanti di tutta una comunit si ritrovano per sottolineare che anche dalletica di sostenere e valorizzare le opere darte si misura la civilt di una citt. Per lamministrazione comunale la valorizzazione del patrimonio storico-artistico centrale, non a caso stiamo lavorando per far convergere a favore di esso le forze cittadine con lobiettivo di tutelarlo e renderlo ancora pi attrattivo in termini turistici. Stiamo creando una fondazione apposita che si occuper di questo. Il ritrovamento di questa tavola un incoraggiamento a tutti noi nel perseguire con energia questo lavoro. Ringrazio il nucleo specializzato dei carabinieri per aver rimesso a disposizione di tutta la comunit empolese, e non solo, questa piccola grande opera.

LA SCHEDA DELL'OPERA

Niccol di Tommaso (attivo 1343 1376)
Crocifissione
Elemento di altarolo portatile in cornice di legno dotrato
Tempera su tavola 54x25

Provenienza: convento delle Benedettine di Santa Croce, Empoli

Lopera era parte del patrimonio del Convento delle benedettine che si trovava, in origine, fuori Porta Pisana; poi, dopo le distruzioni provocate dallassedio del 1530, si trasfer nellex ospedale dei Pellegrini in via dei Neri. Gran parte del patrimonio del Convento, come questa tavola, passato in donazione alla Pinacoteca nella seconda met del XIX secolo.

Si tratta di una piccola e affollata Crocifissione, cuspidata (forse parte centrale di un trittico da camera) con i Dolenti, le Pie Donno e Longino (ultimo sulla dx).
Liconografia quella tradizionale con la Maddalena aggrappata ai piedi della Croce e gli altri dolenti colti con espressioni fortemente tipizzate di dolore.
Sopra la croce dentro il nido, la figura del pellicano che si lacera il petto con il becco per nutrire col proprio sangue i piccoli, allusiva del sacrificio di Cristo sulla croce.
Tutta la tavoletta, nata per essere osservata da vicino, vista la funzione devozionale privata, di rara ricchezza cromatica ed arricchita dal eleganti punzonatore che segnano i nimbi delle aureole oltre che il perimetro interno della cornice. Interessante che Longino, la cui santificazione avvenne nel 1340 sia lunico personaggio a non avere laureola; attorno alla sua testa si nota una incisone quasi a tracciare un nimbo, che potrebbe essere stata fatta successivamente alla data di esecuzione dellopera.
Tutta la tavola si connota per luso di colori preziosi e estremamente brillanti.

Niccol di Tommaso

Pittore fiorentino attivo in Toscana e in Campania durante il terzo quarto del 14 secolo. Le prime notizie risalgono a dopo il 1346, quando il suo nome compare a Firenze fra quelli degli iscritti all'Arte dei medici e speziali. Nel 1365 risulta fra i testimoni presenti al testamento di un altro artista locale, Nardo di Cione (Milanesi, 1893, p. 58), di cui si pu presumere fosse stato collaboratore al tempo della decorazione della cappella Strozzi (1355-1357 ca.) in S. Maria Novella. Nel 1366-1367, ancora a Firenze, Niccol compare fra gli artisti interpellati riguardo alla costruzione del duomo; nel 1371, invece, il trittico firmato e datato con S. Antonio Abate in trono fra angeli e i ss. Francesco e Pietro, Giovanni Evangelista e Ludovico di Tolosa, gi nella chiesa napoletana di S. Antonio Abate a Foria (Napoli, Mus. Naz. di S. Martino), lo documenta attivo per la corte meridionale degli Angi..Non senza ragione si ipotizzata una possibile identit fra Niccol e il pittore Niccolaio ricordato fra gli artisti attivi in S. Miniato al Monte nel Trecentonovelle di Franco Sacchetti (novella CXXXVI), un testo letterario tra l'altro prossimo al suo vivace e realistico modo di raccontare e di rappresentare. La formazione dellartista. dovette svolgersi a met secolo sull'asse della lezione plastica di Maso di Banco e dei fratelli Andrea, Jacopo e Nardo di Cione, ma non senza contatti con la vivacit e la facondia narrativa di Giovanni da Milano o anche di pittori bolognesi.. Tipici della sua produzione sono piccoli altaroli per la devozione privata che, divisioggi fra i musei e le raccolte private di tutto il mondo (Ajaccio, Baltimora, Besanon, Cambridge, Filadelfia, Firenze, Lione, New Haven, New York, Praga, Prato, Roma, Torino, Venezia), riflettono l'aspetto pi tipico e conosciuto, ripetitivo e orcagnesco, della sua attivit in patria.



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