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Blitz all'ufficio tecnico di Ustica spuntano 18 case in verde agricolo
e. b.
La Repubblica, 01/07/2005, ed. Palermo



DICIOTTO costruzioni in verde agricolo bocciate da un capo ufficio tecnico, approvate dal successore. La pietra dello scandalo a Ustica ruota intorno alno opposto da Agata Bazzi a edificazioni e ampliamenti nell'area sottoposta a vincoli. Andata via, sia pure temporaneamente, la Bazzi il nuovo tecnico assunto a contratto ha dato il via libera. E con il parere favorevole, la commissione urbanistica, presente l'assessore al turismo, ha definitivamente approvato le richieste di concessione. «Un primo passo per nuove edificazioni», taglia corto l'ex sindaco e consigliere di opposizione Attilio Licciardi. Che con un atto ispettivo ha chiesto che la vicenda venga trasferita all'attenzione del consiglio.
A Ustica, il piano regolatore messo a punto dall'amministrazione Licciardi, giunto nel frattempo al vaglio dell'assessorato regionale, non consente nuove edificazioni. Per tutti, tranne che per i conduttori di fondi agricoli, interessati ad ampliamenti modesti o a ristrutturazioni per le necessità di gestione dei propri ap-pezzamenti o per residenze. Vagliate le richieste di concessione, Agata Bazzi, aveva eccepito l'assenza di requisiti, ossia la non conduzione dei fondi agricoli da parte dei richiedenti. In definitiva, non si trattava di agricoltori, ma di proprietari interessati a opere di miglioria che nulla avevano a che fare con le necessità di attività economiche legate allo sfruttamento dei terreni.
In paese si parla di pressioni e di reiterate richieste di rivedere la posizione di rigore di fronte alle quali il tecnico comunale avrebbe risposto picche. Per Agata Bazzi il conto è arrivato con la valutazione di fine anno, conosciuta nei giorni scorsi: uno zero sulla scheda dei dirigenti.
Nella pagella, stando a un'altra interrogazione presentata sempre dall'opposizione, avrebbero pesato i suoi ripetuti no. Non solo. Sulla vicenda delle 18 concessioni, ma anche sulla questione della colmata di sabbia a Punta Spalmatore denunciata dal Wwf e da Rifondazione l'anno scorso. Contro la società che si occupa del villaggio in una delle zone e più frequentate dell'isola per il comodo accesso al mare, l'ufficio tecnico comunale, durante la gestione Bazzi, avrebbe risposto con un no anche sul depuratore per gli scarichi. A giudizio dell'amministrazione l'impianto sarebbe stato sottodimensionato rispetto alle esigenze reali con il rischio di sversamento in mare dei liquami eccedenti.
A febbraio di quest'anno la Bazzi è stata intanto richiamata con distacco voluto dal prefetto a Villabate, comune al centro di vicende di mafia che incrociano prg e piano commerciale. Nei giorni scorsi, infine, la riunione della commissione urbanistica di Ustica che ha preso atto del parere opposto del nuovo capoufficio tecnico e l’ufficializzazione della valu-tazione totalmente negativa data all'architetto.
«Si è aperta una breccia gravissima nel muro dei vincoli. Di questo passo si darà il via libera a nuove costruzioni e a nuove speculazioni», denuncia Licciardi. Che sulla vicenda Bazzi rincara: «II capoufficio tecnico ha dato evidentemente fastidio, mettendosi di traverso. Allontanatasi perché richiesta in quanto tecnico validissimo in un altro comune, il via libera alle concessioni è stato prontamente dato, facendo pagare alla Bazzi il proprio rigore con la storia della valutazione. Una ritorsione tanto ridicola quanto gravissima».
Sempre Licciardi segnalala presenza alla riunione della commissione urbanistica dell'assessore al Turismo «in sostituzione del sindaco». L'assessore, Salvatore Compagno, già tecnico comunale, è al centro di una vicenda di abusivismo, alla quale si è dichiarato estraneo, per due fabbricati e una piscina in un terreno di sua proprietà, nell'area di preriserva.
Il caso Bazzi approderà in consiglio l'otto luglio quando sarà discussa l'interrogazione che ha la firma del capogruppo della minoranza Giovanni Tranchina e del consigliere Leo Comella. «Un funzionario non parla attraverso i giornali», risponde risoluta alla richiesta di un commento il capoufficio tecnico "bocciato". Per quel che se ne sa, del resto, la vicenda è già questione di controversia giudiziaria. Sul piatto c'è il lavoro svolto dalla Bazzi nei pochi mesi a Ustica: cinque opere di recupero di manufatti nel centro storico approvate nel novero di progetti del Pit isole minori. Cinque progetti che però non hanno fruttato un buon voto in pagella.



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