LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

La ricostruzione in Emilia, un affare per le mafie
by Paola Bianco
il Giornale dell'Architettura 23 febbraio 2016






Federico Lacche, 53 anni, vive a Bologna da oltre 30. Dal 2004 lavora a Radio Citt del Capo e a Libera Radio, testata giornalistica dinformazione sulla legalit e contro le mafie (entrambe liberamente edite dalla cooperativa Open Group di Bologna). Dal 2011 cura i laboratori radiofonici sui temi delle mafie nelle scuole e nei centri di aggregazione, per dare voce ai giovani che poi proprio in radio realizzano dei loro programmi su questi temi. Da alcuni anni anche referente per linformazione dellassociazione Libera dellEmilia-Romagna.



Tracciamo un breve quadro della presenza delle mafie in Emilia-Romagna. Un rapporto della Camera di commercio di Reggio Emilia del 2012 parla di alto rischio di colonizzazione mafiosa in regione, dovuto alla ricchezza del tessuto economico.

Pi che di presenza si pu parlare di unoccupazione vera e propria. Ne rintracciamo le origini gi dagli anni 70, non un fenomeno recente. Fu la legge scellerata del soggiorno obbligato che port in Emilia-Romagna anche rappresentanti di spicco delle organizzazioni criminali siciliane, calabresi o campane. Dunque, da almeno 30 anni abbiamo la presenza di tutti i cartelli mafiosi che sono qui per fare affari. I territori sono segnati da diverse presenze: indicativamente, quelli di Modena e della Romagna si caratterizzano per quelle di stampo camorristico; Reggio Emilia, parte della Romagna e Parma dalla ndrangheta calabrese. Tali presenze si sono amalgamate tra loro: cartelli che se storicamente erano anche venuti in conflitto, qui invece hanno trovato i modi per fare affari insieme. Lo dimostrano le inchieste di questi anni. Questo non toglie che la loro natura sia rimasta anche violenta: minacce, intimidazioni, incendi, pestaggi soprattutto agli imprenditori. In qualche caso si sono espressi con intensit paragonabili a quelle delle zone di origine.



Quali sono i reati pi diffusi legati al mondo delledilizia? Mi vengono in mente linfiltrazione nelle imprese, gli appalti, il mercato immobiliare, il ciclo del cemento e dei rifiuti, il traffico di beni culturali, ecc.

Qui la malavita ripulisce il denaro derivante da attivit criminali (narcotraffico, traffico di esseri umani, armi, ecc.) e lo reinveste in attivit lecite, imprenditoriali (edilizia, trasporto, smaltimento rifiuti, gioco dazzardo); soprattutto, fornisce servizi agli imprenditori del territorio (prestiti di liquidit che poi diventano usura -, recupero crediti, fornitura di servizi a basso costo). Queste presenze sono ormai profondamente radicate, alcune inchieste (come la recente Aemilia) testimoniano anche un certo grado di autonomia rispetto ai clan di origine. Si tratta di un fenomeno di non facile comprensione per i cittadini che stentano anche a trovare uninformazione pronta e attenta a quanto avviene al di l delle cronache. C una certa sottovalutazione del fenomeno come problema strutturale dei territori; persiste una visione che minimizza o parla di emergenze. Invece, basta guardare al processo Aemilia [il primo maxi-processo nel nord Italia, con oltre 200 imputati e molte parti civili, in corso a Reggio Emilia per chi ha scelto il rito ordinario e a Bologna per chi lo ha scelto abbreviato; nel capoluogo emiliano la Regione, fino a febbraio, aveva messo a disposizione per le udienze un padiglione della Fiera; n.d.a.]. Il processo Aemilia ci offre un quadro solo la punta delliceberg, in verit, come affermano i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Bologna pi ampio e coerente di quel che succede. Gli imprenditori e i professionisti non hanno unadeguata percezione del fenomeno e non sono sufficientemente responsabilizzati; non si sono preoccupati eccessivamente e in moltissimi casi hanno consapevolmente aperto le porte alla criminalit. Criminalit che ormai ha penetrato ogni settore delleconomia e anche ed molto grave la politica [linchiesta Aemilia parla di condizionamenti in occasione di diverse consultazioni elettorali; n.d.a.]. Non c settore economico estraneo alle infiltrazioni mafiose. I mondi delledilizia e dellautotrasporto sono sicuramente stati i primi a essere colpiti, e in modo pi grave rispetto ad altri.



Parliamo della ricostruzione post-sisma del 2012: le mafie sono state a guardare? Gi in passato alcuni processi, come Grande drago ed Edilpiovra, hanno toccato il mondo delledilizia.

Dal processo Aemilia emerge che la movimentazione della terra nel post-terremoto ha visto un coinvolgimento di aziende direttamente o indirettamente vicine alla criminalit mafiosa. Il terremoto stata unoccasione golosa che i clan non si sono lasciati scappare. Nel post-terremoto c stata una sottovalutazione del problema da parte delle pubbliche amministrazioni. Quanto meno, sono state disattente e in qualche caso non hanno utilizzato gli strumenti necessari per una maggiore autotutela che pur possiedono; hanno lasciato che appalti e settori economici importanti venissero contaminati dalla criminalit praticamente senza reagire. Sugli appalti, la Regione ha cercato di porre rimedio con la legge 11/2010 (Disposizioni per la promozione della legalit e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata); la legge nazionale in materia che sbagliata. Con il terremoto, sono stati concessi con facilit appalti ad alcune ditte (sempre le stesse), grazie al ricorso alle misure durgenza; le aziende con nomi emiliani poi subappaltavano a ditte in mano alla criminalit, alle quali i magistrati affermano non venissero in qualche caso richieste le minime garanzie antimafia (banalmente, il certificato). Alcuni parlano di mala gestione degli appalti da parte di alcuni soggetti dentro le pubbliche amministrazioni, ma non cos semplice.



Qual stato il ruolo dei professionisti del settore?

Aemilia non il processo a un clan bens a un sistema, a un mostro dalle tante teste, una per ogni territorio coinvolto. Anche il mondo delle professioni stato ampiamente toccato dallinchiesta: giornalisti, commercialisti, consulenti del lavoro, ecc. Nel processo Black Monkey relativo al gioco dazzardo legale e illegale sono coinvolti anche ingegneri informatici e appartenenti alle forze dellordine. I professionisti erano consapevoli di chi erano gli interlocutori. Allo stesso modo anche le imprese erano coscienti quando andavano ad approvvigionarsi di denaro, di mezzi o di persone (con cifre ridotte allosso, impossibile non si siano poste delle domande). Senza rendersi conto che mettersi in affari con la criminalit significa avallare un mercato senza regole, consentire una concorrenza sleale. Gli appalti oggi li vincono aziende emiliane perch la criminalit ormai parla il nostro dialetto; non pi cos facilmente identificabile come un tempo, si mimetizza perfettamente. Generalmente tiene un basso profilo, tende a far prevalere gli affari, non vuole accendere i riflettori su di s; per, se c da far arrivare un messaggio chiaro, minacciano e diventano anche violenti. Le imprese normali si sono affidate alle mafie per essere pi competitive e aggressive sul mercato. Le ricadute di ci poi si fanno sentire su tutta la collettivit: le imprese che stanno alle regole vengono rigettate da un mercato che non le riconosce pi, lasciando a casa i lavoratori e non facendo lavorare pi i professionisti onesti. stata sdoganata una mentalit negli ultimi anni: quella del pi furbo. Chi si fa coinvolgere dalle mafie resta per prima o poi scottato: in molti casi perde tutto (si viene estromessi dalle proprie aziende oppure ci sono le confische da parte dello Stato, ecc.) e rischia di finire in galera a lungo. Nel processo Aemilia, come tradizionalmente avviene nelle aule giudiziarie del nord Italia, non sar facile dimostrare il reato di associazione mafiosa per gli imputati. Gli avvocati della difesa hanno chiesto subito di spostare il processo in Calabria (la mafia in Emilia-Romagna non esiste, sostengono) ma i giudici hanno rigettato la richiesta. La Direzione nazionale antimafia ha affermato che lEmilia terra di mafia. Qui si manifesta in modo diverso: una mafia imprenditoriale, modernissima; fa uso di competenze, professioni, relazioni e tecnologie per poter realizzare i propri interessi ma al contempo mantiene anche certi elementi arcaici delle strutture originarie.
La sudditanza culturale di alcuni territori della regione diventata tangibile, c omert, non si denuncia pi, si pensa sia meglio farsi i fatti propri. Un tempo le estorsioni avvenivano solo alle attivit di persone del sud; gli emiliani reagivano, si difendevano; oggi non pi: pagano e tacciono. E inoltre, come detto, cercano addirittura le organizzazioni criminali per competere meglio sul mercato. Abbiamo anche amministratori pubblici che parlano di pluripregiudicati come di persone educate, tranquille, che non hanno mai dato fastidio a nessuno. Daltro canto ci sono giornalisti minacciati e sotto scorta. grave.



Come difendersi e come contrastare le mafie?

Il precariato lavorativo, la furbizia imprenditoriale, lo sdoganamento di certi atteggiamenti non fanno altro che favorire lattecchimento delle mafie. La legalit a tutta prima non sembra conveniente, bisogna stare a certe regole. Fare affari con la mafia invece sembra conveniente, pu fruttare parecchio in termini economici. Bisogna per comprendere che legalit significa difendere e ribadire i diritti fondamentali: lavoro, salute, ambiente, informazione; dare forma al futuro che desideriamo per i nostri figli. Ai professionisti e imprenditori conviene capire invece che le aziende colluse con le mafie finiscono male. un problema di tipo culturale. Perci fondamentale la conoscenza del fenomeno, fin da giovani. Per questo Libera Radio entra nelle scuole a fare informazione, a parlare di lavoro, di legalit. Come del resto ha fatto per prima e da 20 anni lassociazione Libera di Don Ciotti.
La politica purtroppo non d sempre buoni segnali; sovente si pronuncia dopo il lavoro della magistratura. O sincomincia davvero a fare politiche sul lavoro, sulla cultura, sui giovani, sul credito alle imprese, anche sul gioco dazzardo (oggi lEldorado delle mafie), o non si va da nessuna parte. Il contrasto non pu essere solo quello delle forze dellordine e dei tribunali, che moltissimo, certo, ma anche troppo poco. Gli imprenditori e i professionisti non si nascondano dietro un dito, sanno benissimo che tipo di scelte fanno; se le fanno comunque, sappiano che il prezzo da pagare sar altissimo. Non possiamo pi affrontare il tema in termini di emergenza, un fenomeno strutturale, bisogna ammetterlo. Qui non abbiamo maturato ancora gli anticorpi a questo fenomeno cancerogeno; non sappiamo come funzionano le mafie, questo bisogna riconoscerlo, anche pubblicamente. E partire da l. Dallaltra parte, i magistrati invitano a denunciare di pi, per nutrire costantemente lazione repressiva.



Concludiamo con alcune note positive: che cosa si registra di buono in questo ambito? Pensiamo ai beni confiscati nel nostro territorio, ad esempio.

Negli ultimi anni sono aumentati notevolmente. Segno di unazione repressiva che in regione ha registrato una significativa accelerazione. Ora importante che tornino alle comunit a cui erano stati sottratti, che vengano reimpiegati anche per un uso sociale, come insegna Libera. positivo anche linteresse e la partecipazione crescenti dei giovani: ne sanno spesso di pi dei loro genitori. Anche la legge regionale 3/2011 (Misure per lattuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonch per la promozione della cultura della legalit e della cittadinanza responsabile) va nella giusta direzione. Partecipare e informarsi, per tutti, il primo passo da compiere. Dobbiamo pretendere uninformazione pi puntuale sui mezzi di comunicazione, cos che non si spengano mai i riflettori sul fenomeno.

http://ilgiornaledellarchitettura.com/web/2016/02/23/la-ricostruzione-in-emilia-un-affare-per-le-mafie/


news

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

22-08-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 22 agosto 2019

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

28-11-2018
Nell'anniversario dei Washington Principles. Lo Stato italiano ha fatto poco per la restituzione dei beni culturali di proprietà ebraica

18-09-2018
Il Ministro Bonisoli: abolire la storia dell'arte

16-09-2018
Le mozioni dell'VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale

14-09-2018
Manifesto della mostra sulle leggi razziali e il loro impatto in un liceo triestino.La censura del Comune

12-09-2018
Bando Premio Silvia Dell'orso: il 30 settembre scadono i termini per candidarsi

03-09-2018
Appello per la salvaguardia dellArchivio e del patrimonio culturale delle Acciaierie di Piombino

Archivio news