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CHI GUADAGNA CON L'ARTE ITALIANA - Il direttore generale: "Pi spazio ai mecenati"
di ARIANNA DI CORI e ALICE GUSSONI
INCHIESTE - La Repubblica 3-2-2016


ROMA - Di fatto con la riforma Franceschini ricopre il ruolo pi importante, quello di responsabile della Direzione generale musei. Ufficio nel complesso seicentesco di via di San Michele, a Roma, larchitetto Ugo Soragni, sostiene di doversi ancora abituare alla nuova poltrona: E pensare che gi passato un anno. Era la vigilia del Natale 2014 quando ricevette la chiamata dal ministro Franceschini e vol a Roma lasciando la sua posizione di direttore regionale dei Beni culturali in Veneto dopo 7 anni. Il primo nome che si era fatto per la Direzione musei era quello di Anna Maria Buzzi, sorella di Salvatore, uno dei personaggi di "Mafia Capitale". Quella nomina tramontata ed arrivato Soragni, uno studioso che ha ricoperto ruoli importanti nelle soprintendenze di tutta Italia, dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia.

La Direzione generale musei avr il compito di indirizzo e controllo dei Poli museali regionali e dovr gestire il budget da destinarsi a ogni singolo museo, esclusi naturalmente i 20 ad autonomia speciale. Ma a quale modello gestionale si ispira questa riforma?
"La massima valorizzazione di questi musei e la capacit dei loro direttori di interloquire con tutti i soggetti che agiscono in questo settore sono fattori essenziali. Quindi capacit di dialogo con i privati anche al fine di raccogliere risorse finanziarie o organizzative e poi capacit di avviare relazioni a livello nazionale e internazionale con altri musei".

Quindi si intende incentivare ancora di pi la partecipazione dei privati?
"Certamente. Il dialogo con i privati fondamentale per raccogliere risorse finanziarie e organizzative. Noi vogliamo fare di questi musei dei luoghi vivi, in cui si possa passare una giornata piacevole, mangiare, trascorrere del tempo con la famiglia".

Lei non vede il rischio che i privati possano in questo modo influenzare le decisioni da prendere in un museo, ad esempio entrando a far parte del Consiglio di amministrazione?
"I privati, se entrano nellamministrazione, lo faranno in quanto esperti di chiara fama. Inoltre i componenti del Cda e del comitato scientifico devono anche essere espressione del territorio. Ad esempio c' un membro nominato dal presidente della Regione e uno nominato dal sindaco del Comune in cui ha sede il museo".

Come funzionano invece le fondazioni museali il Museo egizio di Torino e quello di Aquileia - rispetto al rapporto coi privati?
"In quei due casi siedono nel Cda anche rappresentanti di fondazioni bancarie o espressioni di imprenditoria di quelle zone. Perch avere nel Cda come nel caso del Museo egizio la fondazione San Paolo di Torino significa poter avere delle garanzie finanziarie che possono aiutare la promozione delle attivit del museo".

A proposito di fondazioni bancarie, i maggiori donatori finora nellArtBonus risultano la fondazione Cariverona e Unicredit. Hanno donato 7 milioni a testa per lArena di Verona, ma per esempio la Fondazione Cariverona partecipa alla Fondazione Arena di Verona, che organizza il festival lirico, quindi come se donasse a se stessa...
"Ma questo non significa nulla. I soldi sono stati donati per il restauro del monumento".

Che poi verr utilizzato dalla stessa per il festival lirico..
"Eeeh...e poi insomma, le fondazioni bancarie non sono banche, devono fornire questo tipo di iniziative. E poi sapete quanti soldi danno?...".

E per quanto riguarda la sponsorizzazione invece, altra possibilit offerta dallArtBonus?
"Le sponsorizzazioni sono come contratti di appalto e sono messe a bando. In pratica io restauro la facciata di un certo monumento e in cambio ottengo la pubblicit, ovvero lassociazione del mio marchio e del mio nome allintervento".

Torniamo alla riorganizzazione museale. Parliamo di mostre. Si chiude lera dei blockbuster?
"Certamente. C' una tendenza nazionale che deve essere invertita. Le grandi mostre non possono essere quattro all'anno ma una, o addirittura una ogni due anni. Al momento si punta sul maggior numero di opere conosciute e il catalogo altro non che il riassunto dei testi scritti sullargomento. Non c ricerca. Se ricordate la mostra di Vicenza, fatta da Goldin: 'Da Tutankamen a Caravaggio'. Quelle sono le classiche mostre che fanno anche 150mila visitatori ma che non sono sorrette da un'idea. La mostra deve ritornare ad essere espressione di un percorso di ricerca".

Altro capitolo spinoso: servizi aggiuntivi. Lo stesso Franceschini ha dichiarato: inammissibile che lo Stato non guadagni soldi.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/02/03/news/la_grande_rapina_ai_musei-131170754/?ref=HREC1-12&refresh_ce


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