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Il dono di Jeff Koons a Firenze
Chiara Dino
Corriere Fiorentino 3/1/2016

Lartista vuole lasciare qui la sua statua dorata. Giachi: un onore, da capire dove metterla

arrivata a Firenze col suo carico dorato il 26 settembre scorso per la prima Biennale dantiquariato di Fabrizio Moretti. Doveva restare dove la vedete in questi giorni fino al 28 dicembre, data poi slittata fino al 21 gennaio. Ora pare che Pluto e Proserpina la scultura in acciaio inox dorato su plinto in marmo bianco di Carrara di Jeff Koons che fa mostra di s sullArengario di Palazzo Vecchio, sia sul punto di restare in citt per sempre. Pare perch lartista americano che tra i pi quotati al mondo (di se stesso dice io vivo ad alta quotazione) si detto disponibile a donarla alla citt anche se ora si dovr capire come e per quale luogo spiega la vicesindaca Cristina Giachi che aggiunge: Sarebbe un onore avere in citt unopera di un artista della levatura di Koons, il punto capire quale potrebbe essere la corretta collocazione.
Quando arriv, insieme con Gazing Ball Barberini Faun (esposta alla Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio), coi suoi tre metri di giallo oro per due quintali di acciaio sparati tra le copie del David di Michelangelo e della Giuditta e Oloferne di Donatello fece anche discutere. Tra i fiorentini ce nerano tanti che storcevano il naso dicendo pi o meno cos: Icch centra questa qua in mezzo?. A maggior ragione visto che il suo ideatore aveva deciso che andava esposta con un surplus di piante di ciclamino sempre fresche. Dario Nardella, il sindaco che ha avocato a s la gestione della cultura, per tutta risposta asseriva: Larte che non genera curiosit morta. E questo palesemente in risposta alle polemiche che ne accompagnarono linstallazione. Non solo, fece di pi: in segno di riconoscimento don allartista le chiavi della citt dicendogli: Jeff ecco le chiavi della citt. Potrai venire, magari lasciarci una tua opera. Allora la risposta, almeno in pubblico, fu sibillina: Sono sempre aperto al dialogo. Ma a chi durante i suoi giorni di permanenza a Firenze gli chiedeva un parere e delle impressioni sulloperazione Arengario ripeteva: Esporre qui, per me un grande onore, trovarmi tra Donatello e Michelangelo unemozione grandissima.
Stabilito per che tutti gli attori principali (Comune e artista) sono a favore della donazione c un dettaglio da non trascurare che quello della sua destinazione finale. E non solo perch stata la stessa Giachi a precisarlo, ma anche perch la storia recente di questa citt non prospetta nulla di buono quando ci si trova davanti a situazioni analoghe. Quando nel 2013 lartista cinese Zhang Huan inaugurando il Forte Belvedere decise di donarci la sua statua di Confucio si dissero tutti contenti, si parl di una sua collocazione al Museo del Novecento ma poi non se n fatto nulla. La statua si trova ancora in deposito. Nel 2006 analoga sorte ebbero le due statue donate a Firenze dalla citt di Ningbo (rappresentavano un guerriero e un funzionario) che poi dopo un lungo tira e molla sono finite a Villa Vogel. Due anni dopo la Two Rivers di Greg Wyatt non ce lha fatta a restare a Firenze, malgrado le sia stata donata ora, con tutti gli onori del caso sta a Pisa.



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