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Cura antietà per Perin del Vaga
MARIA GRAZIA FILIPPI
Messaggero Cronaca di Roma 24-06-2005

Era l'anima di Castel Sant'Angelo. La parte più intima e riservata degli appartamenti privati di Papa Paolo III Farnese che per realizzarli e decorarli aveva voluto nella sua corte cinquecentesca Perin del Vaga, considerato all'epoca uno dei migliori. Rampe, logge, sale e camere magnificamente affrescate con le storie delle antiche favole, i miti. E fra tutti i miti, per la sua camera da letto, Paolo III aveva scelto quello di Amore e Psiche, dall'Asino d'Oro di Apuleio, passione allo stato puro, amore e morte. Dieci riquadri dipinti ad affresco, ma forse il restauro potrebbe svelare qualche sorpresa, che si snodavano per 2 3 metri lungo il perimetro di quella piccola ma splendida sala da anni è chiusa al pubblico, che né può ammirare i capolavori soltanto dalla soglia, senza superare il cancelletto d'entrata. Da metà luglio, grazie al sostegno della Compagnia Montepaschi Vita, l'affresco di Perin del Vaga tornerà al suo splendore con le cure dei restauratori che tenteranno di annullare i gravi segni di degrado che l'affliggono. Crepe, fratture, fessurazioni e i segni lasciati dall'acqua infiltrata dai muri dovranno essere cancellati dal lavoro della dottoressa Mariella De Bellis sotto la guida della dottoressa Fiora Bellini, responsabile del'progetto. «L'esito del restauro - ha spiegato il sovrintendente Claudio Strinati - che andrà a ricreare l'unità del percorso di visita oggi compromesso, mira a restituire a queste opere quello splendore e quella magnificenza che i contemporanei vi videro, consacrando la fama di Perin del Vaga». Una volta posizionati i ponteggi e dopo un attento esame dell'attuale situazione si procederà, da settembre in poi, a dare il via ai lavori. «Purtroppo il raffinato duetus pittorico in punta di pennello, i delicatissimi rapporti cromatici, il morbido chiaroscuro e l'intensità della descrizione dei personaggi oggi sfuggono anche all'occhio più attento - è stato il commento della responsabile dei lavori dottoressa Fiora Bellini - l'obiettivo è di tornare ad allestire la sala alla fine dei restauri e riaprirla al pubblico, ma speriamo che sia possibile osservare da vicino anche l'andamento degli interventi: per questo contiamo di riuscire ad organizzare delle visite guidate del cantiere, ovviamente a numero chiuso».
Gli interventi previsti riguardano la spolveratura e la rimozione degli strati superficiali seguiti dal consolidamento dell'intonaco e della pellicola pittorica. L'integrazione pittorica seguirà invece la stuccatura delle lacune e delle fessurazioni. «L'intonaco è risultato ad un primo controllo molto friabile - ha spiegato Mariella De Bellis - e oltre alle scialbature raschiate negli anni in maniera non omogenea, sulla parete verso l'esterno una vecchia infiltrazione d'acqua piovana ha lasciato segni visibili, tanto che in complesso la lettura dell'affresco è attualmente molto compromessa».



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