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Trieste, Sgarbi all'apertura di Historia attacca il governo: domina l'incultura
Messaggero Veneto, 23/06/2005

TRIESTE. «Nella promozione degli eventi culturali, il Governo Berlusconi è una chiavica». Lo ha detto nel pomeriggio a Trieste Vittorio Sgarbi, a margine della presentazione della mostra Historia: opere d'arte restaurate da Paolo Veneziano a Tiepolo, aperta al pubblico da domani fino al 6 gennaio 2006 al Civico museo Revoltella del capoluogo giuliano. «Ci si perde dentro tante mostre - ha spiegato Sgarbi -, ma questa è la più importante che si faccia in Italia da molto tempo, perché segnala una resurrezione: vi appaiono opere che nessuno vedeva più, che si ritenevano disperse, di cui si avevano soltanto fotografie in bianco e nero e che ora sono state restaurate. Questa – ha aggiunto Sgarbi – è una grande impresa, una grande opera dello Stato e del Governo, la quale, se gli amici triestini non fossero così riservati, si sarebbe dovuta presentare a tutta la stampa nazionale, anche per l'ipotetico conflitto fra identità italiana e slovena, che non ha ragione d'essere». Per Sgarbi «si tratta di un evento di carattere nazionale per molte ragioni, che attesta contemporaneamente l'identità istriana, italiana, veneta ed europea, e l'identità slovena vi rientra soltanto in quanto europea. Tutto questo - ha proseguito Sgarbi - poteva essere messo in evidenza come un trionfo dello Stato, ma purtroppo abbiamo un Governo di gente molto modesta e le sovrintendenze vivono con
pochi danari. Fortunatamente io ho fatto venire il ministro Euttiglione che, almeno lui, conferma che in questo momento la cultura italiana è qui a Trieste. Il ministero, Buttiglione a parte, che è una brava persona, non ha il senso della gerarchia degli eventi, non c'è nessuno che dica "questo è un evento su cui puntare". Purtroppo questa gente non capisce niente, l'incultura domina». Sgarbi, quindi, ha presenziato alla conferenza stampa sulla mostra, che - è stato spiegato - dopo più di 50 anni restituisce allo sguardo del pubblico 21 opere di maestri quali Veneziano, Vivarini, Algardi, Tiepolo, Vittore e Carpaccio, al termine di un restauro che ne ha recuperato il pieno valore
estetico e culturale. Alla loro valenza artistica s'intreccia quella storica: le opere, infatti, furono rimosse nel 1940 da chiese e musei dell'Istria per proteggerle dai rischi della guerra e, da allora, rimasero inaccessibili. La mostra è stata organizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali attraverso la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia. Essa è curata dalla Soprintendenza peri beni architettonici, il paesaggio e il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia, con il contributo dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Trieste.



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