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Via libera al 'Codice Urbani'. Condono pi difficile in Sicilia
Alberto Bonanno
la Repubblica, Palermo, 21/6/2005

Attuate le norme che limitano la sanatoria sulle zone sottoposte a vincolo

Gli abusi edilizi nelle aree con vincolo paesaggistico la stragrande maggioranza del territorio, in Sicilia non si potranno condonare. La Regione, con una circolare dell'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano pubblicata venerd, recepisce le norme nazionali sul condono ambientale e mette il punto a una vicenda che si trascina da pi di un anno, da quando cio il governo Berlusconi ha varato l'ultimo condono edilizio, il cui termine per presentare le istanze definitivamente scaduto lo scorso 31 gennaio. Ma si apre un nuovo problema: i Comuni avranno un ostacolo in pi per accogliere le istanze dell'ultima sanatoria, se gli abusi risulteranno compiuti in zone vincolate. Le norme nazionali infatti consentono la depenalizzazione solo di alcuni abusi lievi, ma escludono, per esempio, l'aggiunta di nuovi volumi. E cos a rischiare, secondo una prima stima dei tecnici della Regione, sono almeno la met delle istanze presentate. Ma dato che i tre quarti del territorio siciliano sono sottoposti a vincoli paesaggistici, c' da temere che le istanze che potranno essere rigettate dai Comuni siano molte di pi. Questo perch, nella norma originaria del condono Berlusconi, la possibilit di sanare gli abusi su edifici in aree sottoposte a vincolo paesaggistico era contemplata, previo parere delle soprintendenze per i Beni culturali e ambientali delle Regioni. Questa parte della norma, insieme ad altre, era stata impugnata dalla Corte costituzionale, che aveva stabilito l'esclusiva competenza delle Regioni a legiferare al riguardo. Ma nel frattempo, per, subentrata un'altra norma statale, il cosiddetto "Codice Urbani", che non interviene in tema di territorio, ma oltre a depenalizzare gli abusi minori, prevede il pagamento di sanzioni molto pi pesanti per i reati compiuti nelle aree vincolate. E cos, molte delle 60 mila istanze (il dato di inizio giugno) dell'ultima sanatoria per le quali gli abusivi hanno gi effettuato i versamenti, risulteranno inaccoglibili: il codice Urbani prevede il pagamento di sanzioni che la legge 326, quella della sanatoria, non contempla.
Di fronte alla selva di norme incrociate, alla Regione non dunque rimasto altro che fare una sintesi delle varie norme e pubblicare una circolare, datata 9 maggio, diffusa a soprintendenze, uffici della Regione e ai Comuni, nella quale si chiariscono quali tipi di abuso potranno essere sanati nelle aree vincolate. E cio i lavori, realizzati in assenza o difformit dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati, l'impiego di materiali in difformit dall'autorizzazione paesaggistica, e i lavori configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. In sintesi, nulla di pi di un intonacatura di colore incompatibile con le prescrizioni paesaggistiche, o l'uso per esempio dell'alluminio anodizzato laddove prescritto per gli infissi esclusivamente l'uso del legno. Per il resto, rester tutto come prima: reato penale e illecito amministrativo.
una norma aberrante, lo sappiamo spiega Antonino Lumia, capo di gabinetto dell'assessore Pagano fresco di nomina al vertice del dipartimento regionale dei Beni culturali ma non possiamo farci niente. Abbiamo chiesto pareri e deduzioni agli uffici legali, alle avvocature, e le indicazioni sono state precise. All'osservatorio sulla sanatoria dell'assessorato regionale al Territorio, dove sono tenute sotto controllo le 500 mila istanze delle sanatorie dell'85 e del '94, aspettano indicazioni pi precise. Cos come i Comuni: L'analisi delle singole pratiche non ancora iniziata spiegano dal servizio condono edilizio del Comune di Palermoma se le cose stanno cos, non appena si presenter la prima istanza di abuso in area vincolata saremo costretti a chiedere chiarimenti alla Regione. Stando al codice Urbani, il condono ambientale si pu applicare agli abusi compiuti fino al 30 settembre 2004, e dopo che gli abusivi abbiano versato una specifica sanzione pecuniaria (prevista dal codice stesso) maggiorata da un minimo di un terzo, al massimo della met, e una sanzione aggiuntiva determinata dall'autorit amministrativa che va da un minimo di 3 mila a un massimo di 50 mila euro. Somme che andranno ad aggiungersi a quelle gi versate dagli abusivi? Ancora nessuno lo sa. Ma negli uffici della Regione e dei Comuni hanno una certezza: i ricorsi arriveranno a valanga.



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