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Stranitalia. Un Paese di poche letture e con scarse biblioteche
Sari Gilbert
Il Sole 24 Ore, 20 giugno 2005

Negli Stati Uniti la library molto frequentata: a New York nel 2004 oltre 11 milioni di visitatori

Sul sito del New York Public Library (www. nypl.org) c' una rubrica intitolata "The People's Library", la biblioteca del popolo, dove la gente racconta come la biblioteca comunale abbia influenzato le loro vite. C' la testimonianza dello storico che ringrazia per i materiali disponibili, dell'ex analfabeta che, entrata per caso, ha avuto lo stimolo di imparare a leggere, dell'immigrato che l a potuto imparare l'inglese, del rifugiato dall'oppressione nazista che ha potuto studiare la cultura e la storia del paese adottivo, della mamma che ci portava le figlie irrequiete per distrarle, della donna che ci ha conosciuto il marito.
La mia storia pi semplice. I miei genitori, un avvocato e una maestra, amavano le letture ma non avevano tanti soldi da spendere per i libri n tanto spazio per tenerli. La soluzione era la biblioteca comunale del nostro quartiere di Manhattan, sulla 23 strada tra la Seconda e la Terza Avenue, pi o meno 15 minuti a piedi da casa (come i teorici di questa materia pensano sia la distanza giusta). Cos una volta alla settimana, o almeno ogni quindici giorni, mia madre ed io prendevamo il carrello della spesa e invece di andare al supermercato, ci dirigevamo alla "library". Qui io mi recavo al primo piano nel reparto per ragazzi e mia madre in quello adulti a pian terreno e sceglievamo sei libri ciascuno, il massimo che la biblioteca permetteva di prendere al prestito.
Era un rito che insieme agli Scouts, le colonie estive, il pattinaggio sul ghiaccio a Central Park e la parata del Thanksgiving Day ha segnato la mia infanzia. Raggiunta l'adolescenza la situazione era simile. A 12 anni ho avuto la tessera per il settore adulti e ho cominciato a esplorare la letteratura. Poi, con l'inizio dell'interesse per le belle arti cominciato, doposcuola, la mia frequentazione della Donnell branch sulla 53a strada dove si poteva ascoltare dei dischi e guardare i libri d'arte. E per le ricerche c'era la biblioteca centrale sulla Quinta Strada con i suoi due leoni di pietra o quella, di fronte, dove sono ammassati giornali e periodici.
So perfettamente che le biblioteche comunali esistono anche in Italia; attualmente sono 25 a Milano, 26 a Torino, circa 15 a Napoli, e 35 a Roma. Ma fatto sta fatto sta che in tanti anni in Italia non ho mai incontrato nessuno che frequentava una biblioteca comunale, ossia di quartiere. Prima del 1975, a Roma, la public library nel senso anglosassone del termine non esisteva per niente. Da qualche anno il Comune sta facendo uno sforzo notevole, soprattutto in periferia, per dare alla citt una rete di biblioteche comunali degna di una metropoli con oltre 2.8 milioni di abitanti. E non mi pare che, tranne l'eccezione della Lombardia e forse il Piemonte, dove la biblioteca comunale come concetto ha avuto un maggiore radicamento che nel resto dell'Italia, la "Library" abbia mai avuto, almeno fino a ora, la stessa importanza che altrove. Secondo uno studio del 2003 l'll% delle biblioteche comunali italiane (allora 5.292) erano chiuse, il 48% aveva non pi di 100 visitatori al mese, circa quattro al giorno.
Certo, la Public Library della citt di New York un caso a s. I suoi 85 branches, aperti mediamente cinque o sei giorni la settimana, servono i tre boroughs di Manhattan, Bronx e Staten Island (il Brooklyn e il Queens hanno reti proprie per un totale di altri 120 biblioteche). Nel 2004 hanno avuto 11.7 milioni di visitatori. I tesserati erano due milioni. Il patrimonio era di quasi sei milioni di items, e i prestiti la circulation sono stati 14.6 milioni. Ma anche nelle citt americane pi piccole la biblioteca comunale vista come un servizio essenziale. Nella piccola Stonington, Connecticut (pop. 16.000) la biblioteca comunale (finanziata solo a met dallo stato, il resto viene da contributi privati, donazioni e lasciti) un centro culturale importantissimo. La crculation annuale di 55.000 items. I tesserati sono 5000 e il patrimonio di 35.000 items, il che non comprende le altre migliaia disponibili, con un'attesa di pochi giorni da una delle altre 200 biblioteche dello Stato.
Con l'eccezione di Londra, dove la biblioteca pubblica ha delle radici profondissime e di alcuni posti come Stoccolma (42 succursali con 2.4 milioni di items pi altri 60 piccole biblioteche in ospedali e case di cura, 90 punti di prestito in luoghi di lavoro e prigioni) sono poche le citt europee che possano tener testa in questo campo con gli americani. Uno studio pubblicato qualche anno fa in Francia ammetteva che non c'era confronto. Secondo il documento, nel solo borough di Queens le biblioteche pubbliche offrivano 3,8 libri per abitanti contro lo 0,31 delle biblioteche parigine. Ma per l'Italia sarebbe forse l'ora di darsi da fare. Le statistiche, e le leggende metropolitane, dicono che gli italiani leggono poco. Ma forse leggerebbero di pi se potessero prendere i libri in prestito (gratuitamente, si intende). Sono poche le persone che possano permettersi di comprare sempre i libri o che abbiano lo spazio a casa per tenerli. E parliamoci chiaro. Sono anche pochi i libri che torneremo a leggere per una seconda o terza volta. In altre parole la voglia di possedere un volume non deve prendere il sopravvento sulla sua lettura.
s.gilbert@ilsole24ore.com



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