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VENEZIA - Brugnaro: "Metto Klimt all'asta per risanare il debito". Bufera sul sindaco di Venezia
FRANCESCO FURLAN
10 ottobre 2015 LA REPUBBLICA



L'idea del primo cittadino: "Capolavori in vendita. La soluzione potrebbe diventare un modello per le altre citt". Il ministro Franceschini: "Spero che stia solo scherzando"



VENEZIA - Il bilancio fa acqua, il patto di stabilit del 2015 sar sforato per almeno 60 milioni di euro e per saldare i debiti e sanare i conti del Comune il sindaco di Venezia, l'imprenditore Luigi Brugnaro, ha avuto un'idea: vendere i quadri di propriet della citt. Un esempio? La Giuditta II di Klimt, uno dei pezzi pi pregiati della galleria d'arte moderna di C Pesaro. Il quadro corrisponde ai criteri individuati per la vendita. "Al momento", si premurato ieri di precisare il sindaco dopo che in citt si aperto il dibattito, "non stata decisa alcuna cessione di opere d'arte di pregio. Sar necessario procedere ad una verifica attenta e puntuale del patrimonio a disposizione, ma al momento non esiste alcun elenco".

Tuttavia il sindaco ammette "la volont di fare un approfondimento in questo senso", perch "in mancanza di altre risorse, la necessaria salvaguardia della citt potrebbe anche dover passare attraverso la rinuncia ad alcune opere d'arte". Chi decider quali opere d'arte vendere e quali no? Quelle cedibili, per il sindaco, dovranno essere "non legate, n per soggetto n per autore, alla storia della citt". Ecco perch si pu discutere della vendita della Giuditta II di Klimt - come anticipato ieri dal Sole 24Ore - o di qualche altra opera, come il Rabbino di Vitebsk di Chagall, ma non dei quadri del Canaletto e della scuola dei vedutisti veneziani, o di Tiziano.

Il sindaco di Venezia convinto che, con le casse delle amministrazioni comunali sempre pi vuote, altre citt d'arte potrebbero seguire il suo esempio. In un rapporto consegnato nei giorni scorsi da Brugnaro ai parlamentari veneziani si parla di "valorizzazione del patrimonio mobiliare attraverso la vendita e monetizzazione di opere d'arte di natura pittorica che non pregiudicano l'integrit delle collezioni esistenti". Con la vendita di una parte delle opere d'arte dei Musei civici veneziani il Comune potrebbe incassare circa 400 milioni di euro. Da solo, il quadro di Klimt potrebbe valerne tra i 70 e i 90. Nel dossier per Venezia che Brugnaro dovr presentare al governo si ipotizzano anche altri provvedimenti, come l'introduzione di un ticket d'ingresso per i turisti che accedono all'area Marciana.

A Venezia, con formule diverse, se ne discute da anni senza che una soluzione sia ancora stata trovata. Ma a far discutere soprattutto la volont di vendere parte del patrimonio artistico della citt. "Preferisco vendere un quadro che non ha a che fare con la storia della citt piuttosto che attendere che Venezia venga gi", ha ribadito anche ieri ai suoi collaboratori quando la polemica montata. Cessioni che per, stando al Codice dei beni culturali, sono possibili sono in casi limitati, previa autorizzazione del ministero dei Beni culturali. "Penso sia solo una battuta o pi comprensibilmente una mezza minaccia per chiedere pi risorse al governo in vista della stabilit", la replica del ministro Dario Franceschini, secondo cui "le norme del Codice beni culturali per evitare lo smembramento delle collezioni pubbliche e garantire la pubblica fruizione delle singole opere, chiudono il dibattito. Un dibattito che, visto dall'estero, fa altro male alla credibilit italiana".

Anche l'opposizione si fa sentire, con il consigliere comunale Nicola Pellicani che chiede a Brugnaro di smentire la vendita di quadri che "fanno parte di collezioni

storiche che rappresentano un patrimonio della citt costruito da generazioni di veneziani". Oggi Brugnaro festegger i cento giorni dall'insediamento con un incontro a Mestre, in cui spiegher i suoi progetti per la citt. Compresa la vendita dei quadri.



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