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Appello sulle annunciate modifiche al Codice dei Beni Culturali in materia di esportazione

Riceviamo e pubblichiamo:

Il 13 giugno è stato pubblicato sul Sole 24 Ore un articolo che annuncia imminenti modifiche al Codice dei Beni Culturali (Arte, entro luglio il decreto Cultura eliminerà i lacci alla libera circolazione, a firma Ma. Pi.), che si configura come l'ennesimo colpo inflitto al sistema italiano della tutela .
Le modifiche, nei termini in cui sono descritte, possono essere riassunte così:
• solo i beni aventi oltre cento anni di età (e non cinquanta come nella normativa attuale) andranno sottoposti alla richiesta di attestato di libera circolazione
• estensione di tale soglia cronologica anche per il procedimento di dichiarazione di interesse (meglio noto come notifica)
• introduzione di soglie di valore per le diverse classi di oggetti, al di sotto delle quali non sarà possibile negare l'attestato di libera circolazione.

Tali modifiche, nei termini in cui sono enunciate nell’articolo, destano allarme .
L’innalzamento del limite di età a cento anni comporterebbe di fatto l’automatica possibilità di uscita dal territorio nazionale di opere rappresentative della storia dell’arte italiana di quasi tutto il Novecento.
Inoltre uno sbarramento quantificato sulla soglia di valore commerciale introduce un criterio di difficilissima valutazione oggettiva, arbitrario, legato alle oscillazioni del mercato e non all'effettivo peso culturale e storico, che è l'elemento cruciale per la tutela.

In tal modo si abdica a qualsiasi possibilità di vaglio su opere del passato recente, anche se ormai storicizzato e, insieme, si consente l’indiscriminata uscita di oggetti magari non eccezionali in termini di valore commerciale ma insostituibili dal punto di vista storico .

Insomma, una duplice sconfitta e nessun vantaggio per la collettività , giustificate dalla necessità di allentare i lacci degli uffici esportazione. Lacci che però ,tradotti in numeri , si concretizzano, per guardare al 2014 su scala nazionale , in una percentuale di dinieghi che è pari allo 0,6% del totale degli oggetti presentati.

Piuttosto, sarebbe necessario lavorare di concerto per snellire e velocizzare davvero le procedure, per rendere più omogenee le decisioni dei diversi Uffici Esportazione ed attuare parallelamente una efficace politica di sgravi fiscali e di sostegno al collezionismo.

Si chiede perciò al Consiglio dei Ministri e al Capo del Governo di aprire una discussione che coinvolga pariteticamente tutti i portatori di interesse, e di avere il coraggio di un progetto culturale di ampio respiro senza accelerare inconsultamente su decisioni che possono in un futuro anche molto prossimo risultare rovinose.

Emanuela Daffra
Matteo Ceriana
Cristina Quattrini
Tomaso Montanari
Angelo Tartuferi
Cecilia Frosinini
Maria Vittoria Marini Clarelli
Angela Acordon
Francesco Caglioti
Antonio Natali
Daniele Benati
Francesca De Luca
Roberta Battaglia
Alessandra Guerrini

è possibile firmare al seguente link:

https://www.change.org/p/consiglio-dei-ministri-e-capo-del-governo-appello-contro-le-annunciate-modifiche-al-codice-dei-beni-culturali-in-materia-di-esportazione


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