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Venezia, la città dell'arte
red
Unità 11/6/2005

Un po’ laboratorio sperimentale delle nuove tendenze, un po’ luna park del contemporaneo, la Biennale delle arti visive, giunta alla 51ma edizione, ha trasformato ancora una volta Venezia in un grande museo a cielo aperto, una città dell'arte globale. Domenica 12 giugno, dopo i tre giorni della vernice, l'apertura al pubblico.

Le mostre, grazie al moltiplicarsi dei padiglioni nazionali e all’attività dei privati (dalla Fondazione Prada alla Fondazione Bevilacqua La Masa), sono disseminate in tutta la città. E ovunque, lungo il Canal Grande, si vedono abiti fruscianti e fiaccole accese per le tante feste organizzate in queste nottate veneziane.

I due poli di attrazione sono I Giardini della Biennale e l’Arsenale. Qui si tengono le esposizioni principali, per la prima volta in cento anni distinte l'una dall'altra e affidate a due donne, entrambe spagnole: Maria de Corral ha curato L’esperienza dell’arte nell’ex Padiglione Italia dei Giardini, mentre Rosa Martinez ha allestito [i]Sempre un po’ più lontano (titolo ispirato al Corto Maltese di Hugo Pratt) negli ex cantieri dell’Arsenale. Due mostre complementari, che esplorano i diversi percorsi dell'arte di oggi senza fissare un'interpretazione univoca.

Ai Giardini della Biennale si concentra anche il maggior numero di partecipazioni nazionali, le mostre curate dai singoli Paesi. Il parco ospita infatti i padiglioni costruiti negli anni dalle diverse nazioni (dagli Usa al Venezuela, dalla Francia all’Islanda) e spesso progettati da grandi architetti del ‘900.

Kimono colorati e grigi funzionari di Pechino, norvegesi in shorts e promotori culturali venezuelani. Passeggiando fra gli alberi dei giardini si incontra un po' di tutto. Tante lingue, pochissimo italiano. L'arte tricolore, d'altronde, è confinata in un angolo dei giardini nel cosiddetto padiglione Venezia, accanto agli attivissimi serbo - montenegrini. Uno spazio modesto nel quale i curatori hanno scelto di presentare l'opera dei finalisti del concorso Premio della Giovane Arte Italiana.

Poco interesse? Pochi fondi da parte del ministero dei Beni Culturali? Buttiglione, anziché criticare sé stesso e il suo predecessore, se l'è presa con le due curatrici spagnole, colpevoli di aver scelto pochi artisti italani nelle due esposizioni principali. Intanto, per placare le immancabili polemiche è stata garantita la realizzazione, entro il 2006, di un nuovo, grande, Padiglione Italia. Si troverà in fondo all’Arsenale, proprio accanto al neonato e ambizioso Padiglione cinese, divenuto subito una delle principali attrazioni di questa edizione 2005 della Biennale.



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