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Regione Liguria- la Sanità vara la manovra "salva-sanità" e vende i gioielli
GIUSEPPE FILETTO
LA REPUBBLICA GENOVA CRONACA MARTEDÌ 24 MAGGIO 2005

Varata la manovra per ripianare il buco di 150 milioni di euro. Parte importante avrà la contrazione della spesa farmaceutica


UNA "manovra finanziaria" spalmata a tutto campo: dalla vendita del patrimonio immobiliare all'aumento dell'Irpef e dell'Irap; dal bollo auto alla benzina, per finire alla contrazione della spesa farmaceutica. Su tutto, la parola d'ordine è "trovare l'accordo": si punta su soluzioni e decisioni concordate con le parti sociali. Con i sindacati e le associazioni di categoria. L'obiettivo, inderogabile, è ripianare il buco di 150 milioni di euro risucchiati dalla voragine della sanità pubblica. Claudio Burlando ieri mattina ha fatto i conti con gli assessori Pittaluga (al Bilancio) e Montaldo (alla Sanità). Cinquanta milioni di euro potrebbero arrivare dalla vendita dell'ex manicomio di Cogoleto e dell'ex ospedale San Giorgio di Aibaro. Più articolato il capitolo sull'Irpef.


SOLDO più, soldo meno, da qualche parte dovranno arrivare quei 150 milioni di euro, risucchiati dalla voragine della sanità pubblica regionale nel 2004. Tant'è che la "manovra finanziaria" ieri, nell'ufficio di Claudio Burlando, è stata spalmata a tutto campo: dalla vendita del patrimonio immobiliare all'aumento dell'Irpef e dell'Irap; dal bollo auto all'accise sulla benzina, per finire alla contrazione della spesa farmaceutica. Su tutto, però, la parola d'ordine è "trovare l'accordo", non arrivare da soli a sostenere obiettivi che potrebbero diventare bombe ad orologeria: si punta su soluzioni e decisioni comunque e quantunque concordate con le parti sociali. Coni sindacati e le associazioni di categoria.
Il nuovo presidente della Regione in mattinata ha radunato gli assessori Giovanni Battista Pittaluga (al Bilancio) e Claudio Montaldo (alla Sanità), in un incontro che doveva essere solo a tre, ma poi allargato ai direttori generali, rispettivamente Giuseppe Profiti e Domenico Crupi.
I conti sono pronti: cinquanta milioni di euro potrebbero arrivare dall'alienazione di alcune strutture sanitarie in disuso, in prim'ordine l'ex manicomio di Cogoleto e in seconda battuta l'ex ospedale San Giorgio di Albaro, che fino a qualche anno fa ospitava ambulatori della Asl Tre.
Più articolato il capitolo sull'Irpef: se i conti fatti dai tecnici di Pittaluga fossero calcolati sull'incremento di aliquota tirato al massimo per tutti i liguri (ovvero dello 0,5%, passando dall'attuale 0,9 all'1,4) le casse della Regione avrebbero un ritorno di circa 100 milioni di euro. «Manon vogliamo questo tipo di intervento — dicono gli assessori competenti — piuttosto, un'applicazione delle aliquote rapportata alle fasce di reddito». In ogni caso, dall'Irpef potrebbero arrivare dai 40 ai 60 milioni di euro, mentre un'altra decina sarebbe calcolata dall'Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive). Anche su questo versante la nuova giunta di centrosinistra non vuole un'attuazione a pioggia, quanto invece mirata su alcuni settori: banche, assicurazioni ed attività finanziarie.
In media, però, ad ogni cittadino ligure la manovra costerebbe 93 euro l'anno. Con qualche variante: se le aliquote Irpef fossero calcolate in base alle fasce di reddito, sarebbe un po' meno pesante per i meno abbienti. Comunque, dovranno essere recuperati quei 150 milioni di euro che la Regione è obbligata a ripianare, pena un taglio trai 180 ei 200 milioni dei fondi nazionali del riparto sanitario, una catastrofe per le Asl e gli ospedali liguri. Se, nonostante tutti questi interventi finanziari, non si dovesse arrivare alla copertura del deficit, Claudio Burlando ha pronta l'altra carta: la contrazione della spesa farmaceutica. Questa volta, però, non si pensa alla reintroduzione del ticket, quanto alla distribuzione dei medicinali alle farmacie attraverso l'acquisto fatto direttamente dalle strutture sanitarie. Stando a quanto spiegano gli amministratori delle Asl e degli ospedali, questi acquistano dalle industrie farmaceutiche anche con ribassi del 50%. Lo sconto permetterebbe un ritorno del 12%, una boccata di ossigeno per le casse di bilanci della sanità pubblica.
La manovra, seppure certa dal punto di vista degli interventi da mettere in atto, è da discutere. Meglio dire, da concordare. Prima con la maggioranza di centro sinistra e con l'intero Consiglio Regionale. Dopo, nella parte riguardante i "correttivi" di carattere socio-economico, Burlando e la sua giunta rispolverano un vocabolo da anni andato in disuso: la concertazione, arrivare ad una decisione concordata con sindacati ed associazioni di categoria. I tempi, però, sono strettissimi: entro venerdì mattina la giunta dovrà approvare il piano di recupero del deficit da inviare al Ministero dell'Economia. Ameno che, giovedì il governo conceda 30 giorni di proroga, chiesti dai presidenti delle Regioni italiane.



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