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SARDEGNA : L'Italia che vorremmo
Autore: Soru, Renato
www.eddyburg.it, Data di pubblicazione: 06/06/2005


Data di pubblicazione: 06.06.2005


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Ho intitolato cos queste parole del presidente della Regione autonoma della Sardegna, pronunciate in occasione dell'insediamento del Comitato scientifico per il Piano paesaggistico regionale (TRASCRIZIONE a cura di E. Salzano)

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in corso la redazione del Piano paesaggistico regionale (PPR) della Sardegna. Al piano affidato, tra laltro, la definizione di una disciplina delle aree costiere, tutelate provvisoriamente con una legge di salvaguardia che impedisce le trasformazioni per una fascia di 2mila metri di profondit.

Tra le strutture che collaborano alla redazione del piano stato costituito un Comitato scientifico. Ecco (dai miei frettolosi appunti) alcune delle parole che il Presidente della Regione autonoma ha pronunciato nellintrodurre i lavori del Comitato. il 27 aprile 2005.

Abbiamo deciso di redigere il piano allinterno delle nostre strutture, utilizzando tutte le risorse umane e organizzative di cui la Regione dispone, anzich affidarci a studi professionali esterni. Abbiamo costituito il comitato scientifico, con tutte le competenze che ci sono apparse necessarie (e che siamo pronti a integrare, se lo si riterr opportuno), sia per avere il supporto scientifico necessario, sia perch ci aiuti a crescere.

Che cosa vorremmo ottenere con il PPR? Innanzitutto vorremmo difendere la natura, il territorio e le sue risorse, la Sardegna; la valorizzazione non ci interessa affatto. Vorremmo partire dalle coste, perch sono le pi a rischio. Vorremmo che le coste della Sardegna esistessero ancora fra 100 anni. Vorremmo che ci fossero pezzi del territorio vergine che ci sopravvivano. Vorremmo che fosse mantenuta la diversit, perch un valore. Vorremmo che tutto quello che proprio della nostra Isola, tutto quello che costituisce la sua identit sia conservato. Non siamo interessati a standard europei. Siamo interessati invece alla conservazione di tutti i segni, anche quelli deboli, che testimoniano la nostra storia e la nostra natura: i muretti a secco, i terrazzamenti, gli alberi, i percorsi - tutto quello che rappresenta il nostro paesaggio. Cos come siamo interessati a esaltare la flora e la fauna della nostra Isola. Siamo interessati a un turismo che sappia utilizzare un paesaggio di questo tipo: non siamo interessati al turismo come elemento del mercato mondiale.

Perch vogliamo questo? Intanto perch pensiamo che va fatto, ma anche perch pensiamo che sia giusto dal punto di vista economico. La Sardegna non vuole competere con quel turismo che uguale in ogni parte del mondo (in Indonesia come nelle Maldive, nei Carabi come nelle Isole del Pacifico), ma vede la sua particolare specifica natura come una risorsa unica al mondo perch diversa da tutte la altre.

Dopo gli interventi dei membri della Giunta regionale e di quelli del Comitato scientifico Renato Soru intervenuto di nuovo a proposito del documento Linee guida per il Piano paesaggistico regionale invitando i membri del comitato a esprimere pareri ed emendamenti e affermando tra laltro:

Bisogna che siano chiari i principi che sono alla base delle Linee guida. Il primo principio : non tocchiamo nulla di ci che venuto bene. Poi ripuliamo e correggiamo quello che non va bene. Rendiamoci conto degli effetti degli interventi sbagliati: abbiamo costruito nuovi villaggi e abbiamo svuotato i paesi che cerano: abbiamo costruito villaggi fantasmi, e abbiamo resi fantasmi i villaggi vivi. Dobbiamo sapere che facciamo un investimento per il futuro. Dovremo calcolare gli effetti economici della conservazione e della ripulitura. Oggi si costruisce importando da fuori componenti ed elementi, il moltiplicatore dellattivit edilizia si drasticamente abbassato. Lo aumenteremo di nuovo se sapremo riutilizzare le tecniche tradizionali, i materiali tradizionali, i saperi tradizionali per conservare e ripulire. Dobbiamo essere capaci di far comprendere che tipo di Sardegna abbiamo in mente.

Si veda anche: Il Presidente Soru parla ai sindaci della costa





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