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MODENA - La Galleria Civica al SantAgostino
di Davide Berti
23 maggio 2015 GAZZETTA DI MODENA



Andrea Landi: Gli assi portanti del progetto non possono cambiare ma unintegrazione con la Fotografia possibile


Il tema nomine sta scaldando la politica modenese proprio in riferimento alla nuova Fondazione. Il sindaco Muzzarelli ha detto che si deve cambiare: d'accordo?

Quando si vuole cambiare metodo, si dovrebbe dare una valutazione sui risultati del metodo precedente e quindi, nello specifico, sull'impostazione dei rapporti tra Comune Fondazione. Su questo penso che si possa dire, valutando l'attivit degli ultimi dieci anni, che i risultati siano buoni. La Fondazione ha vissuto cambiamenti importanti, anche nel modo di gestire il patrimonio, nelle scelte su progetti che hanno riqualificato la citt. E' un metodo che non va abbandonato.

Allora quella di Muzzarelli una forzatura?

Le Fondazioni sono un soggetto strano con una storia recente. La Legge dice si tratta di enti no profit, privati, dotati di piena autonomia statutaria, gestionale e programmatica. La programmazione, annuale e triennale, sempre stata condivisa con la citt. Avere negli organi componenti degli enti locali, del mondo imprenditoriale, dell'universit, del volontariato, della curia, della societ civile il valore aggiunto della Fondazione: la diversit delle componenti serve a garantire un confronto. Per questo mi auguro che questi criteri vengano mantenuti. Se dovessi dare un consiglio al sindaco sulle prossime nomine gli direi di tenere presente tre criteri: preparazione in diversi campi, autonomia di giudizio e moralit.

Si sentito chiamato in causa essendo lei stato indicato dal Comune?

Non leggo questo nuovo metodo come una critica rispetto al passato. Quello che il sindaco sottolinea, il patto con la citt, era un tema emerso anche con l'inizio del mio mandato: programma applicato alle fondazioni dove le varie istituzioni avrebbero dato il quadro di riferimento. Averne uno va sempre bene, ma mi sembra che un consiglio di indirizzo cos composto sia in grado di acquisirlo e di elaborarlo come programma. I programmi non devono essere precostituiti, ma nascere dal confronto. Stiamo attenti a creare rapporti troppo stretti, pensiamo all'esperienza senese: bisogna avere distanza di braccio tra le istituzioni per garantirne l'autonomia e la sopravvivenza. Non vedo nel sindaco questa prevaricazione, ma dal punto di vista del metodo il ragionamento necessario.

Nessuna frattura col sindaco, quindi?

Frattura lo dite voi.

Nessuna ingerenza della politica?

Un sindaco non dovrebbe occuparsi di banche. Il sindaco Muzzarelli non l'ha fatto. E con lui non ho parlato di nomine.

I problemi erano solo interni alla Fondazione?

Sulle nomine di Unicredit c' stato un confronto aspro. Ma va precisato che, trattandosi di una nomina da condividere con la Fondazione di Bologna, il mio obiettivo era confermare una persona che godesse della massima stima della banca, vedendo in lui una risorsa per il nostro territorio e per Bologna. Calandra, dal mio punto di vista, non mai stato in discussione e non lo stato per la banca che comunque lo ha nominato vicepresidente. Sul rapporto con Bologna le visioni all'interno del consiglio di amministrazione non erano coincidenti e mi auguro che si vada verso un rapporto pi soddisfacente nel futuro, ricostruendo anche con Bologna perch c' una storia che non pu essere azzerata. La conflittualit al nostro interno non ha fatto bene a nessuno.

Sono in scadenza le nomine per Carimonte: si riproporr uno scontro di questo tipo?

Siamo ancora in fase di discussione e valutazione. E' l'unica domanda a cui oggi non rispondo per rispetto degli organi della Fondazione.

Si sentito sfiduciato nei fatti o considera quello che accaduto uno scontro a s stante?

Su questo tema essere in minoranza in consiglio di amministrazione non un fatto ordinario, ma lascia il segno. Io per ho un punto di riferimento, il presidente viene eletto dal consiglio di indirizzo e fino a quando ho la loro fiducia di questo organo mi sento nel pieno delle mie funzioni.

E' vero che stava per dimettersi?

No, magari mi sar espresso in modo sconsolato ma non ho mai pensato di dimettermi. Almeno fino ad oggi. C' amarezza, questo s.

Rifarebbe tutte le scelte di queste ultime settimane?

Certo. Mi sento molto a posto con la mia coscienza. Ci sono momenti in cui la mediazione non riuscita. Momenti di tensione ce ne sono stati anche in passato, e guarda caso sempre quando si parlava di banche. Questo fa pensare. In prospettiva, dovrebbe far ragionare e capire che forse, per le fondazioni finita l'epoca della partecipazione importante dentro le banche perch il rapporto tra le due, con la politica di mezzo, complicato.

No alla partecipazione bancaria spinta, s alla partecipazione della citt sui progetti. Ma sul progetto Sant'Agostino le dicono che non c' stata sufficiente condivisione.

Istituzionalmente sono il sopravvissuto di questo progetto: ho incontrato cinque ministri, ho avuto un rapporto stretto col sindaco Pighi nella condivisione del progetto nato dall'acquisizione di tutto il complesso che ha permesso di poter realizzare l'ospedale di Baggiovara. C' stato un lavoro sistematico che ha coinvolto Comune, Ministero, Soprintendenza. Non stato un progetto superficiale. Sono consapevole del fatto che il progetto sia partito dall'alto e non da associazioni o gruppi di interesse. Qui c' stata la responsabilit di amministratori che hanno pensato a trasformare la citt assumendosi responsabilit.

Il ricorso di Italia Nostra e l'esposto del Movimento Cinquestelle come li giudica?

Quando c' un'azione giudiziaria relativa a presunte illegalit chiaro che chi ne ha responsabilit deve fermarsi, riesaminare le procedure e fare in modo che questo progetto sia inattaccabile. Certo, se la sospensione del giudizio fosse prevista per il 2018 avremmo valutato azioni diverse, anche se nuove azioni possono essere percorse.

Aveva parlato di partire a maggio col primo cantiere. Entro ottobre si muover qualcosa?

Ci sono ancora opzioni aperte sulle quali stiamo ragionando con altre istituzioni, ma prima ancora lo dovremo fare nei nostri organi di indirizzo e amministrazione. I programmi potranno cambiare ma la valutazione ancora in corso sia col Ministero che col Comune. Da parte mia, se ci fosse la possibilit di iniziare i lavori, penso ci sia la voglia e la disponibilit, anche solo per la ricaduta che pu avere il cantiere sul mondo del lavoro.

Qualche problema lo ha avuto anche una delle aziende che ha vinto l'appalto. Ci saranno ricadute?

Non lo vedo come un problema, il gruppo di lavoro che ha vinto si organizzer di conseguenza.

L'assessore Cavazza ha auspicato che la destinazione degli spazi si possa rivedere nell'ambito di un nuovo confronto. E' d'accordo?

Questo progetto ha degli assi portanti che non possono essere modificati. Su questo dobbiamo essere molto chiari, dobbiamo esserlo noi, il Comune, il Ministero. Se smontiamo un pezzo di questo polo, smontiamo il progetto. La cosa si potr fare nei nuovi consigli, la Fondazione potr rivalutare altri progetti. Qui parliamo di Gae Aulenti, un progetto di grande potenzialit per Modena. Se poi vogliamo ragionare di possibili integrazioni facciamolo con criterio. Il tema della Delfini e della Galleria Civica, ad esempio, contiene considerazioni interessanti.

Altri due trasferimenti nel nuovo Sant'Agostino?

La Delfini oggi avrebbe bisogno di spazi maggiori, anche se sempre bene ricordare chi pag quella riqualificazione, cio la Fondazione. Se c' una idea di integrare il progetto in modo da non modificarne l'ossatura possiamo ragionare anche sulla Galleria Civica, magari per una integrazione progressiva di Galleria Civica e Fondazione Fotografia. Mi sembra un ragionamento compatibile, basato sulla condivisione di progetti, che per non possono essere la somma di tante piccole istanze. Parliamone, abbiamo tempo per farlo.

Italia Nostra diventato il vostro principale avversario.

Non pu esserci solo una visione di tutela, non pu esserci solo un modo di intendere il restauro. Se questa associazione fa riferimento alla partecipazione dei cittadini, non pu essere che questa partecipazione sia solo alle condizioni di Italia Nostra. Il ricorso al Tar la via giudiziaria al restauro e non questo il modo di programmare interventi in citt. Nei fatti, ma loro certamente non hanno questa intenzione, sono intimidazioni a non procedere. Il Ministero ha approvato
tutto, il Comune ha dato tutti i permessi e Italia Nostra dice no: una anomalia tutta modenese. In altre citt i problemi li hanno con la Sovrintendenza, mentre da parte nostra abbiamo sempre condiviso con loro ogni passo. E cos faremo.



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