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Fuenti. Via libera al parco enogastronomico
Eduardo Cagnazzi
ItaliaOggi 3/3/2005

Al posto dell'ecomostro Fuenti, a strapiombo sul mare di Salerno, a Vietri sul Mare, la proprietà, che fa capo alla famiglia Mazzitelli, realizzerà un parco con percorsi enogastronomici cui si accederà anche con le barche attraccando ai due moli attrezzati. Sulla spiaggia sorgerà anche un centro benessere. Ma non è tutto. Più all'interno, nell'area dell'ex Fuenti, verrà realizzata una strada che collegherà l'area verde con un albergo cinque stelle superior di 40 camere, ricavato dalla ristrutturazione del vecchio Hotel Cetara, in località Cetara, a Vietri sul Mare, dismesso da decenni, sempre di proprietà di Mazzitelli. L'investimento complessivo sarà di circa 10 milioni.
Il comune di Vietri, dopo il parere favorevole di compatibilità ambientale (Via) da parte della regione Campania, ha rilasciato l'autorizzazione a realizzare le opere necessarie alla cantierizzazione, alla pulizia e alla messa in sicurezza della costa. I costi dell'intervento di riqualificazione paesaggistica ammontano a 2.263.000 euro.
Vigneti, un'enoteca, uno stabilimento balneare con area riservata al benessere, due moli in legno per l'attracco di imbarcazioni da diporto, un ristorante e un parcheggio. E, soprattutto, la riduzione del 10% delle cubature e l'utilizzo di tecniche d'ingegneria naturalistica. E questo il progetto di rinascita dell'Amalfitana hotel, meglio noto come Fuenti. Il nuovo parco rinasce grazie a un progetto di recupero paesaggistico dell'area del vecchio albergo dopo l'abbattimento nel giugno del 1999 della struttura, a seguito di una vicenda giudiziaria durata circa 40 anni.
L'intero progetto di recupero dell'area, comprendente anche la realizzazione di una struttura ricettiva, proposto e realizzato dalla Turismo internazionale, società che fa capo alla famiglia imprenditoriale barese Mazzitelli, proprietaria del vecchio Fuenti (e a capo di un gruppo che fattura 35 milioni di euro, con interessi diversificati nel ramo delle costruzioni e della distribuzione del gas metano), si aggira sui 10 milioni di euro. «Tutti gli ostacoli amministrativi sono superati, l'ecomostro è ormai alle spalle», ha affermato Maria Teresa Mazzitelli, proprietaria dell'area del Fuenti. «Diamo il via a un progetto che ha una sorta di bollino verde che ne certifica la qualità. Spero che la regione continui a sostenerci, come ha fatto finora, soprattutto per la ricaduta sull'occupazione e sulle attività turistiche». Oltre a un ristorante, spiaggia e banchine per l'approdo di natanti, il nuovo parco del Fuenti prevede un giardino mediterraneo con itinerarii eno-agro-museali, attività didattiche tra le vigne, due ascensori e scale di collegamento con l'area sovrastante. L'aspetto più originale dell'iniziativa riguarda l'area di sedime dell'ex Fuenti dove sarà realizzato un terrazzamento del terreno su tre livelli da destinare alla coltivazione di vigneti autoctoni. Autori del progetto sono lo studio d'ingegneria Massimo Adinolfi, il docente di diritto processuale amministrativo Sergio Perongini, il direttore nazionale del Movimento turismo del vino, Vittoria Cisonno, l'amministratore unico del gruppo Alberto de Flammineis, il presidente di Euroconsulting financing&engineering, Alessandro Molinari, e Guido Ferrari, ordinario di architettura del paesaggio. L'idea, secondo i progettisti, è di «creare uno spazio sulla costa nel quale cultura, folclore, turismo e promozione delle risorse tipiche locali dovranno interagire dando vita a una proposta globale destinata a un pubblico di nicchia; uno spazio in cui il territorio si esprime attraverso la bellezza del paesaggio, le risorse agroalimentari e museali open-air».
Il recupero dell'area arriva dopo quasi 40 anni. La vicenda è cominciata il 5 agosto 1968, quando il comune di Vietri sul Mare concesse la licenza edilizia, la soprintendenza della Campania dà il nullaosta paesaggistico. L'edificio viene terminato nel 1971 e allora soprintendenza e comune revocarono il nullaosta. Provvedimenti furono confermati dal Consiglio di stato nel 1981. Con il condono del 1985 la proprietà chiese la sanatoria e dopo varie peripezie la regione dette parere favorevole, ma il ministero dei beni culturali annullò il nullaosta della regione e nel 1992 il Tar della Campania confermò il parere del ministero. Successivamente, la sentenza del Consiglio di stato del dicembre del 1997 sancì la non condonabilità dell'albergo. L'Hotel Fuenti fu utilizzato solo per i terremotati dell'Irpinia. Nel 1998 la legge «Nuovi interventi in campo ambientale» consentì al ministro dell'ambiente di ordinare la demolizione. Il 19 gennaio 1999 Edo Ronchi firmò la diffida per abbattere il Fuenti. Il 21 aprile prese il via la demolizione che fu fermata dai manifestanti. Successivamente, con il ministro dei beni culturali Giovanna Melandri, il Fuenti venne demolito.



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