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CIVIDALE - Legambiente contro lipotesi-cava vicino al sito archeologico
di Lucia Aviani
21 aprile 2015 IL MESSAGGERO VENETO

CIVIDALE Attacco frontale, drastico, motivato con dovizia di particolari. Legambiente Fvg si scaglia contro il progetto di recente avallato dal consiglio comunale di Remanzacco tramite l'adozione di una apposita variante di attivazione di una cava di ghiaia in prossimit del sito archeologico dei Prati di San Martino. Un piano sottolinea l'associazione ecologista che prevede l'escavo di 1,8 milioni di metri cubi di materiale in un'area finora a vocazione agricola la cui destinazione urbanistica cambiata troppe volte; un piano sostenuto da un programma di ripristino uguale a quello, mai attuato, tratteggiato per la cava confinante, ormai esaurita. L'appezzamento ha una estensione di 22 ettari e si sviluppa sulla sponda sinistra del Torre, gi costellata di ambiti estrattivi, discariche e zone industriali. La gestione del territorio, aggiunge Legambiente, necessita di un approccio serio, che parta dal concetto dell'utilizzo sostenibile: e quando si parla del prelievo di inerti non si pu adottare un'ottica strettamente comunale, a maggior ragione tenuto conto dell'imminente riordino degli enti locali. L'amministrazione del limitrofo abitato di Pradamano, nel quale vari contesti hanno subito o rischiano esondazioni rileva Legambiente , ha coinvolto la Regione in azioni di messa in sicurezza, prima di accondiscendere alle richieste dei Consorzi di cavatori, e non si fatta irretire da promesse di risarcimenti. A Remanzacco, invece, l'idea del futuro del bacino destinato ad accogliere la cava quanto mai confusa. Prima lo si indicato come parco naturale del Torre (come tale stato inserito nella pianificazione regionale); poi la Provincia vi ha caldeggiato l'apertura di una discarica di inerti; successivamente tornato a essere zona agricola con valenze naturalistiche (prati stabili) e paesaggistiche, riconosciute con apposita variante urbanistica; ora si impone la vocazione estrattiva. Non va dimenticato, inoltre sottolinea ancora Legambiente , che tra la cava esistente e quella pianificata c' un settore di rilevanza archeologica, nel quale da oltre dieci anni si effettuano campagne di scavi; e non va dimenticato, allo stesso modo, che la cava adiacente (850 mila metri cubi estratti) non mai stata oggetto di un autentico ripristino. Ma nonostante ci, contesta Legambiente, il Comune insiste e con gioco al rialzo: Un sito di estensione pi che doppia, pi profondo e pi vicino al Torre. E si vende il progetto come una grande opportunit ambientale. Adottare una variante cos significativa in assenza di determinazioni regionali sulla pianificazione dei fabbisogni e delle zonizzazioni delle attivit estrattive scelta miope.



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