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Parco dello Stelvio, lo smembramento agita i sindaci
Giuseppe Arrighetti
Corriere della Sera - Brescia 7/4/2015

Mancano ancora tre passaggi formali, ma lintesa sullo spacchettamento del Parco Nazionale dello Stelvio ormai raggiunta, con buona pace dei paesi camuni (Vione, Vezza dOglio, Tem e Ponte di Legno) che si ritroveranno senza risorse. Lente che dal 1935 tutela 130 mila ettari di territorio verr quindi provincializzato.

Mancano ancora tre passaggi formali, ma lintesa sullo spacchettamento del Parco Nazionale dello Stelvio ormai raggiunta, con buona pace dei quattro paesi camuni (Vione, Vezza dOglio, Tem e Ponte di Legno) che si ritroveranno senza risorse, e di quei quasi cinquantamila firmatari che, grazie alla piattaforma www.change.org, chiedono il mantenimento dello status di parco nazionale.
Lente che dal 1935 tutela unitariamente oltre 130 mila ettari di territorio a cavallo fra la nostra provincia e quelle di Sondrio, Trento e Bolzano (45% in Lombardia, 55% in Trentino Alto Adige) verr quindi provincializzato. La sua gestione passer sotto il controllo della Regione Lombardia, della Provincia di Trento e di quella di Bolzano, ciascuna competente sul proprio territorio: il Dipartimento degli affari regionali a Roma ha dato il via libera allintesa raggiunta allinterno della Commissione dei 12 (un organismo per lattuazione dellautonomia del Trentino Alto Adige) a cui dal 2013, quando si parla del parco dello Stelvio, partecipa anche un rappresentante della Regione Lombardia.
Laccordo sancisce in sostanza la soppressione del Consorzio del Parco nazionale dello Stelvio, sorto nel 1993, e la nascita di un Comitato di coordinamento ed indirizzo composto da nove persone: tre rappresentanti dei comuni, uno del Ministero dellambiente, uno della regione Lombardia, uno della provincia di Trento e uno della Provincia di Bolzano, e ancora un rappresentante delle associazioni ambientaliste, un referente dellIstituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (non previsto nessun gettone di presenza).
Tale comitato dovr garantire la guida politica unitaria del parco, ma la gestione operativa sar suddivisa fra i tre enti locali. Il Ministero dellambiente si riserver invece un parere vincolante su piano e regolamento.
I passaggi che ancora mancano chiamano in causa altre due volte Roma e una volta Milano: ladozione del decreto legislativo da parte del Governo e la successiva emanazione da parte del presidente della Repubblica; e lapprovazione di un apposita legge regionale da parte del Pirellone.
Undici associazioni ambientaliste, fra cui il Wwf e Legambiente, ma anche il Fai e il Touring Club Italiano, sperando ancora di trovare un varco dentro cui infilarsi per scardinare lintesa: hanno scritto una lettera al presidente del consiglio Matteo Renzi segnalando che lo Stelvio verr estromesso dalla famiglia europea dei parchi nazionali e che con la provincializzazione della sua gestione lItalia infrange la Convenzione delle Alpi. Un massiccio montuoso scrivono non pu essere separato nelle sue componenti amministrative, e anzi in tutto larco alpino la vera sfida quella di riuscire a governare in modo unitario un patrimonio di natura, paesaggio e cultura.
Proprio quello che faticosamente stanno cercando di fare i sindaci del Sebino, con i comuni della sponda bresciana e bergamasca al lavoro per una promozione unitaria in ambito turistico.
In alta valle invece i comuni di Vione, Vezza dOglio, Tem e Ponte di Legno sono stati esclusi dal tavolo delle trattative e si sono visti imporre dallalto la nuova governance del parco.
Se i trentini e gli altoatesini vedono riconosciute in pieno le proprie rivendicazioni autonomiste e sono convinti di poter gestire meglio il loro 55% di territorio potendo contare sulle proprie finanze, i camuni devono fare i conti con i tagli del Governo e del Pirellone e parlano gi di centralismo milanese.
Rimane anche il problema dei lavoratori: al di l del confine in 37 saranno riassorbiti dalle due province, e al di qua che cosa succeder? Per fortuna sono meno di dieci, quasi tutti stagionali, ma per loro ad oggi non c alcuna certezza sul futuro.



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