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TOSCANA - Le polemiche sul Piano paesaggistico
MASSIMO VANNI
IL TIRRENO 22 febbraio 2015



ERA gi accaduto per l'agricoltura, sei mesi fa. Allora per furono i produttori di vino e le associazioni degli agricoltori a sollevarsi contro una tutela ridotta a vincolismo , si disse allora, dell'assessore e docente d'urbanistica Marson. Pezzi del Pd, e della stessa giunta regionale come l'assessore Gianni Salvadori, appoggiarono la rivolta. Che fin con il governatore Enrico Rossi in visita a domicilio dai Frescobaldi e la sua intimazione a correggere lo stile troppo accademico dell'assessore. Stavolta tutto cambia. Non pi solo la riedizione dello scontro su un terreno diverso e pi largo.

Stavolta, lo stesso Pd a guidare la rivolta, il partito di maggioranza che sostiene Rossi e i suoi assessori. Il partito del premier Matteo Renzi che proprio a met dello scorso agosto ha ricandidato a sorpresa il governatore Enrico Rossi. E che nel mese successivo approva lo Sblocca Italia', subito messo nel mirino dalla sinistra riflessiva' come un inno alle mani libere, alla deregulation selvaggia, scrisse allora proprio su Repubblica' Salvatore Settis. Portando ad esempio la Toscana: Per governare il territorio la soluzione di legge non la deregulation ma il piano paesaggistico coordinato fra Regioni e Ministero, come quello varato in luglio dalla Regione Toscana scrisse Settis ma nulla fa credere che il governo intenda dar corso a questa co-pianificazione.

Aprire il fuoco contro il Piano Marson vuol dire cedere alla deregulation? Sovvertire la gerarchia tra interesse pubblico e privato? I timori per lo Sblocca Italia' sembrano oggi trasferiti sul Piano paesaggistico. O meglio sulla versione rivista e corretta del Pd che rischierebbe di diventare una sorta di Sblocca Toscana'. qui che Marson incontra la sinistra del bene e dell'interesse pubblico: non solo quella di Sel toscana, che proprio ieri ha sancito l'addio all'alleanza con il Pd renziano, ma quella di Settis e delle associazioni ambientaliste, dal Wwf a Italia Nostra e al Fai. Il Piano pu essere migliorato ma non stravolto,avvertel'exIdvMarco Manneschi, la stessa area di provenienza di Marson. Aggiungendo: Non credo che l'assessore Marson intendesse definire il Pd come il partito del mattone. Il Piano paesaggistico stato adottato con il voto del Pd e gli emendamenti, non concordati in maggioranza, saranno esaminati come sempre con spirito costruttivo.

Ma una cosa sono i vincoli, altra sono l'apertura delle maglie e le decisioni lasciate ai Comuni. Come chiede un Pd renziano quanto mai compatto: Ambiente e lavoro , insiste il segretario Parrini. Noi siamo per una Toscana dinamica che tuteli il paesaggio ma che non si riduca ad un giardino. Noi siamo per una Toscana dinamica che sappia produrre qualit e che tuteli il suo bene prezioso che il paesaggio. Lo abbiamo fatto in questi anni quando la Marson non c'era, lo faremo anche in futuro, il post su Fb del parlamentare europeo Nicola Danti. Letto e sottoscritto dallo stato maggiore renziano.

Diversamente da sei mesi fa, quando le polemiche invasero per lo pi i vigneti, lo spazio per la mediazione appare stavolta molto pi stretto. Che far il governatore incoronato per il bis dal pre- mier-segretario? Pur richiamandola, Rossi riconosce a Marson il contributo fondamentale offerto sulla svolta nelle politiche per il governo del territorio. Riconosce che proprio attorno all'idea di tutela la Toscana ha saputo costruire un nuovo modello di governo del territorio. Non un caso, in fondo, se di fronte agli attacchi ripetuti che sono arrivati in questi anni, Rossi ha sempre difeso la sua assessora. La tutela non pu essere ridotta ad ancella' dello sviluppo e delle ragioni economiche: le mani libere sulle Apuane sarebbero l'annuncio della catastrofe ambientale. Tanto pi che il ministero dei beni culturali non accetterebbe un'inversione di rotta: il modello toscano indicato da Settis non esisterebbe pi.

D'altra parte si possono ingessare le Apuane, tanto per restare al nocciolo dello scontro, e cancellare il futuro dell'industria del marmo che fa parte della storia e dell'economia di questa regione? Ambiente e lavoro il refrain del Pd renziano. Che diversamente da Marson non vede e non fissa per via normativa nessuna gerarchia concettuale tra la tutela e l'impresa.

Rossi per pu sposare la linea del Pd renziano che rimette sullo stesso piano delle ragioni ambientali quelle dell'impresa? Pu mettersi sulla linea dello Sblocca Toscana'? Il governatore deve al premier il via libera del suo secondo mandato. E pi volte in tanti mesi, al di l dei richiami al comunismo di Berlinguer o delle citazioni del giovane Marx (lo ha fatto appena due giorni fa per dire che l'uomo artefice del lavoro e della bellezza del paesaggio), stato sospettato di cedere troppo al renzismo. Di aver rinunciato alla critica da sinistra e di assecondare le scelte del governo. Anche nel caso della sanit, gli stato rinfacciato dall'ormai ex alleato Sel, per aver accettato senza opporsi i tagli del governo e dando vita di conseguenza ad una organizzazione del sistema toscano con l'unico scopo di ridurre la spesa.

Rossi si trova oggi stretto tra la linea del Pd renziano e la sua personale necessit, proprio ora che dovr presentarsi di nuovo a tutti i toscani, di rivendicare una propria identit politica. Stretto tra la tutela e i vincoli di Marson e le ragioni economiche energicamente sventolate dal Pd. E per attestare il rossismo' sar costretto a salire e a scendere per ogni crinale alpino. Un percorso a ostacoli.



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