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Il governo svende 1500 caserme vuote. Ma paga 30 milioni per affittare i palazzi
di Thomas Mackinson
il Fatto quotidiano | 23 febbraio 2015

Nella sola Milano sono in vendita immobili per una superficie fondiaria equivalente a cento campi da calcio. A fronte di tanto patrimonio in eccesso, si spende un milione di euro lanno per ospitare il "rappresentante del governo" nel prestigioso Palazzo Diotti. E cos a Roma, Firenze, Torino e Napoli. Ecco la mappa degli sprechi

Nella sola Milano il governo conta di vendere caserme per una superficie fondiaria equivalente a cento campi di calcio. E tuttavia, a fronte di tanto patrimonio in eccesso, non rinuncia a spendere un milione di euro lanno per affittare Palazzo Diotti, il monumentale edificio in Corso Monforte che nel 1803 fu scelto da Napoleone in persona per insediare il suo Regno DItalia. Cortile donore, giardino gentilizio, i colonnati e gli affreschi dellAppiani ne fanno uno fra i pi prestigiosi del centro storico. Da 156 anni questo gioiello il Palazzo del Governo, la sede della locale Prefettura. E da l, nessuno la schioda. A Roma, del resto, sono sei le caserme oggetto di valorizzazione a fronte di quattro milioni di euro che ogni anno vengono versati per affittare due immobili in centro con la funzione di uffici territoriali del governo. Citt che vai, paradossi che trovi.

Se per si prende lelenco dei beni pubblici in vendita (scarica) e lo si incrocia con la lista dei 150 che il governo affitta a privati (scarica), il paradosso diventa un assegno da 30 milioni di euro che ogni anno vola letteralmente fuori dalla finestra delle Prefetture. Quasi mai per motivi logistici e funzionali, quasi sempre con la causale della rappresentanza di governo che tiene fuori dai portoni la razionalizzazione della spesa e pure il buon senso delluomo comune, quello che ha portato il 78,2% delle famiglie italiane a fare enormi sacrifici per avere una casa di propriet anzich buttare i soldi in un affitto. Ecco, lo Stato fa lesatto contrario: pur avendo patrimonio da vendere ne affitta altro, a peso doro.
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Guai poi a chi alza la testa e mette il dito nella piaga. Se un sindaco prova a sfrattare il prefetto fa subito notizia. Succede a Grosseto, dove il primo cittadino, ormai commissario liquidatore della Provincia, ha proposto di salvare i conti dellente vendendo lo storico palazzo in piazza Fratelli Rosselli. Potrebbe fruttare sei milioni di euro, se solo prefetto e funzionari si accontentassero del nuovo e grandissimo palazzo della Questura, che appartiene al Tesoro e dunque non richiederebbe alcun affitto. Lepilogo tutto da scrivere, ma Grosseto potrebbe diventare un caso di scuola e loccasione per mettere in discussione la pretesa dei prefettizi di stare in centro a carico dei contribuenti italiani che varcano quei portoni solo per gentil concessione il 2 di giugno, in occasione della Festa della Repubblica. Firenze, Milano, Torino, Roma e Napoli. Ecco una carrellata di situazioni surreali.

Caserme, riparte il carosello della vendita
La premessa che sono 25 anni che governi dogni colore carezzano lidea di fare cassa col mattone, a partire dalle fantomatiche caserme che labolizione della leva e la riduzione dei corpi militari ha reso gusci vuoti dentro le citt. A ogni curva di finanziaria lesecutivo di turno rimette in ballo una giostra di liste e ambiziosissimi programmi di vendita, con risultati finora alquanto modesti. Anche il governo Renzi ci prova con 1.500 immobili ritenuti non necessari dai quali prevede di incassare 220 milioni di euro questanno e 100 nel 2016. Loperazione affidata alle cure del ministro della Difesa Roberta Pinotti che ha istituito una task force e predisposto un decreto per facilitare il processo di dismissione in tutto il Paese. Da allora sono partite girandole di tavoli tecnici e si sono sottoscritti protocolli dintesa con cinque grandi comuni italiani. Come andr a finire si vedr. Ma quel che certo che se si prende lelenco delle dismissioni annunciate e gli si sovrappone quello dei canoni di locazione pagati dal Viminale nelle stesse citt, ci si rende conto della contraddizione di questo Monopoli che si gioca con soldi veri e pubblici.

Il paradosso parte proprio da Firenze
E simbolicamente partita da Firenze, manco a dirlo, loperazione del governo Renzi. Gi da sindaco premeva per vendere le caserme dismesse ma diventato premier ha premuto lacceleratore. Cos il 3 aprile 2014, a pochi giorni dallinsediamento, il ministro Pinotti, il neo sindaco Dario Nardella e lAgenzia del Demanio hanno sottoscritto un apposito protocollo dintesa. Ancora non si venduto nulla, ma quel che conta che tra i contraenti non ha trovato posto lidea di tenersi un angolo del patrimonio per metterci gli uffici del Prefetto. Eh s, perch la Prefettura di Firenze di sedi ne ha due:dal 1876 lufficio di gabinetto ospitato nello storico Palazzo dei Medici Riccardi, gli uffici amministrativi sono in via Antonio Giacomini. Per le due locazioni lo Stato ogni anno paga, rispettivamente, 883mila euro e 435mila. E dire che le 15 caserme fiorentine non sono poi da buttare: alcune sono sottoposte a vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali perch dichiarate di pregio storico e architettonico. Redi, San Gallo, Perotti, Ferrucci e Cavalli ce ne sono anche certe dislocate nel cuore della citt. Ma neppure questo basta a far scattare la scintilla dellopzione pi economica: un trasloco negli stabili di propriet al posto di un affitto che costa 1,3 milioni di euro lanno.

Milano, si diceva. A novembre si svolto lultimo tavolo tecnico ministero-comune-Demanio per mettere a punto il piano che dovrebbe portare alla cessione di tre caserme: due sono a Baggio, zona sud, la terza la storica Mameli nellarea nord del capoluogo. Insieme fanno una superficie fondiaria di 720mila metri quadri equivalente a 50 volte Piazza Duomo, cento campi da calcio. Vuoi non trovare uno spazio per metterci gli uffici della locale Prefettura? Nessuno, a quanto pare, ci ha pensato. E cos mentre la Difesa dismette, il Viminale spende. Fino allanno scorso erano due milioni di euro per affittare sia il cinquecentesco Palazzo Diotti al 31 di Corso Monforte, propriet della Provincia, sia il civico 27 di propriet di un privato. Due mesi fa abbiamo dato la disdetta dal 27 e il personale si trasferito tutto nella sede principale, fanno sapere dalla Prefettura. A conferma del fatto che di spazio, forse, ce nera in abbondanza. Ma da quanto cera la doppia sede? Da quando sono qui c sempre stata, dice la funzionaria. Difficile allora calcolare per quanti anni lassegno stato doppio.

Pi paradossale ancora la situazione nella Capitale. Il 7 agosto 2014 stato sottoscritto il protocollo tra gli enti interessati. Lelenco mette insieme tre caserme (Ulivelli, Ruffo e Donato) lo Stabilimento Trasmissioni Polmanteo, la Direzione magazzini del Commissariato, la Forte Boccea e larea adiacente. Ma sempre a Roma il Ministero guidato da Alfano affitta come sede prefettizia il sontuoso Palazzo Valentini di via IV novembre alla modica cifra di due milioni di euro lanno. A incassarli la Provincia di Roma che ne proprietaria dal 1873. Una partita di giro tra amministrazioni. Ma c anche lUfficio territoriale del governo di via Ostiense che fa sempre capo alla Prefettura e che in locazione costa allamministrazione degli Interni un altro milione e mezzo di euro. Perch non usare le caserme vuote che non si riescono a vendere e magari liberare i ben pi prestigiosi e appetibili gioielli di famiglia? Lopzione avrebbe tanto pi senso considerati i costi di affitto che il ministero di Alfano sostiene per gli uffici dellamministrazione centrale: i pi costosi sono quelli di via Cavour 5 e 6 che costano 7 milioni di euro lanno. Ma chi lha detto che si debba stare a due passi dal Colosseo e dai Fori imperiali? A seguire quelli al civico 45/a di via De Pretis che vien via, si fa per dire, a 1,6 milioni.

Passiamo a Torino. Nel paniere delle vendite sono finite le caserme Cesare di Saluzzo, La Marmora, la Sonnaz, il Magazzino dellartiglieria e difesa chimica. A novembre si svolta la conferenza dei servizi per la verifica di assoggettabilit alla Valutazione ambientale strategica (Vas) dei sedimi militari. Ma nessuno che abbia alzato un dito per prospettare il trasferimento in uno di quegli edifici degli uffici della Prefettura che in locazioni bruciano oltre 400 mila euro lanno per garantire un affaccio in Piazza Castello e via del Carmine.

Si poteva fare di pi o diversamente? S, e lo dimostra il caso Napoli. Nel capoluogo campano tutti i soggetti interessati sono finiti al tavolo del Monopoli. Il risultato un incastro un po complicato che attesta, quantomeno, lo sforzo comune di ridefinire la destinazioni duso secondo una logica funzionale. Il Comune di Napoli riceve a titolo di permuta il trasferimento in propriet delledificio residenziale di via Egiziaca a Pizzofalcone, che appartiene allo Stato. In cambio, lo Stato riceve la caserma Nino Bixio di propriet del Comune che veniva utilizzata dal ministero degli Interni per ospitare il IV Reparto mobile della Polizia di Stato. Il Ministero dellInterno, a sua volta, riceve ad uso governativo la caserma Boscariello finora usata dallEsercito e l metter i reparti della mobile. Infine, la Difesa si prende la Bixio per aumentare lo spazio della Scuola militare Nunziatella. Manca qualcuno? S, la Prefettura che non tocca palla. Nel 2014 ha pagato 1,3 milioni di euro per stare ai civici 8 e 22 della centralissima Piazza del Plebiscito che una delle pi grandi e belle dItalia. Difficile, del resto, trovare una location altrettanto prestigiosa per onorare il rappresentante del Governo.



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