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LIVORNO. Porto, doppio studio sull'ambiente
di Juna Goti
4-2-2015 IL TIRRENO


Darsena Europa, fondali, litorale pisano: parlano i tecnici che hanno dato il via libera al Piano regolatore portuale

LIVORNO. Non siamo contrari allopera, ma non diremo di s a scatola chiusa. Filippo Nogarin lo ha ripetuto dai lungarni, a uniniziativa del Movimento 5 Stelle di Pisa: al centro del dibattito che sta coinvolgendo anche la citt della Torre pendente c soprattutto la piattaforma Europa, colonna portante del nuovo Piano regolatore del porto. In pratica il mega progetto che prevede lampliamento dello scalo a mare, accanto alla foce dello Scolmatore. Il punto non sembra essere piattaforma s-piattaforma no, ma piattaforma come: dagli studi sui traffici futuri ai soldi necessari per la prima parte dellopera. Ma oggi ci che viene chiesto dai grillini pisani e da quelli livornesi semmai di approfondire le ricadute ambientali e gli effetti sul litorale pisano. Esistono gi studi in questo senso? LAuthority e gli enti coinvolti, mentre disegnavano il porto di domani, hanno preso in considerazione le ricadute ambientali e sulla costa pisana? Con quali esiti? Claudia Casini lassegnista di ricerca dellUniversit di Pisa che pochi giorni fa stata chiamata a rispondere in commissione alle domande dei consiglieri delle forze politiche: la ricercatrice, infatti, con il Polo dei sistemi logistici di Villa Letizia e per conto dellAutorit portuale, ha seguito la Vas, ovvero la Valutazione ambientale strategica del Prp.

Ambiente e porto: i due studi. Come previsto dalla normativa chiarisce subito ci sono due Vas: quella del Prg del porto, che spetta allAuthority e alla Regione, e quella relativa alla variante anticipatrice al piano strutturale, che dipende tutta dal Comune. Questultima stata adottata dal precedente consiglio comunale e fino a quando non sar approvata, il Prp non potr essere varato. Quanto ai due rapporti ambientali, la ricercatrice spiega che sono andati di pari passo, visto che la legge 84/94 dice che il Prp deve essere conforme agli strumenti urbanistici comunali. Insomma: guardando sia alle banchine che alle aree cerniera tra porto e citt, come Porta a Mare, la mano destra non pu non sapere cosa fa la mano sinistra.
Tre anni di lavoro. Quanto alla Vas del Prp, il primo atto ufficiale risale al giugno del 2012, con il rapporto ambientale preliminare. La Vas premette la ricercatrice non la certificazione verde del piano. Insomma, non nasce per dire che il piano non ha impatti. Al contrario, ne analizza gli effetti proprio mentre viene progettato, in modo da correggerlo in corsa, guardando alla salvaguardia dellambiente. Come? Tutte le azioni e le opere previste vengono passate al setaccio, con i loro effetti. Ma attenzione: Compatibilit ambientale non sinonimo di assenza di impatto.... Quali aspetti sono quindi stati passati al setaccio? Nelle 540 pagine della Vas sono stati fatti approfondimenti su paesaggio e beni culturali, acqua e ambiente marino costiero, qualit dellaria, clima acustico, energia, biodiversit marina e terrestre, suolo e sottosuolo, rifiuti e siti contaminati, elementi di rischio (in particolare il rischio incidenti), pi unanalisi socio-economica.

Darsena Europa: limpatto. Come gi fatto in commissione, Casini parte dagli effetti che nel corso del dibattito politico sono sembrati pi gravi ma che gli studi hanno dimostrato non esserlo cos tanto. Prima di tutto le dimensioni della Darsena Europa: sul sito dellAuthority, nella descrizione datata dicembre 2013, si parla dellestensione a nord del porto con un terminal dedicato ai container (due banchine laterali di 1200 metri lineari, una banchina frontale di 600 metri, 72 ettari di piazzali e fondali a -16) e un altro dedicato ai rotabili (una banchinadi 1200 metri, piazzale da 56 ettari e ormeggi per navi da 240 metri). Avere piazzali cos grandi riprende la ricercatrice consente di riutilizzare tutto il materiale dragato. Materiale che altrimenti deve essere smaltito, e come si sa le leggi in materia sono complesse, con costi che aumentano.
I fondali. Altro aspetto preso in considerazione quello dei fondali. Il Cibm (Centro interuniversitario di biologia marina) ha collaborato alla Vas e ha certificato che non esistono ambienti di rilevante valore naturalistico che sarebbero danneggiati, perch i fondali dove si andr ad operare sono gi antropizzati. Comunque sottolinea sono previste indagini pi specifiche, anche subacquee, prima della progettazione e della costruzione. Perch chiosa ci che si perde spesso di vista che non siamo ancora in fase progettuale, siamo in fase pianificatoria.

Criticit: dallaria allenergia. Criticit pi evidenti emerse nel corso di questa fase pianificatoria, sempre guardando allambiente (con una serie di studi di Sintesis) sarebbero invece quelle legate alle navi che utilizzeranno la Darsena Europa, che una volta a banchina avranno emissioni in aria e fabbisogni energetici notevoli. Anche il Nurv, Nucleo unificato regionale di valutazione, ha chiesto di tenere sotto controllo questi due aspetti.

Il litorale pisano. Ma ecco il capitolo Pisa. A livello paesaggistico riferisce la ricercatrice stato fatto uno studio dai ricercatori dellUniversit di Firenze. Uno studio che ha preso in esame le strutture fisse del porto, i piazzali. ovvio che poi ci sono anche le strutture mobili: container, navi, gru. La visibilit di questi elementi stata valutata da due punti diversi della spiaggia del Calambrone. Risultato: emerso che prima ancora del porto di Livorno, lopera pi evidente dal litorale pisano sar la foce armata dello Scolmatore. Progetto in capo alla Provincia di Pisa.
Poi gli studi sullerosione del litorale, rispetto ai quali anche i tecnici del Comune di Pisa hanno chiesto garanzie e spiegazioni. Anche questo uno degli aspetti presi in esame da Modimar, la capofila nella progettazione del Prp. Perch quando si costruisce unopera marittima sottolinea la ricercatrice si rischia di alterare il trasporto solido che c lungo la costa. Succede spesso che ci siano degli effetti indesiderati, tanto che poi si fanno altre opere foranee a protezione, come a Marina di Pisa. Ma gli studi fatti sarebbero rassicuranti rispetto allerosione costiera perch la presenza delle secche della Memoria fa da paravento, da barriera naturale, impedendo che ci siano grosse modifiche nella dinamica costiera, al di l di singole mareggiate.
Come sottolineato ieri dal numero due dellAuthority, Massimo Provinciali, in una lettera ai consiglieri grillini, sulla Vas arrivato il parere positivo del Nurv, che ha comunque dato indicazioni su tutti gli aspetti approfonditi. Nel percorso conclude la ricercatrice sono stati invitati a partecipare 25 soggetti: dai ministeri al parco di Migliarino, da Comune e Provincia di Livorno a Comune e Provincia di Pisa. Va da s che nel caso in cui si decidesse di rivedere in modo sostanziale il Prp, servirebbe una nuova Vas. Se il Prp sar approvato i singoli progetti che ne fanno parte saranno poi sottoposti a Via, Valutazione di impatto ambientale.



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