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TOSCANA - «Stop geotermia sul monte del profeta Davide»
di Fiora Bonelli
IL TIRRENO 14 gennaio 2015




ARCIDOSSO Non si fermano, nemmeno dopo la presa di posizione del sindaco di Cinigiano, Romina Sani, le polemiche di molti cittadini a proposito di una domanda, presentata da una società energetica, di verifica di assoggettabilità a Via per cercare fluido geotermico nel sottosuolo. La società chiede di perforare un pozzo esplorativo per la ricerca geotermica sul monte Labro, in una zona che appartiene al comune di Cinigiano, ma che, se fosse effettuata l'opera, interesserebbe con le tubazioni, anche il territorio del Labro nel comune di Arcidosso. Di fronte alla notizia, sono moltissimi (e non solo gli esponenti dei comitati antigeotermici) quelli che parlano di vera e propria provocazione per una terra che, date le sue caratteristiche ambientali e culturali, non può permettersi il lusso di prestarsi ad ulteriori sfruttamenti. Anche se si tratta di bassa o media entalpia. Resta fuori discussione l'assoluta contrarietà collettiva in specie per quelle zone che sono i simboli storici della montagna, artistici, della tradizione, a vocazione economica specializzata. Lo ha dimostrato l'alzata di scudi di Montenero e Montalcino contro l'ipotesi di una centrale sui territori del Montecucco e dell'olio di alta qualità, del Brunello e dei dolci griffati. Ogni territorio amiatino insomma rivendica specificità e simboli. Uno di essi è la "multireligiosità" di cui emblemi, per lo meno per il versante grossetano, sono la Croce della vetta, il Gompa di Merigar e, appunto, il monte Labro, regno terreno, sul finire del 1800 del profeta dell'Amiata, David Lazzaretti. Terra di orchidee selvatiche, di viole etrusche, di poiane, di aquile e di nibbi, di daini e di lupi. Ma il monte Labro è, soprattutto il monte di David, con la torre, la chiesa, l'eremo. Ruderi imponenti e con un fascino indiscutibile. Una bellezza in un paesaggio lunare che non ha eguali in tutta la montagna. Per cui l'idea di una centrale sul monte Labro nessuno la digerisce. Il sindaco di Cinigiano Romina Sani si è già duramente espressa per il no, ricordando il diniego di tutta la sua comunità. E anche il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini è sulla stessa posizione: «Il contesto paesaggistico di Monte Labro – dice – non permette di pensare a centrali a media entalpia. Oltretutto i fluidi geotermici presenti da noi non sono adatti a questo tipo di sfruttamento. Per la strategia del nostro territorio, dunque, sono contrario. Altra cosa, invece, sono le centrali ad alta entalpia che già possediamo, Bagnore 3 e Bagnore 4. Ormai fanno parte di un contesto storico e ambientale collaudato, appartengono e danno vita ad un insediamento industriale che si è consolidato nel tempo e fa parte integrante, dunque, di quello scenario. Ma per la media entalpia, invece, il discorso è diverso. Se si fa passare il concetto che un pozzo si può fare ovunque, anche sul monte Labro, dopo ci sarà un proliferare infinito di richieste, di ipotesi di centrali e via dicendo. Non lo vogliamo e non ce lo possiamo permettere».



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