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SICILIA - Basile reintegrata. E Rizzuto lascia salvando la Neapolis. Firmato il progetto per l'intervento di somma urgenza al Teatro greco
isabella di bartolo
LA SICILIA Giovedì 15 Gennaio 2015 Siracusa




L'ultima firma è stata sul progetto di somma urgenza per il Teatro greco. Da ieri, Calogero Rizzuto ha concluso il suo periodo alla guida della SOpRINTENDENZA aretusea per restituire la poltrona a Beatrice Basile, come disposto dal giudice del lavoro e dal direttore dei Beni culturali della Regione. Un incarico che Rizzuto ha svolto nei mesi più difficili della storia dell'ente di piazza Duomo torturato da una guerra tra presunti difensori del patrimonio e presunti cementificatori. Come se alcune scelte scellerate fossero state fatte ieri l'altro. Come se chi oggi contesta progetti e Prg non fosse stato, ieri, tra i protagonisti della politica. L'unica sconfitta di questa guerra è stata la SOpRINTENDENZA che uomini come Orsi e Bernabò Brea hanno reso grande. Un ente che persone come Voza, Ciurcina, Muti e Basile hanno rappresentato mettendosi in gioco.
Oggi - giustamente - Bice Basile tornerà a piazza Duomo dopo aver stretto la mano a chi ha proseguito un lavoro messo in atto. «Ho voluto fortemente concludere il progetto di somma urgenza per il Teatro greco - dice Rizzuto - che potrà andare a bando: 180mila euro l'importo complessivo. Ho fatto il mio dovere come con l'inaugurazione del museo di Palazzolo fermo da 50 anni che attendeva solo la decisione di essere riaperto. E ho lavorato con i funzionari e il Rup per salvare i 4 progetti Poin pronti per essere perduti, a settembre, svegliando alcuni dirigenti dal torpore».
Rizzuto è stato al centro delle polemiche, è stato additato come fautore dei cementificatori, come usurpatore. «E' stato detto di tutto e di più - dice - perchè in questa storia sono stati confusi gli interessi pubblici con altri. Quando mi sono insediato ho trovato un ufficio traumatizzato, tutti i dirigenti in fibrillazione, divisi tra guelfi e ghibellini e allora ho cercato di far lavorare con più tranquillità possibile, anche perchè conoscevo i colleghi. Ho vissuto in una SOpRINTENDENZA sotto assedio mediatico, con accuse a cementificatori, funzionari addomesticabili: ciò certo ha reso tutto difficile. I dirigenti, tutti, hanno un solo credo: il territorio. Le regole sono chiare, esiste un Piano paesaggistico in atto e io non ho visto betoniere scaricare cemento a piazza Duomo o all'interno del Porto. Ho trovato qualcosa che non andava e ho cercato di rimediare. Ho solo lavorato e vado via sereno, aspetto la chiamata di Bice Basile per il passaggio delle consegne e rientrerò al museo di Palazzolo».
La notizia del reitengro di Basile è stata salutata con entusiasmo dai suoi difensori più strenui. I Verdi di Giuseppe Patti in primis e poi l'ex assessore regionale Mariarita Sgarlata. «La sospensione di Beatrice Basile ha fatto gioire tutti i predatori del paesaggio e del territorio - dice Patti -. Il dossier e il complotto, che hanno ricevuto anche le attenzioni dalla Procura della Repubblica, contro l'assessore Sgarlata e di riflesso contro Basile si sono sgonfiati come dei ballon d'essai. Oggi con il reintegro di Basile si chiude una pagina triste della bassa politica siciliana che va in scena nei palazzi palermitani del potere, segna l'incapacità amministrativa di un Governo vittima di quel potere alto burocratico che altro non fa che paralizzare tutto il sistema, alta burocrazia spesso delegittimata dai doppi incarichi e dalle prebende di altra natura». Felice si dichiara anche l'ex assessore Mariarita Sgarlata. «Da novembre del 2013, dalla sua nomina sotto il mio mandato di assessore regionale ai beni culturali - dice - aveva segnato una tregua, un fermo biologico all'inarrestabile consumo del suolo che ha profondamente segnato il nostro territorio negli ultimi decenni. Credo che in molti in questi mesi l'abbiano rimpianta, anche chi magari aveva gioito per l'assurda "rotazione", perché quello che serve a Siracusa è riqualificare l'esistente, rivitalizzare i quartieri della città e bloccare l'aggressione al suo paesaggio. Tre, in particolare, sono gli impegni che l'aspettano: completare l'iter istitutivo del parco archeologico di Siracusa; avviare il progetto già rivisto del porto turistico Spero e gestire i lavori già partiti e le prossime gare d'appalto per i progetti Poin».
L'auspicio è che la città, tutta, non dimentichi questo amore ritrovato per la difesa del patrimonio. E che chiunque lo gestisca renda più partecipi i cittadini, unici veri proprietari dei beni culturali.


15/01/2015



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