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Se duemila turisti lasciati fuori da Pompei sembrano pochi
Marco Demarco
Corriere della Sera 2/1/2015

Dopo Natale, Capodanno. Pompei chiusa per ferie ai turisti di tutto il mondo nei due giorni pi importanti delle Feste. Ieri sono stati quasi duemila i potenziali visitatori degli Scavi ad essere lasciati fuori: contati i dietrofront di almeno 30 pullman turistici. Ma dopo i selfie e i messaggi indignati agli amici sui social, in futuro saranno molti di pi i turisti che decideranno di non fidarsi di Pompei. Insomma, lennesimo grave danno di immagine che colpisce uno dei pi apprezzati patrimoni culturali del Paese. E che arriva dopo i muri crollati. I sindacalisti che accusano il ministero per aver chiuso i cancelli sono gli stessi che spesso mettono alla porta i turisti con improvvise assemblee contrattuali. Il ministro dei Beni culturali Franceschini respinge le accuse: anche il Louvre e il British Museum chiudono uno a Capodanno e laltro a Natale, il Metropolitan di New York si ferma nei due giorni. Vero. Ma negli anni scorsi Pompei sempre rimasta aperta.

tessa scena, come a Natale. Anche ieri molti turisti, incoraggiati dalla bella giornata di sole che ha sciolto linsolita neve del giorno prima, sono arrivati davanti ai cancelli di Pompei e l, delusi e avviliti, sono rimasti. La casa dei Vettii, il Cave canem, gli affreschi erotici?
Nulla da fare. Ingressi negati anche a Capodanno. Al massimo stato possibile scattare qualche foto ricordo con sorrisi di circostanza e scavi molto lontani sullo sfondo. Davanti allarea archeologica, ieri sono stati contati i dietrofront di almeno trenta pullman turistici. A conti fatti, poco meno di duemila visitatori persi. Che in prospettiva, per, saranno molti di pi, se presumibile credere che chi stato respinto ai varchi di ingresso certamente non se lo terr per s. Amici, familiari, conoscenti: con un sms o un selfie, tutti saranno presto avvertiti. E infatti gi si parla di ennesimo grave danno di immagine. Il ministro Franceschini commenta Antonio Irlando, dellOsservatorio patrimonio culturale ha giustificato la decisione dicendo che si trattava solo di una scelta di buona amministrazione. Ma il ministro dovrebbe anche chiedersi quanto vale la brutta figura e la scarsa accoglienza riservata a migliaia di turisti dOltreoceano, privati del piacere di visitare gli scavi.
Di questi danni allimmagine Pompei ne colleziona in quantit industriale: dai muri crollati ai restauri fatti non proprio con i guanti, fino ai piccoli e grandi progetti di recupero di cui o si persa memoria o si sa che vanno avanti con troppa lentezza.
Pompei, del resto, non solo il Teatro Grande e la tragica bellezza dei calchi, il luogo, insomma, che da secoli continua a ispirare ricerche storiche, romanzi e spettacolari ricostruzioni in 3D. anche un potente acceleratore di particelle opportunistiche. Nonch di polemiche buone per tutti gli usi. I sindacalisti che oggi accusano il ministero per aver chiuso i cancelli degli Scavi a Natale e Capodanno, ad esempio, sono gli stessi che spesso mettono alla porta i turisti con improvvise assemblee contrattuali.
Non a caso, Franceschini oggi respinge sdegnato le accuse. E lo fa con due argomenti. Il primo. Anche il Louvre e il British Museum, spiega, chiudono uno a Capodanno e laltro a Natale, mentre il Metropolitan di New York si ferma in entrambi i giorni.
Dunque, dov lo scandalo? Giusto. Ma il problema sta nel fatto che in quei giorni, negli anni passati, a differenza degli altri siti internazionali, Pompei sempre rimasta aperta. E di conseguenza, quando cambiato il calendario delle chiusure qualcuno avrebbe dovuto almeno avvertire gli operatori turistici. Quel qualcuno ci ha pensato? Secondo argomento. Nel Natale 2013, fa sapere Franceschini, a Pompei si sono contati solo 827 visitatori, e lanno prima pochi di pi: 889. Non abbastanza. la cruda realt. E bene fa il ministro a non aggiungere retorica a retorica. Si pensi solo a quella quotidianamente prodotta a proposito del potenziale turistico del nostro patrimonio darte, specialmente al Sud. Cosa c di potenziale in quelle poche centinaia di turisti in uno dei luoghi pi belli del mondo? Ma proprio per questo, pi che negare lofferta, sebbene solo a Natale e Capodanno, il problema semmai come valorizzarla. La strada che riduce la retorica e fa attenzione al calcolo economico quella buona.
Limportante non dimenticare che la rendita prodotta dallarte prima ancora che materiale intellettuale e culturale.



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