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LO SPRECO DEI 105 MILIONI PER POMPEI
di Antonio Massari
"Il Fatto Quotidiano", 28 dic. 2014


SOLDI STANZIATI DA BRUXELLES NEL 2012 CHE VANNO SPESI ENTRO IL 2015: A LUGLIO NE RISULTAVA USATO L1%, ORA POCO DI PI, ADESSO, PUR DI CONSUMARLI TUTTI, SI PROCEDE A CASO. E CON LA GARA PER LA COMUNICAZIONE SI COMPRA LA CANCELLERIA


Lultimo scandalo di appena 48 ore fa: Pompei chiusa ai turisti nel giorno di Natale. Allira dei tour operator e degli albergatori, il ministro Dario Franceschini oppone la fredda statistica delle scarse affluenze: Nel Natale 2013, a Pompei, sono stati staccati appena 800 biglietti. Il punto che la direttiva del ministero riguarda tutti i musei e le strutture statali. E se non bastasse, Franceschini tiene a sottolineare che del resto anche il Louvre chiuso a Natale e il primo giorno dellanno. Gi, il Louvre: con i suoi 9,7 milioni di visitatori lanno il museo pi visitato al mondo nel 2013. Al terzo posto troviamo i Musei Vaticani, con 5,9 milioni di biglietti staccati, mentre la prima struttura italiana in 21esima posizione la Galleria degli Uffizi con 1,7 milioni.
Pompei invece vanta ben altro record: 105 milioni di euro stanziati dallUnione europea da spendere entro il 2015, pena la perdita del finanziamento, datato 2012 e destinato a messa in sicurezza, restauri, informatizzazione e comunicazione. Cinque mesi fa, di quei 105 milioni, ne era stato speso appena l1%. A luglio scorso, Bruxelles ci ha inviato di persona il Commissario agli Affari regionali, Johannes Hahn, che con Franceschini e il sottosegretario Graziano Delrio , ha prescritto laccelerazione dei lavori. In sostanza: Pompei ha un anno per spendere 105 milioni ed tutta una corsa a chiudere progetti, avviare gare, affidare lavori.
Spicca il lotto unico per servizi di ideazione, realizzazione, sviluppo e gestione del piano di comunicazione. La gara, peraltro ancora in via di aggiudicazione, prevede ben 500 calendari da tavolo, 2mila block notes da 50 fogli, 5mila bigliettini da visita, 4mila fogli di carta intestata, 2mila buste di varie di varie dimensioni, lideazione di un marchio per Pompei e la locale Soprintendenza (Sapes). Il piano di comunicazione potr partire si spera nel 2015, a patto dincollare i francobolli, anche se la cancelleria non lunica arma a disposizione di ministero e soprintendenza. Il piano della fruizione comprende un sito web al momento inattivo, ma stato pubblicato il bando per il contenitore informatico e tre mostre. Tutto da bandire entro gennaio: operativit prevista per aprile 2015, costo del piano 7 milioni di euro. Appena un milione in meno del piano della conoscenza, previsto in sei lotti, che prevede larchiviazione informatica di ogni centimetro dei 44 ettari pompeiani. Tempo previsto per la realizzazione del progetto: dieci mesi.
Se i cantieri dovessero aprire il primo gennaio, insomma, lavorando con precisione cronometrica, il Piano della conoscenza costo 8,2 milioni sarebbe ultimato il 30 ottobre, appena due mesi prima del fatidico ultimo giorno di dicembre, data stimata per la fine dei lavori. Lassunto che prevede la conoscenza del sito, come passo preliminare alla messa in sicurezza, o al restauro, qui a Pompei viene di fatto ribaltato: sono partiti prima (pochi) cantieri gi messi in sicurezza mentre il resto, previsto nel piano delle opere da 85 milioni, andr di pari passo con la conoscenza, se va bene, oppure si daranno il turno, limportante spendere i 105 milioni per dicembre meglio che si pu, anche a dispetto della logica.
In effetti commenta il soprintendente Massimo Osanna il piano della conoscenza doveva essere il primo atto anche se, aspettando la sua realizzazione, i tecnici avrebbero dovuto lavorare in cantieri che non erano ancora stati messi in sicurezza. Anzi, aspettando, rischiavamo di non poter spendere i soldi per la stessa messa in sicurezza. Invece qualcosa stato realizzato: Tre cantieri sono stati gi ultimati, dal primo agosto sono aperte al pubblico dieci Domus, e con i fondi sono state assunte 60 persone, a tempo determinato, dalla Ales, che una societ del ministero.
Osanna del resto arrivato poco meno di un anno fa, non gli si possono addebitare i ritardi della gestione precedente, dalla quale ha ereditato anche lassenza di un bel po di progetti: Abbiamo dovuto progettare ex novo la messa in sicurezza di ben tre Regiones, spiega, di certo prima del nostro arrivo stato perso tempo, ma loptimum non si sarebbe potuto realizzare neanche con una tempistica perfetta, perch mettere in sicurezza e salvare Pompei un'impresa molto complessa.
E il ritardo del piano della conoscenza? Vorr dire che coordineremo i cantieri: in alcuni si lavorer al restauro e alla messa in sicurezza, in altri allarchiviazione dei dati, e poi viceversa. E comunque: dei 105 milioni, ne abbiamo gi banditi 96, e met di questi riguardano lavori gi partiti.



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