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Archeologia off limits per i portatori di handicap: restano ancora molte barriere
di Manlio Lilli
IL FATTO QUOTIDIANO | 24 novembre 2014



Secondo un Documento presentato dalla Corte dei Conti, i siti archeologici sarebbero un esempio virtuoso grazie alle iniziative del Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali e del Turismo. Ma la realt diversa: se a Roma molto si fatto, a Pompei del progetto di Bray non c' pi traccia. E a Paestum l'accesso interdetto ai disabili


La natura dei luoghi, percorsi accidentati, repentini e frequenti cambi di quota nel terreno di aree archeologiche e complessi monumentali poco si prestano alla visita di portatori di handicap, di vario tipo, come a quella di anziani e bambini. Quindi archeologia offlimits per le categorie cosiddette fragili? Non sembra essere cos. Almeno stando al documento recentemente presentato dalla Corte dei Conti, intitolato La gestione degli interventi di ristrutturazione e di adeguamento delle strutture pubbliche per leliminazione delle barriere architettoniche. In mezzo a tante criticit i siti archeologici, nel Documento considerati insieme a quelli culturali, sono presentati come un esempio virtuoso, grazie alle iniziative del Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali e del Turismo, che hanno portato ad avere servizi per disabili in 184 istituti e luoghi di cultura statali e in 1.409 non statali, e quindi complessivamente nel 34,72% dei casi.

Una situazione in linea con le politiche perseguite almeno dai pi recenti Ministri dei Beni culturali. Laccessibilit ai luoghi della cultura, attraverso strumenti che si inseriscano con garbo e in maniera reversibile allinterno di contesti preziosi e delicati come il Foro Romano e il Palatino, una delle priorit pi importanti che ci dobbiamo porre per una vera crescita culturale della societ. Erano i primi giorni dellottobre 2013 quando Massimo Bray, allora ministro del Mibact, sosteneva questa tesi. Osservando gli interventi realizzati fin ad allora e prefigurando un progetto su ampia scala, declinato anche localmente. A Pompei nel maggio 2010 sinaugura Friendley Pompei, il percorso per rendere fruibili gli scavi archeologici ad anziani e disabili. Peccato che nel settembre 2013 non rimanga quasi traccia di quel percorso. Tutto da rifare. Cos allinizio dello scorso settembre stato approvato un nuovo progetto riguardante un itinerario per i portatori di handicap, lungo via dellAbbondanza, dallanfiteatro a Porta Marina. Con annesse visite a domus e ai monumenti principali della piazza del Foro, con aree di sosta. Sono sicura che alla fine questo tragitto senza asperit, con vernici che captano la luce solare e la restituiscono nelle ore notturne, sar litinerario pi frequentato di Pompei, sostiene larchitetto Maria Grazia Filetici, responsabile delloperazione, il cui costo previsto si aggira sui 7 milioni di euro. Per livellare il pavimento stradale si ricorrer a pietre locali, mentre alle domus si acceder da ingressi alternativi per ovviare alla presenza dei gradini. Uno scavo vicino alla Casina delle Aquile, permetter di verificare la possibilit di sistemarvi un ascensore. Per i non vedenti sono invece allo studio delle app di orientamento attraverso i cellulari.
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A Roma molto si fatto. In questi anni sono state investite risorse per migliorare laccessibilit al Foro, affermava il Ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, nellottobre 2013 alla presentazione di una serie di interventi, tra cui la nuova sistemazione dellingresso monumentale del Vignola al Palatino, lungo via di San Gregorio. Una rampa di accesso con pendenze dolci, intercalata da siepi di bosso, ha consentito di eliminare le scale. Con un costo di 300 mila euro, co-finanziati dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma e dalla Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. Dopo lascensore panoramico che si trova allingresso di Largo della Salara Vecchia, su via dei Fori Imperiali, e che consente di superare il dislivello di circa 6,5 metri tra lingresso e la quota di calpestio del Foro Romano. Unopera da 530mila euro, finanziata dal Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia. Ma anche dopo la realizzazione del percorso allinterno del Foro, fatto di pavimentazione liscia, per far scorrere meglio le ruote dei passeggini e delle sedie a rotelle, ma anche per rendere la passeggiata pi confortevole a tutti i visitatori. Un sentiero di 1200 metri tra larco di Settimio Severo, sotto il Campidoglio, e lingresso allarco di Tito, per il quale sono stati impegnati 750mila euro.

La progettazione stata ad altissimo livello ed ha avuto la capacit di adattarsi ad un tessuto archeologico fragilissimo, grazie alla scelta dei materiali ed i continui adattamenti in corso, sosteneva la Soprintendente Mariarosaria Barbera nellottobre 2013. Tutti interventi inseriti nel progetto pilota della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma denominato Percorsi. Interventi quelli al Foro e al Palatino diretti e curati, come accadr a Pompei, dallarchitetto Maria Grazia Filetici. Una esperta nel settore, che nel 2002 aveva curato lapertura delle domus romane del Celio, progettando un percorso di visita, reso accessibile ai portatori di handicap.
Apprestamenti parziali sono invece esistenti in complessi monumentali, peraltro di riconosciuto appeal, come il Colosseo e le Terme di Caracalla. Mentre percorsi sono stati realizzati nel 2010 allIpogeo dei Volumni e alla necropoli etrusca del Palazzone, pochi chilometri a sud-est di Perugia. Finanziati ma non completati il percorso di accessibilit alla necropoli di Tarquinia, Tomba della Pulcella, nonostante i lavori siano stati appaltati nel 2012 con un impegno finanziario di 290mila euro. Ancora, nel 2014, finanziata per 100mila euro la completa fruizione dellarea archeologica della villa dOrazio a Licenza, nella provincia di Roma, con la realizzazione di cartelli didattici esplicativi.

Interventi anche nel Parco della Valle dei templi. Nel maggio 2004 ad aprirsi ai disabili stato il Giardino della Kolymbetra, grazie ad una iniziativa realizzata dallEnte Parco archeologico della Valle dei templi, in collaborazione con il Fai e con la cooperativa sociale Caap. Non solo. In occasione dellinaugurazione il direttore dellarea archeologica Pietro Meli spiegava come Fra breve il Parco della Valle dei templi metter in funzione altri itinerari per i disabili che consentiranno la visita al Quartiere ellenistico romano e alla Collina dei templi. Mentre ancora in fase di realizzazione il progetto Orione per la costruzione di un percorso sperimentale di mappe tattili per ciechi e ipovedenti nel sito dei templi dorici. Un progetto di ricerca, finanziato con 8mila euro dallente Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento.

Dal 2010, finanziati con fondi del Piano nazionale per larcheologia 2006, esistono percorsi per disabili motori, oltre che una pannellistica in braille, nel sito di Veleia, nellappennino piacentino. Accessibile anche Telesia, nel territorio di San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento. Esempi, tuttaltro che isolati, di un impegno di Amministrazione centrale ed enti locali a non escludere dalla visita di aree archeologiche e musei, il mondo della disabilit. Invece rimane ridottissima lofferta di materiali e supporti informativi specifici, almeno relativamente ai Musei. Poco meno di un quinto risultano attrezzati in tal senso, con percorsi tattili o pannelli in braille per i non vedenti, secondo i dati presenti nel Report I musei, le aree archeologiche e i monumenti in Italia, realizzato dal Mibact, in collaborazione con lIstat e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

Altrove, anche in luoghi di grande richiamo turistico, la situazione sconfortante. Valga come esempio negativo il caso di Paestum dove laccessibilit e la fruizione dellarea archeologica sostanzialmente interdetta per i diversamente abili. Nonostante nel 2004 lAmministrazione comunale di Capaccio, insieme alla Arcus Spa, la Societ del Mibact per lo sviluppo dellarte, della cultura e dello spettacolo, avesse promosso il progetto pilota Cultura senza barriere. la realizzazione di questo progetto ci inorgoglisce e pone i templi di Paestum allavanguardia per la fruizione ai disabili, dichiarava in occasione della presentazione del progetto nel luglio 2010 il consigliere comunale Carmine Caramante. Nellarea archeologica e nel Museo nazionale archeologico di Paestum fu pianificato labbattimento di tutte le barriere architettoniche e la realizzazione di elementi che agevolassero la fruizione. Il tutto per un costo di 335mila euro. Dopo sei anni completate solo alcune delle opere previste, che ormai risultano in stato di abbandono. Il percorso per non vedenti, deteriorato, mentre la rampa che doveva consentire la visita della basilica, chiusa.

Non sembra andar meglio nelle aree archeologiche calabresi, da Grumentum a Metaponto, da Venosa ad Herakleia, dove a parte i servizi igienici, per i disabili non sembra esserci spazio. Uguale panorama rilevabile in Sicilia, dallIsola di Mozia a Pantelleria e Lilibeo. Il panorama nazionale diversificato, da regione a regione, talora con profonde differenze tra una provincia e laltra. Non sempre per colpa di risorse insufficienti, come indizia il caso di Paestum. Linvestimento iniziale necessario, imprescindibile per realizzare percorsi con materiali e strutture di supporto. Proprio come la successiva, ordinaria, manutenzione. Naturalmente.



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