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Rinacimento industriale
Luigi Nicolais*
Corriere del Mezzogiorno 18/14/2014

* Luigi Nicolais Presidente Consiglio Nazionale delle Ricerche

Leconomia europea arranca. Le reazioni, immaginate allombra di visioni prevalentemente finanziarie e contabili, oscillano dallannuncio miracolistico al conservatorismo con pessime ricadute sulla vita delle persone e dei sistemi produttivi.
Occorre uno scatto. Una terapia durto che liberi energie, intelligenze e metta in circolo competenze e idee. necessaria una mobilitazione eccezionale dei talenti della cultura, della scienza, della tecnologia e dellarte, oltre che cambiamenti profondi nel modo di pensare, agire, governare, fare e produrre.
opportuno lasciarsi guidare dalla bellezza dei valori e degli orizzonti delleuropeismo pi alto e nobile piuttosto che da un insieme di regole contabili o dalla tutela delle economie dei singoli stati membri.
urgente riportare al centro del dibattito politico europeo idee per incentivare una crescita sostenibile; adottare energie rinnovabili, favorire la reindustrializzazione, la diffusione dellinnovazione, innalzando i livelli di benessere e di qualit della vita.
Ma soprattutto occorre rivalutare il ruolo della persona e la sua centralit in ogni processo e ambito sociale, produttivo, politico e culturale.
Perch lEuropa, prima di essere sommatoria di istituzioni, una comunit di persone.
un cambio di passo importante, una rivoluzione in cui la conoscenza scientifica, quale forma fra le pi robuste della solidariet umana, pu diventare collante e motore per la rinascita sociale, economica e culturale, favorendo la transizione dalla competizione alla collaborazione, dalla marginalizzazione alla inclusione.
Gi nel passato, lEuropa, attraverso il Rinascimento italiano, pot conoscere e adottare questa forte visione antropocentrica. In quella stagione si afferm e diffuse lidea di persona libera da paure e costrizioni, coraggiosa, dignitosa, intellettualmente autonoma, aperta ai cambiamenti, al nuovo, alla bellezza, assetata di saperi, attratta dalla tecnica, animata da profonde passioni religiose, etiche e politiche.
Durante il Rinascimento, grazie alloriginale connubio fra aspettative e possibilit, ambizioni e conoscenza, venne azzerata la distanza fra saperi e applicazioni, fra creativit e tecnica. La bottega divent il luogo dellincontro e della esplorazione, della produzione guidata dalla conoscenza e orientata alla ricerca di bellezza e armonia. Tale interazione fece crescere consapevolezza e saper fare, favor lavanzare delle frontiere della conoscenza, dalla tecnica alle arti. Inoltre consent di esprimere in tutti i campi quella che oggi definiamo pervasiva capacit innovativa, cio lintroduzione e ladozione di innovazione radicale e incrementale, ovvero originali paradigmi culturali, tecnologici, artistici e scientifici destinati a stravolgere in meglio la vita dei singoli e delle comunit.
A distanza di secoli si ripropone il bisogno di recuperare quelle stesse sinergie e interazioni virtuose per uscire dallimpasse della crisi.
Perch impossibile continuare a mantenere posizioni di riferimento sui mercati senza investire in servizi avanzati e di qualit, o essere competitivi se si interviene solo sui costi delle produzioni, restando piccoli, delocalizzando, ridimensionando salari e occupazione, o utilizzando incentivi fiscali.
Non lo si pu pi fare. La rapidit dei cambiamenti cos accelerata che il ciclo di vita delle tecnologie, dei processi e dei prodotti drammaticamente ridotto. Di conseguenza il baricentro della catena del valore e della competitivit poggia, e sempre pi pogger, sulla qualit e quantit di conoscenze sviluppate, adottate e immesse nei circuiti produttivi, ovvero sulla capacit delle persone di sapere immaginare, prevenire, orientare e governare idee, processi, tecnologie.
La sfida della reindustrializzazione, anche nei settori tradizionali, quelli considerati maturi e maggiormente esposti alla concorrenza dei paesi emergenti, pu essere vinta solo se si decide di puntare su prodotti e servizi con alto valore aggiunto, su tecnologie avanzate, e soprattutto sulle persone, sulla loro formazione e sul potenziamento delle competenze e delle capacit immaginative e creative.
Diventa quindi opportuno che le politiche locali e nazionali si focalizzino su scuola, universit, ricerca e sulla massiccia utilizzazione dei risultati scientifici conseguiti.
Perch la bellezza, la qualit della vita, la salute del pianeta, la floridezza delleconomia, il benessere sociale, i diritti civili, la democrazia dipendono tutte dallimmissione e dalladozione di continue piccole, grandi innovazioni radicali e incrementali, organizzative e comportamentali, le quali pi sono armoniose, ovvero generate dallinterazione fra saperi, bellezza e qualit, pi in alto posizionano lasticella del confronto e delle aspettative, costringendo anche i non innovatori a reagire e a generare adeguamenti e ulteriori miglioramenti.
Benritrovato Rinascimento, di cui gli italiani sono stati, e speriamo continuino ad esserlo, inimitabili maestri.



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