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Donazione da Treviglio al museo della Shoah
Letizia Bonetti
Corriere della Sera - Bergamo 16/9/2014

Il collezionista trevigliese Roberto Malini ha donato al Museo della Shoah 170 opere reperite in tutto il mondo

Una collezione di oltre 170 opere realizzate da artisti ebraici scomparsi nellOlocausto o sopravvissuti ai lager, raccolte in pi di 10 anni di ricerche in tutto il mondo, sono state donate al Museo nazionale della Shoah di Roma da Roberto Malini, scrittore e attivista dei diritti umani che abita a Treviglio. Il progetto si chiama Artisti dellOlocausto e ha contribuito a far emergere dalloblio, causato dalle leggi razziali e dai campi di sterminio nazisti, il lavoro di artisti yiddish gi noti ai critici darte prima dellascesa al potere di Hitler, ma anche le opere di elevata qualit realizzate da autori finiti nelloscurit o mai emersi a causa della persecuzione antisemita. Un pezzo importante della storia dellarte europea che ha rischiato di svanire per sempre, ma che grazie al collezionista trevigliese tornato a nuova luce. La raccolta, che comprende disegni, dipinti, incisioni, statue e anche libri, lunica collezione di arte della Shoah in Italia. E sar il cuore della mostra permanente di Villa Torlonia, la residenza romana di Mussolini che sta per essere trasformata nella sede del Museo della Shoah. La prima opera lho acquistata nel 2000 a Parigi: un disegno a matita realizzato da David Weiss nel 1939 racconta Malini . Ero in Francia per presentare in una galleria un portfolio di trenta mie incisioni sui bambini ebrei deportati. Un esponente della comunit ebraica decise di regalarmi questo disegno, ma ho insistito per pagarlo. Da qui lidea di far riscoprire gli artisti ebraici stroncati dallOlocausto e, tessendo relazioni e amicizie per raggiungere anche i pochi pittori viventi, Malini inizia a raccogliere pezzi in tutto il mondo. Era come frugare tra le ceneri della morte. Ho iniziato a contattare mercanti, famiglie e collezionisti. Per realizzare il mio sogno ho rinunciato a molte cose, investendo tutti i guadagni del lavoro. Lattivit di recupero di Malini, che ha antiche origini ebraiche, raccontata in un capitolo del libro Operazione salvataggio di Salvatore Giannella, che come spiega il sottotitolo racconta le storie di eroi sconosciuti che hanno salvato larte dalle guerre. Malini, 55 anni, un personaggio poliedrico: poeta, scrittore, sceneggiatore, pittore e autore di documentari, ma anche attivista dei diritti umani con il gruppo EveryOne, che ha contribuito a fondare. Dallinizio degli Anni Ottanta si dedica alla ricerca e alleducazione sulla Shoah, pubblicando diversi testi in collaborazione con i pi importanti musei e centri di ricerca internazionali. Ha scritto per la regia di Dario Picciau che cofondatore di EveryOne , documentari e cortometraggi televisivi. Le sue ricerche e lattivismo riguardano anche il popolo Rom: grazie anche alle sue letture di poesie, ha ottenuto il sostegno del Consiglio dEuropa e dellUnicef. E tre processi giudiziari in Italia: Sono stato assolto da tutti con formula piena perch il fatto non sussite, precisa.
Linteresse per lOlocausto nato negli Anni Settanta quando, allora dodicenne, ascolt dai banchi della scuola media i racconti di una sopravvissuta ad Auschwitz. Era la scrittrice Elisa Springer che, come racconta Giannella, ripeteva ai giovani che incontrava nelle scuole di mezza Europa di non dimenticare la tragedia dellOlocausto e diventare testimoni di pace. Parole che sono diventate una delle missioni di Malini, folgorato da ragazzino anche dalla lettura del Diario di Anna Frank. Proprio alla celebre ragazzina ebrea olandese si ispirato per scrivere Le 100 Anne Frank, un libro con prefazione di Gad Lerner che racconta le storie di cento donne ebree che si chiamavano come lautrice del Diario. stata mia nonna Noemi che, quasi clandestinamente perch ormai la famiglia si era da tempo convertita al cristianesimo, ha trasmesso a noi bambini la bellezza e lanima dellantica tradizione ebraica racconta . Quando ho capito che raccogliendo le opere pi significative di artisti ebrei perseguitati dal nazismo potevo fare qualcosa per non far dimenticare la Shoah, ho trovato la mia missione di vita. Poi ho deciso di donare tutto perch questa testimonianza deve appartenere allumanit. Certo non stata pura generosit, ma anche lappagamento di un grande sogno. la prova che ogni essere umano pu fare la differenza: servono una grande fede e la disponibilit al sacrificio. Malini si avvicinato alla poesia allinizio degli Anni Settanta spronato dal suo mentore, il filosofo Fulvio Papi, e a partire dagli Anni Ottanta ha tenuto letture pubbliche delle sue opere, sempre ispirate ai diritti civili delle minoranze (ebrei, rom e anche omosessuali) in tutta Italia. Lultima opera letteraria di Malini, che lanno scorso ha anche scritto i testi di tre libri per bambini ispirati alle favole di Esopo con il patrocinio dellUnicef, si chiama Dichiarazione: una raccolta di poesie ispirate allattivismo per i diritti umani, con prefazione della scrittrice ed ex parlamentare europea olandese Els de Groen, perch la poesia deve uscire dai salotti, strapparsi il lauro della vanit dal capo e divenire un motore vivo del cambiamento sociale. Ha ottenuto diversi riconoscimenti il libro di poesie Il silenzio dei violini, scritto a quattro mani col poeta statunitense Paul Polansky, che presenta la cronaca della persecuzione ma anche lanima del popolo sinti. Tutto ci che scrivo fa parte del mio vissuto dice . Sono un ribelle, ma sempre allinsegna della non violenza.



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